Save the children, in Umbria 1 ragazza su 5 non studia, dati Atlante

l'' Umbria, secondo il rapporto "non a misura di bambino ma, ancor meno, a misura di bambine

 
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Save the children, in Umbria 1 ragazza su 5 non studia, dati Atlante

Save the children, in Umbria 1 ragazza su 5 non studia, dati Atlante

In Umbria quasi una ragazza su cinque “non studia, non lavora e non segue nessun percorso formativo”. La denuncia arriva da Save the children, che a pochi giorni dalla Giornata Mondiale dell” Infanzia e dell” Adolescenza pubblica l” undicesimo Atlante dell” infanzia a rischio in Italia.

Foto di press 👍 and ⭐ da Pixabay

” Con gli occhi delle bambine’, riporta l’Agenzia Nazionale di Stampa associata, con una forte denuncia sulla “necessità di intervenire alla radice delle diseguaglianze che colpiscono le ragazze”.

Un paese, l” Italia e una regione, l” Umbria, secondo il rapporto “non a misura di bambino ma, ancor meno, a misura di bambine, che si sono trovati ad affrontare l” emergenza Covid-19“. “Abbiamo una generazione intera da proteggere, una generazione per la quale il futuro si costruisce a partire da oggi, in Umbria così come nel resto del Paese – afferma Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children Italia -.

E in questa spinta per la ripartenza, le bambine e le ragazze possono e devono essere un volano di sviluppo”. Secondo il rapporto “gli effetti della pandemia sul futuro dei minori rischiano di essere ancor più pesanti sulle bambine e sulle ragazze, che già scontano in prima persona un gap con i coetanei maschi che affonda le proprie radici proprio nell” infanzia” benché “le ragazze hanno performance scolastiche migliori dei coetanei” e benché, se tra i maschi il 26,1% non raggiunge le competenze sufficienti in matematica e in italiano, questa percentuale si abbassa al 22,1% per le ragazze.

In Umbria i dati migliori risultano nella provincia di Terni, con il 16% delle ragazze e il 21,2% dei ragazzi che non raggiungono competenze minime, a fronte di esempi meno virtuosi come Perugia con il 18% delle ragazze e il 23,3% dei ragazzi. Sempre secondo il rapporto “le bambine e le ragazze accumulano durante il loro percorso scolastico delle lacune nelle materie scientifiche, già ravvisabili dal secondo anno della scuola primaria, ma che crescono via via”. Guardando i dati dell” Umbria più di una ragazza su quattro (34%) si diploma al liceo classico o scientifico, così come solo il 15% in un istituto tecnico.

“Nel mondo del lavoro, poi – si legge nel rapporto -, le persistenti forme di discriminazione verso le donne fanno deragliare le prospettive di molte ragazze determinando un gap ancora significativo nelle percentuali di Neet tra i generi, che vedono più ragazze ai margini di ogni progetto per il loro futuro”. In Umbria le giovani Neet sono il 17%, contro il 13,2% dei coetanei maschi. Sicilia e la Calabria (rispettivamente al 39,9 e al 36,2%) le regioni con più giovani ragazze ai margini; Trentino Alto Adige e Veneto le più virtuose (14,6% e 15,6%).

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