Giuliana Grego Bolli inaugura anno accademico UnistraPg, la relazione [VIDEO]

Giuliana Grego Bolli inaugura anno accademico UnistraPg, la relazione [VIDEO]

Giuliana Grego Bolli inaugura anno accademico UnistraPg, la relazione [VIDEO]

Inaugurato l’anno accademico 2019-2020 dell’Università per Stranieri di Perugia. La cerimonia è stata aperta dall’inno nazionale suonato dal maestro Stefano Ragni al pianoforte. Insieme alla rettrice della Stranieri Giuliana Grego Bolli erano presenti nell’aula magna la presidente della Regione Donatella Tesei, al primo impegno ufficiale dopo l’insediamento, l’ambasciatore Elisabetta Belloni e il rettore dell’Università degli Studi Maurizio Oliviero.

La relazione: Autorità Civili, Religiose e Militari, Magnifici Rettori, gentili Ospiti, cari Colleghi, Docenti e Amministrativi,cari Studenti italiani e stranieri, benvenuti all’inaugurazione dell’Anno Accademico 2019/2020 dell’Università per Stranieri di Perugia. A tutti Voi, grazie per essere qui con noi oggi.

Un particolare ringraziamento alla nostra ospite: l’Ambasciatore Elisabetta Belloni, Direttore Generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Il legame fra l’Università per Stranieri e  il Ministero è nella nostra storia, come lo è il legame che unisce l’Ateneo alla politica estera del Paese.

Il tema principale, il filo conduttore di questa mia relazione, la prima del mio mandato, vuole essere il ruolo e la centralità dell’Università per Stranieri, come risorsa non solo per la nostra città di Perugia, ma anche per il nostro territorio umbro e per il nostro Paese.



La storia e la missione

Il ruolo e la centralità dell’Università per Stranieri sono nella sua storia, importante e prestigiosa.

Di questa storia andiamo fieri, ci identifica, ci distingue ed è da lì che dobbiamo costantemente ripartire per caratterizzare il nostro presente e soprattutto per costruire il nostro futuro.

Vedete alle mie spalle scorrere sullo schermo immagini d’archivio che ripropongono situazioni e persone che rappresentano questa nostra storia e ce la ricordano. 

L’Università per Stranieri a Perugia prese avvio nel 1921 con due “corsi estivi di cultura superiore” su Francescanesimo ed Etruscologia, rivolti a studiosi italiani e stranieri. I due corsi, promossi e organizzati da Astorre Lupattelli, allora Commissario reale dell’Amministrazione Provinciale dell’Umbria, si tennero nel mese di settembre, nell’Aula Magna dell’Università degli Studi. Seguirono, già nel 1922, grazie all’appoggio e all’iniziativa del Ministero degli Esteri, al sostegno del Ministero dell’Istruzione, oltre che di Istituzioni cittadine e provinciali, corsi di letteratura e di lingua italiana, all’interno dei quali erano previste lezioni di storia antica, storia moderna, e storia dell’architettura medioevale. I corsi continuarono a tenersi nelle aule e nella biblioteca dell’Università degli Studi fino al 1927, altra sede fu la Sala dei Notari di Palazzo dei Priori. Solo nel 1926, a seguito della cessione di Palazzo Gallenga al Comune di Perugia, da parte di Romeo Gallenga Stuart,il primo piano di questo settecentesco palazzo venne concesso dal Comune alla “Regia Università italiana per Stranieri”- appena costituita –  per stabilirvi il Rettorato e la Segreteria dei Corsi.

Questo inizio della storia del nostro Ateneo testimonia la partecipazione e l’appoggio a questo importante progetto culturale, della città e del territorio, oltre che dei due Ministeri più direttamente coinvolti nel progetto e che ho appena menzionato.

Da allora ad oggi la missione dell’Università per Stranieri è stata quella di diffondere la conoscenza dell’Italia, delle sue bellezze, della sua cultura,della creatività e dello spirito del suo popolo,attraverso la conoscenza della sua lingua. Una missione di politica culturale e linguistica.

