Il caso Mariotti, lettera aperta della mamma di uno studente del Liceo

 
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Antonella Valoroso

Il caso Mariotti, lettera aperta della mamma di uno studente del Liceo

Lettera aperta della mamma di uno studente del Liceo Mariotti di Perugia alla dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Umbria.

Sono una mamma di uno studente del Liceo Mariotti di Perugia. Avrei tante cose da dirle, cose che ho pesanti nella testa e nel cuore, cose che, in piccolissima parte, ho deciso di scriverle perché vorrei che lei capisse. Non sarebbe facile riassumere ciò che è accaduto nei cinque anni di dirigenza della prof.ssa Boccuto, allora non ci provo neanche. Cercherò comunque di essere breve, anche perché i fatti li conosce bene poiché le sono stati documentati e riportati anche dai rappresentanti dei genitori a livello d’Istituto che le scrivono e parlano a nome di tutti noi, i genitori.

I nostri figli sono minorenni, quindi dobbiamo intervenire noi per forza; non siamo spinti da una volontà di rivalsa contro qualcuno, come è stato scritto, vogliamo solamente il suo aiuto per chiarire e migliorare radicalmente ciò che è nei diritti dei nostri ragazzi come studenti di una scuola pubblica.

Prima ho scritto la parola comunità.

Una comunità “è l’insieme di persone unite tra di loro da rapporti sociali, linguistici e morali, vincoli organizzativi, interessi e consuetudini comuni: la c. nazionale, cittadina; agire nell’interesse della c. (…)

Al Liceo Mariotti non esiste una comunità scolastica. Non c’è. Le varie figure del Mariotti non formano una comunità: non sono unite da moti condivisi, e purtroppo non tutti agiscono nel giusto e nel bene. E i fatti, siano essi alla luce del sole o meno, ne sono la inconfutabile prova.

Dicono che cogliere un dettaglio significa comprendere l’insieme. Lei ha mai letto, per esempio, le circolari o i verbali? Ha mai verificato se tutti i progetti vengono realizzati, e come? Si è mai domandata come mai alcune pochissime sezioni sono intoccabili e perché?

Non continuerò con l’elenco dei gravi problemi, la lista è davvero molto lunga, ma vede, dott.ssa, il punto è che appurarsi dei problemi non è un compito che spetta ad altri: questo è il suo lavoro.

Dovrebbe controllare lei di routine cosa succede nelle scuole umbre; verificare lei se tutto scorre secondo morale, regolarità, giustizia e legalità. Dovrebbe accorgersi lei se chi lei dirige fa o meno il suo lavoro, se lo fa di qualità per lo meno dignitosa, oppure no. Dovrebbe accorgersi lei se ci sono problemi.

È lei il garante di tutte le comunità scolastiche in Umbria. Lei rappresenta il Ministero dell’Istruzione del Governo Italiano. Per questo le abbiamo scritto per avere un colloquio con lei, per chiederle aiuto, perché in qualità di garante potesse interessarsi e intervenire. Perché vede, dottoressa, chi bisogna tutelare più di tutti sono gli studenti, i ragazzi e le ragazze minorenni e adolescenti. All’interno della Scuola il lavoro di tutti è per loro, su ciò non credo ci siano dubbi.

Perciò, anche per questo, è impensabile che un dirigente non si interessi a ciò che deve dirigere. Un dirigente apre subito le lettere che gli vengono inviate, a maggior ragione se si tratta di PEC. Un dirigente legge subito le lettere che gli arrivano; risponde subito; convoca subito e più volte possibili le persone che chiedono ascolto motivato.

Eppure tutto ciò lei non lo ha fatto. Comunque è davvero molto strano, strano perché quello che si evince è che non le importi ciò che dovrebbe, per professione, per legge e per cuore. Perché vede per avere a che fare con la Scuola e i giovani studenti ci vuole preparazione professionale, di certo, ma ci vuole anche cuore.

Con che “cuore” può accettare e far passare come lecita la decisione della preside Boccuto di rescindere la convenzione con il Conservatorio, solo perché “normativamente non  necessaria” e perché la (persona) dirigente d’istituto prof.ssa G.Boccuto ha trovato la risposta dello stesso “assolutamente non rispettosa, nel tono e nel contenuto, delle istituzioni e dei ruoli”- come scritto nel verbale del Consiglio d’Istituto n.3 del 23/6/2020 – ?

