Riaprono le scuole elementari, c’è l’ok della giunta, si attende il Cts

 
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RiapriTe le scuole elementari dell’Umbria, a chiederlo è il presidente Marco Squarta

Riaprono le scuole elementari, c’è l’ok della giunta, si attende il Cts

Scuole elementari pronte per essere riaperte. E’ quanto ha deciso ieri la giunta regionale. Lo riporta oggi il Corriere dell’Umbria a firma di Alessandro Antonini. In quei comuni con l’incidenza di positivi sotto la soglia di allerta, sarà possibile tornare in aula, ma le medie e le superiori resteranno ancora chiuse. La nuova ordinanza è attesa nei prossimi giorni ma prima bisognerà sentire il Cts ed attendere l’ok. Oggi è previsto un vertice tra i sindaci umbri, rappresentati dall’Associazione nazionale comuni (Anci) e la Regione, alla presenza della direzione Sanità. Il decreto nazionale stabilisce le riaperture sotto i 250 casi ogni 100 mila abitanti, ma si ragiona in ottica di distretti. Al momento i distretti in cui i dati indicano possibili le riaperture sono quello di Perugia capoluogo, del Lago della Media Valle del Tevere, Alto Chiascio e di Narni-Amelia. Restano critiche le aree dell’Alta Valle del Tevere, di Assisi-Bastia, Terni, Valnerina e Folignate.

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A chiedere l’apertura delle elementari nei territori con contagio sotto la soglia è stato, ieri, anche il presidente del consiglio regionale in quota FdI, Marco Squarta. «I ragazzini delle scuole primarie devono rientrare in classe appena le statistiche dei contagi torneranno compatibili con le disposizioni contenute nel Dpcm e il decreto legge – dichiara l’esponente di Fratelli d’Italia -. Lo scenario è migliorato rispetto a qualche giorno fa, i piccoli studenti sono chiusi in casa da troppe settimane ormai e non possono più continuare a rimanere lontano dal loro mondo, senza poter vedere gli altri bambini, devono poter andare a scuola, come, d’altronde, i loro genitori vanno al lavoro». Nel comunicato Squarta sottolinea l’«importantissimo ruolo educativo svolto in questa fase dalle famiglie, alle prese con le difficoltà della Didattica a distanza, i compiti da stampare, i problemi di connessione e di isolamento dei figli dagli amici e dalla società. La pandemia – conclude Squarta – dura da un anno ma del vuoto insormontabile di esperienze dei bambini si è parlato sempre troppo poco».

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