Un insieme, quello costituito da cultura, arte, creatività, bellezza, che credo ben rappresenti, allora come oggi, il vero patrimonio del nostro Paese e ne costituisca l’attrattività e la unicità, oltre che una delle principali risorse economiche.

Il ruolo e la centralità dell’Università per Stranieri risiedonoin questa sua funzione e nel prestigio acquisito nei decenni nell’esercitarla.

Dalla fine della seconda guerra mondiale, l’Università per Stranieri ha ospitato a Perugia, nei Corsi di Alta Cultura,i più insigni rappresentanti della cultura umanistica italiana in tutte le sue manifestazioni proponendosi e divenendo, a buon diritto, polo e centro di una importante diplomazia culturale che ne ha fatto luogo ideale per consentire di stabilire, a vantaggio della stessa politica estera del Paese, una fitta e vivace rete di relazioni internazionali. Questa funzione, peculiare e storica, può essere ancora oggi esercitata, adattandola a esigenze e a contesti diversi, l’Ateneo ne ha la tradizione e le competenze.

Parlando di questa vivacità culturale, che ha caratterizzato la storia dell’Università per Stranieri, ricordo come esempio fra i tanti, a proposito dell’attuale mostra dedicata a Maria Montessori con materiali inediti tratti dal nostro ricchissimo Archivio, che Maria Montessori ha scelto di fondare nel 1950 proprio presso l’Università per Stranieri, a Perugia, in Umbria e non altrove, il suo Centro Pedagogico internazionale.

Ne abbiamo parlato, Signor Sindaco,nel mese di settembre in una bella cerimonia alla Sala dei Notari che ha segnato l’avvio formale del Distretto Montessori Perugia, di cui l’Università per Stranieri fa parte.

Ricordo Maria Montessori proprio perché quella sua scelta non fu certo casuale, l’Università per Stranieri è da sempre il luogo dove quotidianamente si costruisce una cultura della pace, dove persone di origini,culture, religioni e lingue le più diverse,si incontrano,si conoscono, dialogano,accumunate dall’interesse per il nostro patrimonio culturale, che la nostra lingua esprime compiutamente nella sua bellezza ed armonia.

L’Università per Stranieri è il luogo da dove un secolo fa è partito un illuminato progetto culturale di internazionalizzazione di una tradizione e di un messaggio, culturale e civile,che va ben oltre la identità nazionale, assumendo un valore globale, universale: è il messaggio di un’intera civiltà.

Nel 2021 l’Università per Stranieri celebrerà il suo primo centenario dall’avvio dei suoi corsi. Una ricorrenza importante, in occasione della quale verrà presentata la ricchissima documentazione contenuta nel suo Archivio storico, che testimonia decenni  di questo vivace fervore culturale e di relazioni,che ha avuto al centro l’Università per Stranieri e che ha proiettato la città di Perugia, il territorio dell’Umbria in una dimensione internazionale e cosmopolita.

Forte è sempre stato il legame tra l’Università e il territorio cittadino e regionale in un rapporto proficuo di reciprocità. Oggi, questo legame si deve rafforzare, diventare ancor più sinergico e sistematico. In un secolo di storia, decine di migliaia di studenti provenienti da ogni dove hanno conosciuto all’Università per Stranieri e attraverso l’Università per Stranieri il nostro Paese, la sua cultura, la sua lingua. Ricordiamo che sono stati, sono e saranno loro i nostri migliori ambasciatori nel mondo.

È importante saperli accogliere, adeguatamente. La loro presenza può promuovere una rete di relazioni importanti per avviare contatti e iniziative di collaborazione in molteplici settori utili per lo sviluppo e l’economia della nostra regione e del nostro Paese. Anche in questa direzione, l’Università per Stranieri è pronta a collaborare con le Istituzioni locali e nazionali.