Inoltre non trova un po’ strano che tutti, TUTTI, gli insegnanti presenti, abbiano votato a favore di una decisione presa con quelle motivazioni?

  1. Una diffida da parte di Altrascuola per limitare ritorsioni su studenti minorenni fotografati e filmati dai propri insegnanti durante una manifestazione pacifica e autorizzata;
  2. Un esposto da parte di un gruppo di docenti che denunciano con prove gravi irregolarità;
  3. Due (ahimè, solo due ne ha voluti) incontri formali con i rappresentanti d’istituto dei genitori che le presentano prove e forti perplessità di tutti i genitori;
  4. Una valanga, un mare di lettere, Pec, e quant’altro da parte di tutti per farle presente ciò che avviene e per chiedere il suo intervento.

Ma non basta? In cosa non siamo stati chiari? Perché questa lentezza giurassica?

Allora è giusto che capisca. Nel Liceo Annibale Mariotti di Perugia le cose non vanno affatto bene. Per i docenti e per gli studenti. Oltre alla pochezza del Piano Offerta Formativa (POF) e del Piano Triennale Offerta Formativa (PTOF), buoni nel testo, ma non seguiti nella realtà dei fatti, al liceo incombe da cinque anni un clima sempre più vessatorio e intimidatorio; sempre più frequenti azioni dirette e indirette verso tutti quelli che non si allineano in automatico con la dirigente. E gli studenti, considerati in questo gioco perverso ultima ruota del carro, sono lì, in mezzo a tutta la tempesta, per non chiamarla altro. Della serie: cornuti e mazzolati.

Queste sono cose gravi, molto gravi, dottoressa. Chiunque sarebbe d’accordo, sopratutto chiunque fa  parte del Miur e lavori nel pubblico.

Purtroppo ci sono volte in cui persone che valgono molto poco sentono la necessità di circondarsi di proseliti consenzienti e piegati perché inetti o senza nervo,  servitori a cui sta a cuore solo la propria persona, gente piccola che si fa grande con la miseria che gli viene lanciata a terra. Queste sono cose gravi, molto gravi, dottoressa.

Quale genitore iscriverebbe mai i suoi figli in una scuola così?

Sono arrivati tanti soldi alle scuole italiane in seguito alla pandemia, una pioggia come poche volte. E ancora tantissimi ne devono arrivare. Un’occasione e un’opportunità che tutte le scuole non si faranno di certo scappare per migliorare la vivibilità e l’utilizzo degli ambienti; per sostituire arredi insufficienti, rotti e inadeguati; per fornirsi di strumentazioni tecniche e informatiche, di laboratori; di libri; di prodotti di cancelleria sufficienti; di sapone; di carta igienica.

Fondi per arricchire in ogni senso, forma e modo i progetti formativi d’istituto. Preparazione agli esami di ingresso per alcune facoltà, per i certificati linguistici, er lo sport, per approfondimenti pomeridiani, per il coro, per il teatro. Fondi per visite culturali, per spostamenti per partecipare a gare di latino, di fisica, matematica,ginnastica, greco, biologia, inglese, filosofia, storia, arte, italiano, (…) attività dove TUTTI gli studenti possono trovare un posto. Fondi per poter fare feste, dibattiti, incontri, scambi, amicizie.

Per quanto riguarda il Liceo Classico e Musicale Mariotti di Perugia, lei reputa opportuno e sicuro lasciare amministrare questi e altri fondi ad una preside che vede ogni possibilità di crescita personale e culturale come assolutamente superflua? Che recide alla base ogni possibilità di sviluppo del pensiero critico? Che vede gli studenti, professori e famiglie come esseri inferiori e fastidiosi da sottovalutare e maltrattare?

Ma davvero lascerà che sia così?

Vuole che l’unico liceo classico e liceo musicale di Perugia, storicamente di alto e riconosciuto valore, venga condannato ad una triste e inesorabile fine? Perché vede, in tal caso, alla fine è lei che ne sarà responsabile. È questa la sua idea di Scuola? È questo quello che vuole che le venga associato?

Noi non stiamo scherzando: quello che le diciamo è la verità. Le chiediamo di verificare e di agire quanto prima. Ora. Perché più tardi sarà troppo tardi. Non si scherza sulla pelle dei ragazzi, non più di quanto già è stato fatto per chissà poi quale motivo. Sottovalutare gli altri non è mai una buona mossa, soprattutto se si guarda lontano.

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