Vogliamo l’eliminazione degli scritti dalla maturità, studenti si mobilitano 📸 FOTO

Vogliamo l’eliminazione degli scritti dalla maturità, studenti si mobilitano

Vogliamo l’eliminazione degli scritti dalla maturità, studenti si mobilitano

“Le bozze degli esami di maturità uscite in questi giorni sono un fulmine a ciel sereno, prevederebbero un ritorno ad un esame pre-pandemico con le due prove scritte e l’orale”. E’ quanto dicono gli studenti umbri che questa mattina si sono mobilitati per far sentire la loro voce. Con un corteo partito da Piazza Partigiani a Perugia, hanno attraversato la città fino in Piazza Italia. “Gli immaturi siete voi” o “Bianchi non ascolta, studenti in lotta”. Questi alcuni degli striscioni presenti alla manifestazione.


di Morena Zingales


Gli studenti rivendicano l’eliminazione degli scritti e un’apertura al dialogo da parte del Ministero dell’Istruzione. “Dopo due anni di didattica a distanza a singhiozzo il Ministero sceglie di decidere da solo – denuncia Enea Spilla, rappresentante di Istituto del Liceo Artistico Bernardino Di Betto – senza consultare noi studenti, che dopo aver subito mesi di incertezze, senza sapere se il giorno dopo saremmo dovuti andare a scuola o meno, ci troviamo di fronte un esame nuovamente stravolto.”

“Gli studenti hanno subito anche in misura maggiore le ricadute psicologiche della pandemia – aggiunge Giorgio Tropeoli, coordinatore regionale dell’Unione degli Studenti Umbria -. Reintrodurre gli scritti nella maturità e farlo senza ascoltare nessuno in questo scenario è un grave atto che dimostra lo scollamento tra il Ministero e gli studenti di cui si dovrebbe curare”.

“Vogliamo l’eliminazione degli scritti dalla maturità – conclude Spilla – e che il ministro si confronti con noi studenti per una riforma complessiva, sia della maturità sia del sistema scolastico nel complesso: che ci venga data voce quando negli ultimi mesi le uniche risposte che abbiamo avuto ogni volta che abbiamo espresso il disagio che attanaglia la nostra generazione, sono state silenzi e manganelli”.

“Siamo sconcertati da questa proposta” – spiega Tommaso Biancuzzi, coordinatore della Rete degli Studenti Medi. “Il Ministero non convoca le associazioni studentesche da mesi. Ci aspettavamo, però, che venissero comunque prese in considerazione le nostre proposte e le richieste di una comunità larga e responsabile. Non siamo dei nullafacenti, ma abbiamo seri dubbi che il percorso formativo di uno studente si valuti in base a questa proposta di Esame di Stato. Vorremmo che ci si concentrasse sul percorso personale di ogni studente, non su capacità acritiche. Gli scritti, specialmente la seconda prova, mettono in difficoltà chi ha vissuto la scuola a singhiozzi come negli ultimi tre anni”.

Dichiara Anna Pierucci, coordinatrice di Altrascuola – Rete degli Studenti Medi Perugia: “Gli studenti di Perugia si sono mobilitati per reclamare un reale ascolto da parte del Ministero, che finora ha fatto scelte irragionevoli senza il benché minimo coinvolgimento delle rappresentanze studentesche.”
Dichiara Caterina Bigini, coordinatrice regionale di Altrascuola Umbria: “Auspichiamo che il ministero sia attento alle esigenze che gli studenti hanno manifestato, non è possibile chiudersi nei palazzi senza coinvolgere chi vive la scuola ogni giorno”

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