No alla Riforma Adisu, gli studenti aderenti all’Udu fanno sentire la loro voce

 
Chiama o scrivi in redazione


una protesta udu

No alla Riforma Adisu, gli studenti aderenti all’Udu fanno sentire la loro voce

Apprendiamo in questi giorni di un disegno di legge che è, oggi, stato approvato in sede di commissione regionale. Tale DdL prevede un emendamento di natura sostanziale all’art.10bis della legge regionale del 28 marzo 2006 che regola il diritto allo studio in Umbria. L’articolo, nel dettaglio, sancisce gli óneri dell’amministratore unico dell’ADiSU, che, a seguito di questa modifica, cambierebbe la natura del suo ruolo per diventare un direttore generale, con almeno 5 anni di esperienza dirigenziale e con la retribuzione di un dirigente regionale che prenderebbe, con poca coerenza con gli ultimi tagli avvenuti, circa il triplo di quanto prende ora un amministratore unico.

Come Sinistra Universitaria – UdU Perugia ci troviamo nettamente in disaccordo con la suddetta modifica. Sebbene appaia, grazie ad una particolare accortezza di fondo, come un semplice cambiamento di denominazione, si tratta di qualcosa di ben diverso da un emendamento grammaticale.

Fare dell’amministratore unico un direttore generale  comporterebbe una grande perdita di autonomia da parte dell’ente del diritto allo studio, il quale non avrebbe più nessun tipo di forza nelle contrattazioni politiche necessarie al lavoro politico e amministrativo dell’ADiSU. Ciò renderebbe le attività dell’ente meri tecnicismi di applicazione delle volontà della Regione senza  che l’ADiSU stessa possa intervenire veramente.

Crediamo che fare dell’ente al diritto allo studio una semplice appendice della regione non sia decisamente accettabile per una Regione come l’Umbria che, sul diritto allo studio, punta particolarmente come negli ultimi anni. Il diritto allo studio ha bisogno di autonomia per vari motivi: per restare puro nei confronti delle logiche politiche interne ad un ente che si occupa di tantissime altre cose, per prendere decisioni e posizioni indipendenti che vadano sempre più a tutelare le fasce più deboli, per non ridurre tutto il lavoro a metodici tecnicismi che snaturerebbero la sua valenza politica.

“È inammissibile accettare una tale riforma, che appare totalmente retrograda rispetto ai grandi passi in avanti che il diritto allo studio ha fatto in questa regione, grazie anche ai forti pugni che sono stati battuti sul tavolo di contrattazione regionale dall’amministratore” – dichiara Lorenzo Gennari, Coordinatore della Sinistra Universitaria UdU Perugia.
E aggiunge Angela De Nicola, Garante dello Studente “Siamo stati totalmente spiazzati da tale proposta, giunta a noi per vie informali e senza che i rappresentanti siano stati ufficialmente avvertiti. È l’ennesima dimostrazione della poca considerazione che noi studenti abbiamo, da un po’ di tempo a questa parte, nelle scelte politiche di ADiSU e Regione. Questo disegno di legge ci emargina ancora di più e ci riduce ad essere gli unici ad essere svincolati da ogni logica politica e voler continuare a batter forte i pugni per un diritto allo studio degno di questo nome”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*