Senza green pass 2,5 milioni di lavoratori, sanzioni pesanti per i trasgressori

Senza green pass 2,5 milioni di lavoratori, sanzioni pesanti per i trasgressori

Pochi giorni di distanza dall’entrata in vigore dell’obbligo del green pass sono ancora troppi i lavoratori non immunizzati. Da venerdì, infatti, per accedere ai luoghi di lavoro pubblici e privati bisognerà presentare la carta verde. I trasgressori rischiano la sospensione immediata dello stipendio fino a che non si mettono in regola e multe da un minimo di 600 a un massimo di 1.500 se tentassero di fare i furbi e entrassero lo stesso sul posto di lavoro.


Fonte: Agenzie e quotidiani nazionali


  • Ma quanti sono i lavoratori senza certificazione Covid-19?

Le stime del governo parlano di poco meno di due milioni e mezzo di persone, la maggior parte (2,2 milioni) lavoratori privati e il resto (250mila) del settore pubblici. Secondo la fondazione Gimbe, sarebbero invece quasi 4 milioni in totale. La  differenza tra le stime del governo e Gimbe sta nel fatto che l’esecutivo considera solo dipendenti pubblici e privati ma non 4,9 milioni di lavoratori autonomi e neppure 2 milioni e 327mila disoccupati. Gimbe parla solo di vaccinati.

  • Ma quanti sono gli umbri

Green pass obbligatorio per 356 mila addetti umbri di cui oltre 40 mila dipendenti pubblici. I numeri sono quelli elaborati dall’Istituto ricerche economiche e sociali (Ires) della Cgil su dati Istat.

  • Le parole di Matteo Salvini

“Lasciare a casa 4 milioni di lavoratrici e lavoratori da venerdì solo perché non hanno un certificato non è normale”. Lo ha detto Matteo Salvini a Quarta Repubblica, invitando a trovare una soluzione sulla questione green pass.

  • Le parole di Sandro Colombi

“Non si può azzerare lo stipendio di chi deve pagare il mutuo o l’affitto e comprare i libri per i bambini. Persino ai condannati per truffa in passato è stato garantito un minimo di stipendio”. Lo dice, intervistato da ‘Repubblica’, il segretario generale della Uilpa, Sandro Colombi, in vista dell’entrata in vigore del green pass obbligatorio e del rientro dei dipendenti pubblici in presenza.

“Si parla di servitori dello Stato, che hanno tenuto la barra dritta durante la pandemia, e ai quali lo Stato deve garantire almeno la sicurezza della sopravvivenza. Noi chiediamo – spiega – che venga salvaguardata una parte più alta possibile della retribuzione. Stiamo parlando di persone: non vogliamo che venga snaturato il collante solidaristico che deve esistere nei posti di lavoro, e siamo contrari a guerre tra poveri. E non vorremmo neanche che la tutela del dipendente dipenda dalle scelte dei dirigenti: deve essere il governo a dettare le norme, con grande ragionevolezza”.

Inoltre, ricorda, “c’era tutto il tempo per pensare a una legge che prevedesse l’obbligo della vaccinazione. Non capisco perché il governo non ha voluto riunirci intorno a un tavolo per discuterne, è scattata una corsa verso la ripresa, in nome dell’aumento del Pil favorito dal ritorno in massa in presenza dei dipendenti pubblici, e senza garantire le condizioni in sicurezza”.

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