PERUGIA, SAN GEMINI: LAVORATORI ANCORA IN SCIOPERO

Lavoratori Sangemini
Lavoratori Sangemini (8)
Lavoratori San Gemini

(umbriajournal.com) PERUGIA, SAN GEMINI – Continua lo sciopero e il presidio dei lavoratori della San Gemini. L’incontro di ieri (19 settembre) in Regione, tra Rsu, organizzazioni sindacali Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, Camera del Lavoro di Terni, Comune di San Gemini, assessore Vincenzo Riommi e rappresentanti dell’azienda non ha infatti dato le risposte auspicate dai lavoratori.  I rappresentanti del gruppo attualmente proprietario di San Gemini hanno comunicato che, venendo meno l’interesse da parte di Norda all’acquisizione, l’azienda intende tornare a chiedere un’apertura di credito da parte del sistema bancario presentando un nuovo piano industriale. Dal tavolo è dunque emerso un unico obiettivo comune: evitare il fallimento di San Gemini e tutte le conseguenze deleterie che esso avrebbe, soprattutto per le 136 famiglie direttamente coinvolte. Tuttavia, le perplessità delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori rispetto all’attuale proprietà, al comportamento tenuto finora e a questo nuovo tentativo annunciato nell’ultimo incontro in Regione restano forti.

 

Le organizzazioni sindacali hanno dunque ribadito che non firmeranno alcuna cambiale in bianco e che lavoreranno, con tutti gli strumenti possibili, per salvare l’azienda dal fallimento, pretendendo di conoscere passo passo il piano industriale e gli intendimenti della proprietà. Intanto, oggi la Rsu San Gemini e le organizzazioni sindacali sono state ricevute dal prefetto di Terni, Gianfelice Bellesini, il quale ha assicurato il proprio impegno in prima persona a scongiurare l’ipotesi di una dichiarazione di fallimento alla scadenza fissata dal Tribunale del 24 settembre.  Domani, 21 settembre, è invece in programma un consiglio comunale aperto presso il centro congressi San Gemini al quale parteciperanno Rsu e organizzazioni sindacali. Continua l’impegno a cercare tutte le possibili vie d’uscita per questa fondamentale vertenza strategica non solo per l’Umbria, ma per il Paese.

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