Luis Suarez ha superato l’esame di italiano alla Stranieri di Perugia

 
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Luis Suarez ha superato l’esame di italiano alla Stranieri di Perugia

di Elio Clero Bertoldi
PERUGIA – Vado, lo mordo e torno. Luis Alberto Diaz Suarez non é tipo da perdere tempo. Il diploma di conoscenza base dell’italiano, necessario per ottenere lo status di “calciatore comunitario” (grazie al matrimonio con Sofia Balbi, uruguagia pure lei ma proveniente da famiglia emigrata dal “bel paese”), lo ha ottenuto in quattro balletti. Un esame – davanti ad una commissione del Centro di Certificazione Linguistica dell’Università per Stranieri di Perugia riunita nella palazzina Prosciutti, formata dai docenti Lorenzo Rocca e Danilo Rini – di poco più di quindici minuti nel corso del quale ha letto una tesina di una decina di righe dattiloscritte per poi concludere con un colloquio tanto breve ma sciolto, fluente.

Ha dimostrato insomma di saper parlare e comprendere la nostra lingua, sia in forma scritta, sia orale. Il tutto sotto gli occhi dei vertici dell’ateneo: il rettore Giuliana Grego Bolli, la professoressa Stefania Spina è il Dg Simone Olivieri, decisamente soddisfatti che una stella del calcio abbia scelto il loro Ateneo.

Luis – l’uomo che segna i gol a raffica e che, se gli gira, morde l’avversario (ne sanno qualcosa Otman Bakkal, centrocampista del PSV, Branislav Ivanovic del Liverpool ed il nostro Giorgio Chiellini in Italia-Urugay, il tutto “pagato” con 17 giornate di squalifica nei campionati europei e quattro mesi di sospensione oltre a 9 turni di squalifica con la maglia della nazionale) – ha concluso la sua missione in un’ora e quaranta: atterraggio all’aeroporto di Sant’Egidio su un Cessna privato, viaggio in taxi fino in centro, esame e rientro allo scalo aereo per l’immediato ritorno a Barcellona.

L’informalità appare come il suo credo: il bomber – soprannominato “el pistolero” – é sceso dal velivolo vestito con jeans bermuda, t-shirt bianca, cappellino con visiera lunga e zainetto sulle spalle. Davanti alla commissione si é seduto con lo stesso abbigliamento: ovviamente ha appoggiato lo zainetto sul pavimento, accanto alla sedia.

Con il diploma di conoscenza dell’italiano (livello B1) in mano ora potrà presentare la richiesta di passaporto per ottenere lo status di calciatore comunitario, certificazione che gli spalancherà più facilmente le porte dei club europei (alla finestra s’affaccia anche la Juve).

Ci sarebbe tutto per venire investiti da un turbine di antipatia per l’attaccante dal morso facile. A salvarlo accorre l’incredibile storia d’amore per Sofia.
Tutto cominciò l’8 ottobre 2002, quando Luis, ad appena 15 anni, promise che l’avrebbe amata per sempre. Il calciatore in erba proveniva da una famiglia povera (il nonno prendeva le mance come posteggiatore abusivo, spesso aiutato dal nipote). Il padre di Sofia invece era un ricco bancario con tanto di villa in una quartiere residenziale. Avvenne che la banca fallisse e che i Balbi emigrassero in Spagna, a Barcellona.

“Diventerò il più grande calciatore del mondo e verrò a cercarti” – promise. Due anni più tardi una società olandese, il Groningen gli offrì un contratto e Luis lo accettò di corsa. Perché così si sarebbe avvicinato alla sua fiamma. Ed infatti la prima cosa che fece, arrivato in Olanda, fu salire su un aereo per Barcellona. I due fidanzati trascorsero qualche giorno insieme e poi, al momento della partenza, “el pistolero” sparò la sua proposta alla sua bella: “Ho un biglietto anche per te. Vuoi venire?” Sofia, 19 anni e nessun bagaglio al seguito, rispose di sì. Da quel momento vivono insieme, si sono sposati e hanno tre figli.
Non sarà diventato il più forte calciatore del mondo, Suarez, ma le promesse ha dimostrato di saperle mantenere.
Buona fortuna e mordi la … vita, ragazzo.



 

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