Vogliamo tornare a scuola in sicurezza, il grido di docenti e studenti 🔴 📸 VIDEO E FOTO

 
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Vogliamo tornare a scuola in sicurezza, il grido di docenti e studenti

Vogliamo tornare a scuola in sicurezza, il grido di docenti e studenti

“Siamo qui per evidenziare Corso Vannucci pieno, i centri commerciali e i negozi pieni mentre le scuole restano chiuse”. Le studentesse e gli studenti di Altrascuola assieme al movimento di docenti e studenti di Priorità alla Scuola Perugia si sono incontrati sabato 12 dicembre in piazza della repubblica a Perugia per rivendicare il diritto allo studio universale e ad una didattica in sicurezza.

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“Noi vogliamo rientrare a scuola, ma che si facciano azioni per permetterci di rientrare – ha detto l’insegnante Patrizia Puri – siamo qui per l’ennesima giornata a chiedere più o meno le stesse cose che non sono state fatte”.

Molti studenti ne hanno risentito. “Questa è una modalità – spiega Puri – che non è un problema per chi ha già una struttura, una famiglia dietro, una capacità autonoma di stare all’interno della scuola. Se una persona dalla scuola deve prendere le motivazioni, quella passione, quelle cultura che non trova fuori dalla scuola, questa è una modalità che li lascia completamente fuori. Noi denunciamo quello che succede nelle scuole perché le conosciamo. Abbiamo la fotografia dei nostri studenti che rimangono indietro, sono quelli che hanno più bisogno di istruzione”.

Cosa andrebbe fatto? “Nell’immediato – ribadisce – quello che noi chiediamo è di rientrare a scuola in sicurezza, ma vogliamo risorse per la scuola pubblica statale che significa potenziamento dei trasporti, riduzione del numero di alunni per classe e potenziamento del personale che lavora a scuola: risorse come tutti i settori che consideriamo prioritari. Risorse per la sanità, risorse per l’istruzione, dalla pianificazione del recovery fund ci stanno dicendo che sanità e istruzione sono i fanalini di coda. Chiediamo risorse e azioni, basta parole. Noi abbiamo chiesto alla Regione Umbria i dati dei contagi nelle scuole, i dati che stanno girando sono demagogia pura. Le scuole erano in sicurezza, ma non è stato fatto niente per entrare nelle scuole in sicurezza e dopo che si esce, quindi potenziamento dei mezzi di trasporto e riduzione del numeri di alunni per classe”.

Caterina Bigini, una studentessa del quinto liceo linguistico al Pieralli, e coordinatrice provinciale di Rete degli Studenti Medi di Perugia dice: “non si sta facendo niente per ripartire ancora una volta con la scuola in sicurezza. non sono stati fatti investimenti nei trasporti. Gli studenti vogliono tronare a scuola, ma voglio farlo in sicurezza, crediamo che questo tempo sia stato ampiamente sprecato. Ci dicono che siamo il futuro, ma a nessuno interezza la nostra opinione. Abbiamo avanzato tantissime proposte, ma nessuno ci sta ascoltando”.

Un’altra insegnante, Roberta Pompili, fa eco alla sua collega spiegando: “La situazione è quella che vedete, gente che circola dappertutto, si è riaperto con questa ottica del mercato, in realtà la vita ha bisogno di riproduzione e di cura, non tanto di mercato, abbiamo bisogno di stare vicino ai nostri ragazzi. La didattica a distanza crea forse di esclusione e le amplifica a dismisura tutte le disuguaglianze di questo mondo. Non siamo contro la tecnologia, ma siamo consapevoli però del ruolo che l’insegnamento ha ed è un ruolo in presenza, di relazione, costruiamo modelli di entusiasmo, di lavoro appassionato. Questo, nessuna distanza può costruirlo. Noi vogliamo rientrare a scuola in sicurezza e per farlo ci vogliono le risorse e di finanziamenti”.



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