Con la legge 204 del 1992, l’Università per Stranieri ha cambiato il proprio status,ai tradizionali Corsi di Lingua e Cultura italiana si è aggiunto un comparto propriamente universitario relativo a Corsi di laurea, oggi, triennali e magistrali, che continuano ad interpretare la missione dell’Ateneo. I corsi di laurea dell’Università per Stranieri si articolano in tre ambiti: l’ambito linguistico, in particolare rivolto all’insegnamento e alla promozione dell’italiano L2, l’ambito degli studi e delle relazioni internazionali, l’ambito della comunicazione. A questi più recentemente si è aggiunto l’attrattivo ambito del Made in Italy.

L’offerta formativa complessiva dell’Università per Stranieri è costituta oggi dai tradizionali Corsi di Lingua e Cultura italiana, articolati in diversi livelli dall’elementare all’avanzato, dai Corsi di formazione e aggiornamento, per insegnanti di italiano L2, istituzionali e su committenza, dai sette Corsi di Laurea, oggi tre triennali e quattro magistrali, dai tre Master di I e di II livello, dal Dottorato di Ricerca.

Una combinazione fortunata di ambiti diversi che possono costituire l’uno la promozione e il volano dell’altro, garantendo uno scambio virtuoso di competenze e di esperienze, oltre che di opportunità.

Verso il 2021: il Piano Strategico 2019/21, gli ambiti, le sfide e le progettualità

Il Presente dell’Università per Stranieri è un “laboratorio-cantiere” di idee, progetti,motivato dalla volontà di costruire per innovare e migliorare la struttura, la funzione e la performance dell’Università per Stranieri, adeguandola ai tempi attuali e soprattutto preparandola a quelli di domani.

In questo senso ringrazio tutti i colleghi docenti e ricercatori,i colleghi docenti di lingua, i colleghi collaboratori esperti linguistici. Ringrazio anche i colleghi dell’Amministrazione, il Direttore Generale; il “laboratorio-cantiere”,a cui facevo prima riferimento,vale anche  per una profonda e complessiva rivisitazione della organizzazione amministrativa, delle sue procedure e dei suoi processi.

Il presente e il futuro, quanto meno prossimo,sono rappresentati dal Piano Strategico 2019/2021, già approvato dal  Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione, a marzo di quest’anno.

Il Piano Strategico,che indica le politiche, le strategie, gli obiettivi e le azioni che si intendono intraprendere e raggiungere nel triennio, è articolato nei tre settori in cui si realizza oggi l’attività delle istituzioni universitarie italiane: Didattica, Ricerca e Terza Missione, comprendendo, vista la specificità dell’Università per Stranieri, anche i Corsi di Lingua e Cultura italiana. Su ciascuno di questi settori mi soffermerò brevemente illustrando le progettualità già avviate.

Didattica

In termini di Didattica, l’Università per Stranieri, ha avviato una revisione della propria offerta formativa con l’intento di invertire un trend negativo che ha complessivamente riguardato le iscrizioni ai Corsi di Laurea, sin dall’anno accademico 2010/2011.

A seguito dell’adozione del Piano Strategico d’Ateneo per il triennio 2019/2021, il Senato Accademico, nell’ aprile scorso,ha nominato uno specifico Gruppo di Lavoro per formulare una proposta di revisione dell’offerta formativa.

Due sono statele principali linee d’intervento individuate:

  • Il potenziamento dei corsi di laurea triennale, puntando ad aumentare il numero delle immatricolazioni;
  • La razionalizzazione dell’offerta formativa creando tre direttrici ben definite: linguistica,della comunicazione e degli studi internazionali e completandone i percorsi in termini di laurea triennale e magistrale. Il corso di laurea triennale MICO (Made in Italy, cibo e ospitalità), è centrato invece su tematiche legate alla promozione del patrimonio e delle eccellenze produttive del nostro Paese e del nostro territorio, è stato istituito grazie ad un finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e alla collaborazione con Coldiretti Umbria, Confcommercio e Università dei Sapori.

