Insegnati precari protestano all’ufficio regionale scolastico

 
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Insegnati precari protestano all’ufficio regionale scolastico

Hanno protestato davanti l’ingresso dell’ufficio regionale scolastico dell’Umbria. Un nutrito gruppo di insegnanti precari di Perugia lunedì mattina nel giorno di apertura dell’anno scolastico si sono riuniti davanti l’ufficio scolastico per chiedere dei chiarimenti all’errore commesso nelle graduatorie.

È il 1 settembre, le GPS, graduatorie provinciali per le supplenze, erano attese in tutte le province d’Italia. Il primo settembre però a Perugia le GPS non escono. Escono a Terni, nei giorni successivi escono addirittura a Napoli, Firenze, Roma. Ma a Perugia no. Iniziano a girare le voci sui molteplici errori presenti nelle GPS già pubblicate e si diffonde la speranza che sì, a Perugia usciranno in ritardo, ma almeno saranno corrette.

Invece il 4 settembre, uno strategico venerdì alle 20.30, troppo tardi per chiedere chiarimenti, il giorno stesso e impossibile farlo nei due giorni successivi, escono le fantomatiche graduatorie. Piene di sbagli, come nel resto d’Italia, tanto che il Ministero sente il bisogno di emanare una nota in cui generosamente concede ai candidati la possibilità di fare reclamo in autotutela.

Allora via ai reclami. Tramite PEC o raccomandata arrivano all’Ups di Perugia più di mille reclami, a detta dei sindacati. I tempi sono strettissimi, quasi al limite della legalità per i tempi necessari alla burocrazia. In ogni caso, l’Ufficio Scolastico Provinciale (di Perugia) pensa bene di prendersi un’altra settimana per rivedere tutte le graduatorie.

Un’altra settimana di attesa e le GPS escono, presumibilmente corrette, di nuovo di venerdì, di nuovo di sera, addirittura, questa volta quasi alle 22, ma almeno adesso saranno corrette. Invece no, pochissimi i punteggi rivisti.

Gli errori sono ancora quasi tutti lì, sia quelli per eccesso che quelli per difetto. C’è ancora chi si trova in prima fascia, tra i posti più alti della propria classe di concorso, pur essendo al primo inserimento in graduatoria. Ad altri viene dato il punteggio pieno per aver lavorato nelle scuole private, anche se da bando quell’incarico dovrebbe valere la metà dei punti.

Questo perché, nel compilare il modulo di iscrizione, c’è stato un tasto non premuto sul bottone “importa” del sistema informatico da parte del candidato nel caricare dei servizi svolti e tra l’altro già presenti nel sistema; un click mancato che il sistema non segnala e che diventa un errore irrimediabile. Perché agli insegnanti non è permesso sbagliare, non conta se dietro ci sono realtà familiari da sostenere e anni di lavoro svolti in classe. Gli insegnanti se sbagliano vengono cancellati, ma l’Ufficio scolastico provinciale (di Perugia) no. Se sbaglia può permettersi addirittura di sbagliare di nuovo, ed esattamente nello stesso modo.

Ad oggi nulla è cambiato e gli insegnati precari sono in attesa di ricevere una risposta. Risposta che sperano di ottenere dall’ufficio regionale.

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