Sarah Bistocchi, una laurea specialistica da 110 e lode, in Scienze politiche

Sarah Bistocchi, una laurea specialistica da 110 e lode, a Scienze politiche
Sarah Bistocchi

110 e lode, ma non c’era da dubitarne, Sarah Bistocchi Capogruppo del Partito democratico in Comune a Perugia, consegue la laurea specialistica in scienze politiche. Tesi su “Alla ricerca dell’identità. Il Partito Democratico dal 2007 al 2009”, con relatore il professor Loreto Di Nucci.

Sarah Bistocchi, una laurea specialistica da 110 e lode, in Scienze politiche

Pubblichiamo ciò che ha scritto Sarah perché quando scrive è sempre molto intensa e questa volta, nel raccontare e nel raccontarsi nel suo tragitto di arrivo alla laurea (tanto agognata ndr), ha messo un pezzo di cuore.

di Sarah Bistocchi
Le foto sono tante, e sarà un piacere guardarle, sceglierle e condividerle. Ma la foto vera, è questa.

La concentrazione di chi non accetta errori, la determinazione di chi non accetta fallimenti; un ultimo sguardo alle mie spalle, volevo fissare nella mia mente tutte le facce, tutte le persone che quella mattina avevano deciso di essere lì per me, di ascoltarmi, di guardarmi, di starmi accanto nel giorno che ricorderò per sempre, e che anzi è durato troppo poco, se penso a tutto quello ce c’è stato prima. Poi mi sono voltata, e ho saltato. E contrariamente a molte altre volte, senza paura. Una persona mi ha detto: vatti a prendere ciò che è tuo. L’ho fatto.

Sono stati otto mesi pesantissimi, mi è passato l’autunno, e poi l’inverno, e poi un accenno di primavera tra le dita che sfogliavano libri e scrivevano appunti, le giornate si sono prima accorciate e poi riallungate, viste sempre dalla stessa finestra, i venerdì sera, i sabato e le domeniche pomeriggio sempre sulla stessa sedia. Assetto di guerra: elastici per capelli, maglietta, anfibi. Fronte occidentale: portatile e libri. Fronte orientale: sporco e riccioli di polvere che neanche in Dolores Claiborne di Stephen King.

Sono state sei settimane durissime, in cui ho scoperto che significa non dormire e riposare male, in cui mi sono fatta un nuovo nemico, oltre al tempo, il sonno, e in cui solo l’ansia e una volontà feroce potevano sconfiggere la stanchezza. Sono state settimane in cui ho fatto cose di cui non pensavo di essere capace, in cui ho superato i miei limiti fisici, e dunque psicologici. Sono stata sveglia di notte, e già così ho valicato i limiti umani. E poi ho saltato i pasti, io, che se non mangio ogni tre ore mi innervosisco.

A volte sono andata a letto alle quattro, e a volte alle quattro mi sono alzata. Un giorno a letto non ci sono andata proprio, avanti a caffè e biscotti per tutta la notte, finendo la giornata quando il resto del mondo la cominciava. Ci sono state volte in cui ho pranzato alle 15 e volte in cui ho cenato a mezzanotte.

Poi ho fatto anche cose simpatiche. C’è quella volta in cui non trovavo più delle banconote perché le avevo buttate nella carta (e che non si dica che non faccio la differenziata!), quella volta in cui ho messo il districante sulle gambe (il passo successivo era l’olio sui capelli), e quella volta in cui sono caduta per le scale a Palazzo dei Priori (ho dato la colpa ai tacchi, ma la verità è che ero solo stanca).

Ma io avevo un obiettivo. Fare bene. Perché non basta fare le cose. Quello lo sanno fare tutti. Io volevo farle bene. E il merito non è solo mio: è anche di chi mi ha saputo incoraggiare quando, all’inizio, prima di buttarmi, ero ancora titubante; di chi mi ha saputo tranquillizzare nei pochissimi momenti (due) di sconforto che mi sono concessa con qualcuno che non fosse me stessa; di chi mi ha spiegato come si fanno le cose, sottraendo tempo a se stesso; di chi ha modificato la propria agenda, o almeno ci ha provato, perché non voleva mancare; e di chi non mi ha mai fatto sentire scoperta, perché la mia era una coperta di Linus, se da una parte scrivevo la tesi dall’altra non scrivevo atti.

Le lodi, nella vita, si possono ottenere. Bisogna meritarle. Ma ancor prima, bisogna cercarle. Come tutti, ho limiti e difetti, insicurezze e paure. Ma un determinazione cieca, che mi ha fatto vedere solo l’obiettivo, una volontà di ferro, più forte di tutti gli altri sentimenti, mi fanno sentire dalla parte giusta, mi fanno dire che non mi cambierei con nessuna.

Ma io lo so che non sarei la stessa senza chi mi sta accanto. Perciò grazie a chi, in pubblico come in privato, continua ad accordarmi il bene più prezioso: la fiducia. Continuerò a chiedervela, con lo stesso sforzo e la stessa passione. E, come sempre, farò il possibile per meritarmela. Il possibile, e anche un po’ l’impossibile.

Rassegna stampa

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*