Se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo la città, così gli studenti durante manifestazione 📸🔴 FOTO E VIDEO

Gli studenti tornano in piazza dopo due settimane dalla mobilitazione

Se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo la città, così gli studenti durante manifestazione

Se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo la città: Siamo il futuro che si ribella! E’ questo lo slogan del gruppo di giovani dell’Unione degli Studenti Perugia che venerdì 19 novembre hanno fatto uno sciopero, con un corteo in partenza da Piazza Partigiani.

È passato poco più di un mese dall’inizio della scuola e per l’ennesima volta tutte le carenze strutturali del nostro sistema educativo si sono mostrate: scuole pericolanti, trasporti affollati e insufficienti, didattica nozionistica, diritto allo studio negato. Sono solo alcuni dei motivi che gli studenti rivendicano con forza.

“Stiamo manifestando contro la gestione criminale e padronale dei soldi dell’Unione Europea e dei soldi del Recovery Plan – dice Nicola Cardinali, militante Link Universitari Perugia -. Siamo sempre contro la gestione della Regione Umbria e della Giunta Tesei dei soldi che sono stati dati dall’Unione Europea. C’è bisogno di trasporti, del diritto di abitare, scuole sicure, benessere psicologico, ripensare a un welfare. Ci sono dei bisogni che richiedono delle riforme strutturali del welfare e del servizio pubblico e ci sono i bisogni delle classi popolari e degli studenti della nostra generazione che stanno vivendo più di tutti questa crisi e che la stanno pagando. Siamo contro questo sistema e continueremo ad essere nelle piazze, oggi e ancora una volta il mese prossimo, per manifestare contro questa gestione, finché non otterremo un tavolo con la Regione”.



Pretendiamo una scuola diversa, inclusiva, ecologica, che non lasci indietro nessuno. Amanda Zerbo, coordinatrice degli Unione degli Studenti Perugia dice: “Noi esigiamo che manifestazioni del genere, vadano a incidere su processi decisionali del Ministero, della politica regionale e provinciale. Ci servono spazi, non solo fisici, ma spazi per esprimerci in quanto studenti e studentesse. Quello che vogliano noi, non è accontentarci di decisioni che prendono il minimo sforzo da parte degli organi decisionali. Vogliamo avere voce in capitolo, vogliamo lo spazio anche concettuale di avere la possibilità di esprimere le nostre esigenze, i nostri disagi e le nostre proposte ed essere chiamati a decidere, perché la scuola solo gli studenti”.



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