Tanti studenti in piazza per il “Mariotti”, chiedono di essere ascoltati 🔴 VIDEO

 
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Situazione critica per l'educazione civica al liceo musicale "Mariotti"

Tanti studenti in piazza per il “Mariotti”, chiedono di essere ascoltati

Gli studenti e le studentesse sono tornati in piazza San Paolo, venerdì 7 maggio. Fiaccati dopo un anno in DAD e sfiniti dai rifiuti della dirigente scolastica, la professoressa Giuseppina Boccuto, alle loro legittime richieste, hanno trovato nella protesta dei genitori del Musicale partita all’indomani del 25 aprile la voglia di tornare a dipingere striscioni e a studiare slogan da scandire per rivendicare i propri diritti.

Il diritto a tenere un’assemblea d’istituto, il diritto a svolgere un percorso per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO) degno di tale nome, il diritto a seguire a scuola corsi di preparazione per le certificazioni linguistiche, il diritto a frequentare le lezioni anche in quarantena, a non avere le classi del terzo anno illogicamente divise a metà. Il diritto a una scuola viva e aperta, brulicante di iniziative che la rendano un crocevia di incontri e di occasioni di crescita. Come accade nelle altre scuole secondarie superiori, siano esse licei o istituti tecnici e professionali.

Una scuola che sappia far sbocciare i talenti degli studenti e delle studentesse, che li accolga e li accompagni in un percorso di crescita fondamentale. Perché in una scuola superiore si entra poco più che bambini e se ne esce come giovani donne e uomini per andare incontro alle sfide di un mondo sempre più complesso e sempre più globale che cambia nel tempo di un click.

Basterà una manifestazione studentesca a far cambiare atteggiamento alla prof.ssa Giuseppina Boccuto?

La dirigente è già stata costretta a cedere su più fronti e, secondo alcune indiscrezioni, vive con crescente preoccupazione il pressing di una protesta che non si placa e che nel giro di due settimane ha visto scendere in campo nell’ordine: i genitori dell’indirizzo Musicale, più di trecento genitori dei due indirizzi del Liceo “A.Mariotti” e adesso, ultimi ma non ultimi, gli studenti e le studentesse.

“Ci auguriamo che le rivendicazioni dei ragazzi e delle ragazze non restino senza risposta come le ultime tre PEC che, fanno sapere i genitori del Mariotti, non sono state neanche scaricate”.

I genitori hanno iniziato a indirizzare le proprie richieste direttamente all’Ufficio Scolastico Regionale che finora non ha preso posizione, non ha replicato alle richieste di intervento e non ha convocato nessuno: neanche i rappresentanti dei genitori nel Consiglio d’Istituto. E così alcuni di loro si sono già rivolti al Ministero dell’Istruzione.

Siamo scesi oggi in piazza per denunciare, tra le altre cose, grosse difficoltà nel comunicare con la dirigente, una scarsa efficienza nell’organizzazione delle attività pomeridiane, dei progetti e nel coinvolgimento di studenti e genitori nella vita democratica della scuola. La goccia che ha fatto traboccare il vaso però, è stata la gestione delle lezioni pomeridiane di strumento per gli studenti del Musicale, prima relegate alla DAD e dopo le proteste attivate in presenza. Serve un cambio di passo nella gestione degli spazi, dei PCTO, delle attività pomeridiane di potenziamento, dell’educazione civica, degli orientamenti in uscita. Dichiara Caterina Bigini, coordinatrice di Altrascuola – Rete degli Studenti Medi Perugia: «Di fronte a una conclamata situazione di mala gestione, gli studenti del Mariotti hanno bisogno di reali risposte, non si può più aspettare! Non è nostra intenzione abbandonarli in questa battaglia: saremo sempre e per sempre dalla parte degli studenti!».



Intanto sulla pagina Facebook si accendono le discussioni a commento dei post che, nella giornata di eri, hanno iniziato a mettere a confronto l’offerta formativa dei diversi Licei di Perugia.

“Diciamo che è una scuola al passo con il suo Tempo”, osserva con una punta di ironia Paola Di Baia, insegnante. Ma c’è subito chi replica “ma nemmeno. Perché il Classico dovrebbe anche insegnare il confronto, la buona e condivisa gestione della res publica, dovrebbe favorire il dibattito, lo scambio di idee, di opinioni, dovrebbe far pensare globalmente e far agire localmente, dovrebbe preparare gli studenti ad aprirsi e ad affrontare il mondo….E privare gli studenti delle mille opportunità che il mondo offre, dare esempi di gestione unilaterale, non discutere con loro e le altre componenti della scuola non è da Classico (ma di nessuna scuola, in realtà)”. E non c’è davvero molto altro da aggiungere.

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