La parte più significativa della riforma, già approvata dal Consiglio del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali,ha riguardato la rivisitazione del corso di laurea triennale LICI (Lingua e cultura italiana) che, a partire dall’Anno Accademico 2020/2021, sarà strutturato come Digital Humanities per l’Italiano. Contestualmente, il gruppo di lavoro ha proposto un nuovo corso di laurea triennale denominato Studi internazionali per la sostenibilità e la sicurezza sociale che,completato l’iter di accreditamento,ci auguriamo possa essere attivato sempre a partire dall’Anno Accademico 2020/2021. Il corso ruota attorno al tema, molto attuale, della sostenibilità, declinata in particolare in termini di sostenibilità sociale.

Ricerca

In tema di Ricerca,l’Università per Stranieri è attiva in sette aree CUN, in ambiti prevalentemente – ma non esclusivamente – umanistici e sociali, con una forte trasversalità di temi, metodi ed interessi scientifici.

Un Ateneo di piccole dimensioni, ma fortemente internazionale come l’Università per Stranieri di Perugia, risulta essere per molti versi l’ambiente ideale per produrre un’attività di ricerca di eccellenza, in particolare nelle aree della lingua e della cultura italiana, del loro insegnamento e della loro diffusione, della loro tutela e promozione, come patrimonio culturale inestimabile. Ciò che ci rende attrattivi nel mondo e portatori di un messaggio di integrazione e di cooperazione, anche in ambito scientifico.

Una delle sfide per il prossimo triennio è dunque quella di potenziare la capacità dell’Ateneo nel produrre conoscenza originale e creativa, con una sinergia strettissima tra i saperi prodotti dalle scienze umane e l’innovazione legata al mondo digitale e allo sviluppo tecnologico.

Questa sfida passa in primo luogo dalla formazione dei giovani alla ricerca, su cui soprattutto è necessario investire.

Con questo obiettivo è stato programmato ed è in via di realizzazione un progetto di potenziamento del Dottorato di Ricerca, per renderlo più funzionale alla missione storica dell’Ateneo, avviando i giovani alla ricerca nelle aree che maggiormente ci caratterizzano.

Partendo da una solida posizione in ambito nazionale – e i tre PRIN(Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale)finanziati nell’ultimo bando 2017 ne sono una limpida dimostrazione – l’ obiettivo è quello di rafforzare la nostra presenza all’interno delle reti di ricerca internazionali, proponendo progetti di ricerca innovativi e trasversali, che rispondano in modo adeguato alla complessità dei problemi posti dalla società contemporanea creando, anche attraverso la ricerca, una sempre maggiore collaborazione e sinergia con le Istituzioni nonché con le realtà produttive locali

Terza Missione

La Terza Missione è nella storia dell’Università per Stranieri di Perugia.

Il mandato istituzionale del nostro Ateneo risponde a una ‘terza missione culturale e sociale’, di condivisione con il territorio di iniziative ed eventi culturali, aperti da sempre alla cittadinanza e di trasmissione di valori quali l’accoglienza, il dialogo interculturale, il pluringuismo, il multiculturalismo, la cultura della pace che l’intera regione trasmette nel mondo.

Il primo obiettivo di Terza Missione dell’Ateneo, così come declinata nel Piano Strategico 2019/2021, è quello di valorizzare il ruolo che la promozione e l’insegnamento della lingua e della cultura italiana può avere per il territorio in termini di sviluppo sociale, educativo ed economico,proponendosi, come già si sta facendo attivamente da anni,  per attività progettuali e di formazione, in collaborazione con Enti e Istituzioni locali e nazionali.

Il secondo obiettivo di Terza Missione risiede nella valorizzazione degli scambi con il mondo produttivo e con il territorio formulando modelli di collaborazione e buone pratiche di reciproca utilità. In questo senso vanno portati ad esempio, gli accordi recentemente stipulati con Confindustria Umbria, con la delegazione umbra di AIDDA (Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’azienda),e i più recenti sviluppi di partenariato con il gruppo delle giovani UMBRE (United Maketing for Business and Regional Experience)oltre agli accordi già esistenti con varie realtà produttive e imprenditoriali locali.

