I genitori della scuola primaria “A. Frank” di Pila si fanno sentire

 
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I genitori della scuola primaria “A. Frank” di Pila si fanno sentire

I genitori della scuola primaria “A. Frank” di Pila si fanno sentire
Buongiorno,
siamo un gruppo di genitori dei bambini che frequentano la scuola primaria “A. Frank” di Pila. Le scriviamo in merito all’articolo pubblicato questa mattina sul quotidiano Il Messaggero Umbria, in quanto l’articolo a nostro avviso racconta soltanto una parte di “verità”. Le indichiamo alcuni spunti dai quali partire per scrivere un ulteriore articolo che spieghi meglio la situazione a chi non la conosce e che restituisca un minimo di giustizia a chi questa situazione la sta vivendo e subendo in prima persona.

Innanzitutto il titolo “scuola in overbooking” necessita un chiarimento. Overbooking significa “Eccedenza di prenotazioni rispetto alla disponibilità dei posti “.

Tale eccedenza di posti però è nota soltanto a chi conosce il numero dei posti disponibili (in questo caso il Dirigente) e non viceversa da parte di chi sta acquistando o nel caso della scuola sta iscrivendo i propri figli. Tale eccedenza verrà scoperta dagli utenti (genitori) soltanto dopo quando qualcuno rimarrà a “piedi”.

Nel nostro caso questo overbooking lo subiscono dei bambini che erano già presenti nella scuola e che verranno tolti dal luogo che hanno frequentato fino ad ora per essere spostati in un’altra scuola che, anche se è dello stesso Istituto Comprensivo, non possono considerare “la loro scuola”.Pagheranno le conseguenze di scelte che non hanno fatto né loro né tantomeno i loro genitori.

Pila è una località in forte espansione da anni ormai, tant’è che circa tre anni fa (2015), date le numerose richieste di inserimento alla scuola dell’infanzia “Stella Polare” di Pila, è stata aperta un’ulteriore sezione, formando così quattro classi che ospitano 20-25 bambini circa ciascuna. Ogni anno dalla suddetta scuola dell’infanzia escono pertanto una trentina di bambini che nella maggioranza dei casi vengono iscritti alla scuola primaria Anna Frank sempre di Pila.

In questo anno le iscrizioni sono state ad esempio 25.

Sono quindi tre anni che l’aumento delle iscrizioni alla primaria di Pila sono una realtà e non un’ipotesi e tale realtà doveva essere gestita da chi si occupa dei nostri figli prima di arrivare al “sovraffollamento”. Utilizzando ogni mezzo possibile per evitare che si creasse questa situazione.

Ad esempio
a) Considerando la scuola di Pila con 5 classi con un numero massimo di bambini che consentisse di rimanere già nella quota 100 senza aspettare che il decreto milleproroghenon venisse più“prorogato”?

b) Facendo delle liste di attesa?

c) comunicando ai neoiscritti il limite massimo di bambini accoglibili?

Ecc…..Questo non siamo noi a doverlo dire non è nostro compito.

Noi siamo genitori e facciamo scelte per l’educazione dei nostri figli. Noi avevamo scelto un luogo preciso ognuno con motivazioni diverse e ora il dato certo, che non può essere smentito, è che il luogo in cui i nostri figli sono stati fino ad ora e che amano non sarà più quello scelto per loro.

Riteniamo che la scuola debba garantire a tutti la possibilità di proseguire il percorso scolastico nella scuola del luogo che frequentano da sempre e questo diritto doveva essere tutelato e non violato.

E’ un po’ come se noi ci trovassimo comodi sul nostro sedile dell’aereo, prenotato diversi anni prima, ma per fare spazio ai viaggiatori che hanno acquistato il biglietto in overbooking (anche loro in piena regola ed ignari), fossimo costretti, per poter raggiungere la meta che ci eravamo prefissati, a scendere dal nostro aereo, prendere un autobus che ci porti in un altro aeroporto e partire, lasciando altrove il gruppo di viaggio.

Pensi che tutto questo viene rivolto a bambini della scuola primaria, che verranno tolti dal loro territorio, dalla loro scuola e da tutti gli amici delle altre classi.

Noi genitori, per scongiurare tutto questo, ci siamo impegnati alla ricerca di qualsiasi altro locale di Pila che potesse ospitare i bambini in “eccedenza” evitando il dislocamento.

Avremmo piacere di raccontare passo per passo tutto il percorso che abbiamo fatto, dal 2016 ad oggi in modo tale che l’articolo che le chiediamo di scrivere renda alla popolazione più chiara tutta la vicenda.

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