Riforma centri impiego, Conflavoro Pmi anticipa Di Maio

Umbria, in 2 anni le domande di disoccupazione aumentano

Riforma centri impiego, Conflavoro Pmi anticipa Di Maio

Conflavoro Pmi, l’associazione delle piccole e medie imprese presieduta da Roberto Capobianco, promuove una formazione professionalizzante per i disoccupati e gli inoccupati maggiorenni, anche titolari di partita Iva, basata sulle effettive necessità espresse dalle aziende del territorio. Il fulcro del progetto è la partnership tra pubblico e privato. La novità rivoluzionaria è che le aziende coinvolte direttamente nella formazione – gratuita – si impegnano ad assumere i corsisti al termine dell’apprendimento.

Il problema, del resto, è il medesimo in tutta Italia

Il problema, del resto, è il medesimo in tutta Italia: spesso non mancano le offerte di lavoro, ma il tessuto imprenditoriale di un dato territorio non assume poiché non riesce a reperire personale ben formato. Il progetto parte nel concreto da Lucca coinvolgendo cinque aziende. Si tratta di Era-Mec Srl, Deverio Srl, Abys Srl, Mida Srl e Metal Pro Manufactoring Srl. Considerata capitale mondiale del cartario, è per questo motivo che nella città toscana la formazione è incentrata sul settore metalmeccanico.

L’iniziativa formativa si propone dunque come modello di riferimento

L’iniziativa formativa si propone dunque come modello di riferimento per la riforma dei centri per l’impiego. Conflavoro Pmi, infatti, ha presentato da mesi al governo Conte, e in particolare al ministro Luigi Di Maio, il proprio Manifesto per una nuova idea di lavoro. Si tratta di un decalogo in cui l’associazione chiede non il potenziamento, bensì la completa riforma dei centri per l’impiego allo scopo di farne un’Agenzia nazionale per l’occupazione e lo sviluppo.

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“Questa agenzia – sottolinea Roberto Capobianco – la immaginiamo come punto di incontro tra domanda e offerta, certo. Ma anche e soprattutto come centro in grado di analizzare i fabbisogni delle aziende, così da formare i giovani e riqualificare chi ha perso il lavoro mediante un percorso professionalizzante in collaborazione tra scuole, università e imprese stesse. Esattamente quello che Conflavoro Pmi inizia a fare il 5 novembre a Lucca, anticipando e anzi stimolando un’eventuale rivoluzione copernicana dei centri per l’impiego e del lavoro nel suo complesso”.

Il progetto di Lucca è fortemente sostenuto dall’amministrazione Pd

Il progetto di Lucca è fortemente sostenuto dall’amministrazione Pd del sindaco Alessandro Tambellini. “In un mondo di cambiamenti veloci – dichiarano l’assessore alle attività produttive Valentina Mercanti e il consigliere delegato al lavoro Roberto Guidotti – la formazione continua è la chiave per offrire maggiori opportunità d’incontro a disoccupati e aziende. Il comune favorisce tutte le iniziative di formazione professionale ma in particolare quelle che riescono a leggere i bisogni del territorio. Così abbiamo concesso il patrocinio a questi eventi formativi perché sostenuti da aziende intenzionate ad assumere”.

Il progetto di Conflavoro Pmi Lucca è in partnership con l’agenzia per il lavoro

Il progetto di Conflavoro Pmi Lucca è in partnership con l’agenzia per il lavoro LCT Igea Logistic & Job e il fondo Forma.Temp, che si occupa di formazione e sostegno al reddito dei lavoratori in somministrazione. “Siamo orgogliosi di collaborare al percorso professionalizzante di Conflavoro Pmi Lucca – spiega il Dg di LCT Igea Andrea Palumbo – perché è concreto e strategico. Aiuterà l’occupazione ed è per questo che abbiamo subito detto sì alla proposta del presidente Roberto Capobianco. Insieme, partendo da Lucca, lo riverseremo su scala nazionale e proveremo a giungere laddove le istituzioni e i centri per l’impiego non arrivano. Non abbiamo alcuna presunzione di sostituirci al pubblico, ma è chiaro che occorre subito una forte scossa per rilanciare il lavoro, un esempio da seguire. E questo progetto vuole essere quell’esempio”.

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