Il terzo obiettivo è volto alla promozione dell’attività di ricerca che l’Ateneo svolge, attraverso i suoi due Centri di ricerca per la  conservazione e gestione del patrimonio culturale: il Centro COSP-SHeC (Centre for Sustainable Heritage Conservation): Centro per la conservazione e la gestione sostenibile del patrimonio culturale e naturale,che comprende 11 cattedre UNESCO e il Centro WARREDOC (Water Resources, Research and Documentation Centre),che a sua volta, promuove, organizza e gestisce attività di ricerca negli ambiti delle risorse idriche e ambientali.

In questo terzo obiettivo rientra anche il recupero della tradizione scientifica dell’Università per Stranieri, attraverso il rilancio delle sue tradizionali linee editoriali, in particolare di quella relativa agli “Annali dell’Università per Stranieri di Perugia”, storica rivista scientifica di Ateneo,la cui pubblicazione venne interrotta circa 10 anni fa.

Il quarto obiettivo è finalizzato a contribuire ad una educazione e formazione inclusiva, in linea con i tradizionali valori dell’Ateneo di accoglienza e di rispetto della diversità. Con questo scopo è nato “OpenLab”un progetto di inclusione, promosso dalla Commissione d’Ateneo per l’integrazione e il sostegno di studenti con disabilità e disturbi specifici di apprendimento. Anche il versante della garanzia delle pari opportunità, della valorizzazione del benessere di chi lavora e della lotta alle discriminazioni viene curato attraverso l’attenta opera del CUG- Comitato Unico di Garanzia d’Ateneo.

Quinto e ultimo obiettivo di Terza Missione è quello di promuovere la qualità della valutazione delle competenze acquisite. Nel quadro di importanti partnership internazionali e nazionali, il CVCL (Centro d’Ateneo per la Valutazione e le Certificazioni Linguistiche), costituitosi nel 2005 come centro autonomo, consolida una tradizionale esperienza nel campo della valutazione linguistica e della  certificazione dell’italiano L2, maturata sin dagli inizi degli anni ’90.Nell’anno solare 2018 sono state oltre 32.000 nel mondo le iscrizioni agli esami di certificazione linguistica (CELI) e glottodidattica (DILS).

 Internazionalizzazione

Un cenno a parte merita, per quella che è la storia e la missione dell’Università per Stranieri, il percorso di internazionalizzazione dell’Ateneo, così come è stato concepito nel Piano Strategico per il triennio 2019/2021.

Un’analisi comparata dei processi di internazionalizzazione degli atenei italiani, e non solo, ci mostra come la mobilità internazionale, soprattutto degli studenti, ma anche dei docenti e dei ricercatori, sia ormai un dato acquisito.

Questo processo di internazionalizzazione è confermato, nel nostro Ateneo, in termini quantitativi, dall’alto numero di collaborazioni culturali e scientifiche con istituzioni estere, che garantisce una proiezione internazionale del nostro corpo docente e, soprattutto, permette ai nostri studenti e laureati di beneficiare di un ventaglio crescente di opportunità.

L’Ateneo è impegnato a costruire una “cultura della mobilità”, consentendo agli studenti, ai docenti e al personale tecnico amministrativo di recarsi all’estero per ragioni di studio e di crescita formativa e professionale. Questo si riflette anche nella dimensione internazionale della didattica, non solo per l’elevata presenza di iscritti stranieri, costantemente superiore negli ultimi tre anni al 30%, ma anche per i diplomi congiunti e doppi, stipulati con Atenei europei.

Sarebbe però riduttivo, soprattutto per la storia e la specificità dell’Università per Stranieri di Perugia, identificare il processo di internazionalizzazione con quello di mobilità internazionale e di reti scientifiche. La vera frontiera dell’internazionalizzazione va individuata nella creazione,all’interno degli Atenei, in particolare all’interno dell’Università per Stranieri, di “ecosistemi internazionalizzati e internazionalizzanti”.

Un ecosistema così definito rappresenta un luogo all’interno del quale si creano regole di convivenza e interazione che consentono ai soggetti coinvolti – studenti ma anche docenti e rappresentanti della società civile – di partecipare a un percorso di crescita comune.

