Rientro a scuola dal 7 gennaio, resta sempre il punto interrogativo

 
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Rientro a scuola dal 7 gennaio, resta sempre il punto interrogativo

Rientro a scuola dal 7 gennaio, resta sempre il punto interrogativo

La Lega dice no al ritorno il classe dal 7 gennaio. Il mondo della scuola vorrebbe rientrare, costretto ad accettare il doppio turno per le esigenze del trasporto, ma attende di conoscere quali misure siano state prese sul piano sanitario.

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Donatella Tesei ha firmato ieri, insieme ai governatori leghisti a capo delle altre regioni, un documento nel quale affermano che «come governatori abbiamo fatto tutto ciò che era necessario in tema di sicurezza per i trasporti in accordo con i prefetti, ma restano molte criticità sul contenimento della pandemia. Servono scelte tempestive affinché si possa dare certezze ai milioni di persone coinvolte. Siamo preoccupati per il silenzio da parte del governo sulle criticità in tema della riapertura delle scuole».

L’assessore Luca Coletto si è detto contrario al ritorno in classe, insieme a lui anche il capogruppo Stefano Pastorelli e pure l’assessore Michele Fioroni. L’assessore all’istruzione Paola Agabiyi al momento con dice nulla, anche se inizialmente era concorde alla riapertura.

La Governatrice può decidere in autonomia di non riaprire le Superiori. Altrascuola – Rete degli Studenti Medi Umbria, intanto medi chiede un incontro alla Regione e in una nota affermano.

“A gennaio ci vediamo a scuola’’: una frase banale, che negli anni passati noi studenti avremmo pronunciato senza pensarci, forse sbuffando un po’ per i troppi compiti da fare. Non avremmo potuto neanche immaginare che ‘’ci vediamo a scuola’’ sarebbe diventata oggi un’ipotesi, una speranza, un augurio, per alcuni purtroppo anche una paura. Ci è stato promesso che il 7 gennaio, tra pochi giorni, torneremo a scuola: la nostra domanda però è: a quali condizioni? Tornare in presenza, infatti, non ci basta: vogliamo farlo in sicurezza e vedendo garantito il nostro diritto allo studio e il nostro diritto alla salute.

La pandemia ha portato ad un punto di rottura il nostro sistema d’istruzione: assistiamo a continue promesse non mantenute o ritrattate – ultima tra le quali quella di un ritorno al 75 per cento, subito ridotto al 50 -, veniamo addirittura additati come responsabili del diffondersi della pandemia, incoscienti ed immaturi.

Dichiara Matias Cravero, Coordinatore Regionale di Altrascuola – Rete degli Studenti Medi Umbria “Non ci stiamo più. Le nostre richieste sono semplici e ragionevoli, abbiamo già richiesto un incontro alla Regione Umbria per discuterle. Vogliamo che le istituzioni si assumano la responsabilità politica di un danno educativo che segnerà per sempre la nostra generazione, con la speranza che questa non sia l’ennesima occasione sprecata di rimettere al centro il nostro diritto di studiare e di farlo in sicurezza”.

Vogliamo spazi sicuri e adeguati alle nostre esigenze, la garanzia del rispetto dei protocolli di sicurezza, rimborsi sui trasporti di cui non abbiamo usufruito, la stabilizzazione delle borse di studio e l’accesso gratuito alla rete della mobilità pubblica, ai libri di testo, ai device e alla connettività. Solo con questi investimenti strutturali sarà possibile tutelare il diritto allo studio in Umbria e limiatre la situazione di crisi che stiamo vivendo.

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