Insegnanti scuola infanzia, non siamo baby sitter a basso costo, Ora Basta

 
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Insegnanti scuola infanzia, non siamo baby sitter a basso costo, Ora Basta

Ne stiamo leggendo davvero tante in questi giorni, fatti di preoccupazione e sofferenza per il paese, ed è arrivato il momento per dire a tutti cosa è la SCUOLA DELL’INFANZIA, impropriamente chiamata in molti modi e non a caso confusa con svariati servizi. Alcuni genitori si stanno battendo per la riapertura, per garantire un diritto a questi bambini, dicono…ma la salute non è un diritto, ora primo fra tutti?

Siamo in piena pandemia, ospedali al collasso, numeri di contagi giornalieri altissimi e, mentre si vociferano restrizioni più severe, esce la notizia della riapertura delle scuole dell’infanzia e dei nidi.

Desiderio anche nostro, è vero, ma non in queste condizioni. Sospendere l’attività didattica è uno dei provvedimenti più delicati da compiere per l’Amministrazione pubblica, anche in presenza di situazioni oggettive in cui sembra inevitabile ma l’evolvere dell’emergenza, con i casi delle varianti, rende questo indispensabile primariamente dove non ci sono misure di protezione.
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La scuola dell’infanzia è stata organizzata istituendo le cosiddette “bolle” per isolare le singole sezioni quanto più possibile ma all’interno nulla è cambiato, per rispondere, come è giusto, alle esigenze di socialità e di affettività dei più piccoli; per questo motivo non è previsto distanziamento, i bambini non indossano, giustamente, nessun dispositivo di protezione individuale, ridono, scherzano, si abbracciano, si rincorrono, starnutiscono, cantano, piangono, mangiano, tossiscono, bevono, disegnano… nella loro speciale naturalezza.

A garantire che questo avvenga “in sicurezza” ci siamo noi docenti, unica categoria di lavoratori chiamati a lavorare in sezioni con 20-25 e a volte anche più bambini senza mascherina, in continuo movimento; ci siamo noi a cui sono state fornite semplici mascherine chirurgiche che, come è noto, non proteggono affatto se nella stanza non vengono indossate da tutti gli interlocutori; ci siamo noi costrette ad acquistare a nostre spese da settembre mascherine ffp2 per alzare il livello di protezione e garantire il servizio come niente fosse successo.

  • Ci siamo noi a versare l’acqua

Ci siamo noi a versare l’acqua, (igienizzando le mani), a pulire nasini che colano (igienizzando le mani), a tagliare la frittata in piccoli pezzi (igienizzando le mani ogni volta per poterlo fare successivamente ad altri 25 bambini), a cambiare il foglio su cui si è starnutito (igienizzando le mani); a consolare ed asciugare le lacrime (igienizzando le mani), a togliere la mela mangiata e leccata come fosse vera nel rispetto del gioco simbolico (igienizzando le mani), a fare attenzione che non vengano scambiate le forchette e sostituirle (igienizzando le mani)…ci siamo noi a fare i conti con la paura, con la preoccupazione che qualche passaggio possa sfuggire mettendo a rischio la nostra salute e quella delle nostre famiglie, ci siamo noi con la grande professionalità che ci contraddistingue, chiamate in causa in queste ore come fossimo ottime baby sitter a basso costo di cui non si può fare a meno.

  • Pretendiamo di essere tutelate come gli altri protagonisti della scuola

Noi siamo docenti, professionisti che con amore e passione e non poca fatica, vista la fascia d’età a cui ci rivolgiamo, abbiamo già attivato la didattica a distanza sebbene non fosse prevista dall’ordinanza regionale e pretendiamo di essere tutelate come gli altri protagonisti della scuola. Lo pretendiamo oggi più che mai dopo che il CTS si è già espresso una settimana fa riconoscendo l’alto rischio nelle nostre scuole, perché abbiamo a cuore non solo quello che facciamo e i “nostri bambini” ma l’intera comunità e la sanità pubblica, le famiglie che, attraverso i bambini in questo modo verrebbero nuovamente messe a rischio quotidianamente. Non è il momento di fare tentativi insensati

  • Gruppo“ORA BASTA” Insegnanti della scuola dell’Infanzia

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