Universitari contro i test di ingresso per la facoltà di medicina

“La pandemia lo ha dimostrato il numero chiuso va abrogato!”

 
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Universitari contro i test di ingresso per la facoltà di medicina

Universitari contro i test di ingresso per la facoltà di medicina

Nonostante la pandemia da COVID-19 abbia mostrato quanto costa il continuo smantellamento del sistema sanitario, i test d’ingresso per la facoltà di medicina non sono stati ancora messi in discussione dalle istituzioni: 66.000 candidati competeranno per poco più di 13.000 posti, e tantissimi altri tenteranno quello per professioni sanitarie.

L’unica soluzione momentaneamente adottata è stata l’introduzione di circa 5.000 posti in più previsti per quest’anno, che però non sono assolutamente sufficienti per colmare le mancanze ormai evidenti e manifeste del sistema sanitario nazionale. Nella nostra Regione vediamo un aumento di 70 posti e l’aggiunta di 11 posti per le borse di specializzazione. Una presa in giro di fronte alla situazione drammatica presentata dalla recente emergenza sanitaria, che ha semplicemente sottolineato ed ulteriormente evidenziato le carenze di una sanità pubblica che in realtà dovrebbero essere palesi ai più.

Ancora una volta si sceglie di nascondere la tragica realtà della sanità pubblica piuttosto che proporre un investimento serio per garantire il diritto alla salute.

Non si tratta di cento o mille posti in più, si tratta di costruire un sistema alternativo, una reale soluzione. Da tempo si denuncia la mancanza di almeno 50.000 infermieri e di decine di migliaia di medici, tagli sistematici al SSN in favore di privati che hanno portato alla gestione disastrosa durante l’emergenza Coronavirus degli scorsi mesi.

Proprio il numero chiuso per la facoltà di medicina è una di quelle misure che hanno distrutto la sanità pubblica, una misura che ha portato alla diminuzione del numero di lavoratori in corsia e alla speculazione sulla salute della popolazione intera. Ci siamo forse dimenticati di quelli che la stampa padronale, al momento opportuno, volle chiamare eroi?

Il Fronte della Gioventù Comunista il 3 Settembre sarà al Centro Fieristico Regionale “Umbria Fiere”, dove si svolgerà il test in Umbria, come in molti altri atenei d’Italia, insieme agli studenti universitari per lottare contro il numero chiuso e la sottoposizione della sanità pubblica a favore dei privati che speculano sulla salute della popolazione: medici privati, ospedali privati, avvocati privati che già da domani proporranno agli aspiranti studenti dei costosi ricorsi.

Stiamo vedendo i risultati di questo processo anche nella nostra regione, che ci sta portando a una sanità che non opera senza profitto: ne sono una dimostrazione i recenti tagli al personale nel polo ospedaliero di Pantalla. Un fragile sistema che sembra autosostenersi e che è invece fragile come una torre senza fondamenta. La pandemia ha mostrato che il sistema economico in cui viviamo non è in grado di rispondere ai bisogni delle classi popolari: è necessario lottare per raggiungere una sanità davvero universale e per abbattere le barriere di classe che oggi impediscono a milioni di giovani l’accesso ai più alti gradi di istruzione.

LE SEDI DELLE PROTESTE:

Ancona
Bari
Bologna
Cassino
Catania
Catanzaro
Chieti
Cosenza
Firenze
Foggia
L’Aquila
Lecce
Milano
Napoli
Padova
Parma
Pavia
Perugia
Pisa
Reggio Emilia
Roma
Salerno
Siena
Torino
Udine
Verona

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