Gli effetti benefici derivanti dall’adozione di questo modello che potremmo definire di “internazionalizzazione a casa” (internationalization at home)sono molteplici e travalicano la mera dimensione accademica e formativa. Vorrei qui ricordare che attraverso la creazione di luoghi internazionalizzati e internazionalizzanti, quale è e sarà sempre di più la Università per Stranieri, si pongono le basi per quelle communities che contribuiscono al dialogo e alla prosperità internazionale. Ci tengo a sottolinearlo in questa sede alla presenza dell’Ambasciatore Belloni, la quale ben conosce il ruolo che queste human infrastructures possono svolgere nel campo della diplomazia culturale, dei rapporti economici e degli stessi rapporti politici tra gli Stati.

I corsi di lingua e cultura italiana

L’ultimo punto di questa mia relazione riprende un settore chiave della storia e della tradizione dell’Università per Stranieri di Perugia, mi riferisco ai Corsi di Lingua e Cultura italiana.

I Corsi di Lingua e Cultura rappresentano una parte importante di entrate proprie e di sostenibilità economica dell’Ateneo, oltre che un potenziale, forte volano per l’offerta formativa nel suo complesso.

Il “laboratorio-cantiere” di cui ho parlato poc’anzi riguarda anche i Corsi di Lingua e Cultura italiana. Mantenere una tradizione centenaria alta, in questo settore, comporta essere in grado di offrire in primo luogo qualità nella didattica, che deve essere flessibile ed innovativa,  nei servizi, nella tecnologia a supporto della didattica, nell’accoglienza, nella ricerca degli alloggi, offrendo la possibilità di conoscere la città, il territorio, le sue bellezze, le sue eccellenze, i suoi prodotti. Inoltre, il binomio virtuoso di lingua e cultura,che costituisce la nostra unicità, va mantenuto e potenziato.

Per poter attuare tutto questo, i Corsi di Lingua e Cultura italiana necessitano di una struttura didattica, gestionale e amministrativa dedicata, competente ed efficiente, la cui costituzione richiede attualmente una modifica statutaria. Anche per garantire questo lavoreremo, a breve, ad una revisione dell’attuale Statuto, oggi quanto mai necessaria.

Rientra, fra i problemi da affrontare nell’immediato,la disponibilità e la fruibilità di spazi adeguati in particolare per i Corsi di Lingua e Cultura italiana. Le aule di Palazzo Gallenga non sono più sufficienti a ospitare nel corso dell’anno gli oltre duemila studenti che si sono iscritti ai nostri Corsi negli ultimi due anni.

La sistemazione e il recupero della Palazzina ex Senologia al Parco Santa Margherita, che è oggi il campus dell’Università per Stranieri, è in questo senso un obiettivo strategico e prioritario.

Questo consentirà di alleggerire l’attuale utilizzo intensivo di Palazzo Gallenga,una sede storica che va valorizzata. Abbiamo già iniziato a farlo, riservando al suo interno una piccola aerea museale,nelle bellissime sale del Fondo Bibliotecario Gallenga Stuart, con la mostra dedicata a Maria Montessori.

I rapporti e la sinergia fra Università e territorio

Mi avvio alla conclusione, ritornando al legame fra Università per Stranieri e il suo territorio, legame che ritengo fondamentale per entrambi.

Questo legame può e deve essere ancora più consolidato non solo nei rapporti con le Istituzioni cittadine e regionali, ma nei rapporti con e fra le varie Istituzioni che si occupano di formazione universitaria e di Alta Formazione in Umbria.

In primo luogo i rapporti con l’Università degli Studi, saluto e ringrazio per la Sua presenza il Magnifico Rettore Maurizio Oliviero, recentemente insediatosi. Due Atenei, con storie e funzioni diverse, ma che operano nella stessa città e nella stessa regione, costituiscono una importante opportunità, non scontata, per trovare sinergie in programmi, progetti e realizzazioni comuni,mettendo a sistema le diverse competenze delle due Università,come autentiche risorse. Un intelligente coordinamento in tal senso può costituire un autentico motore di sviluppo per la nostra città e per la nostra regione. Di questo abbiamo già iniziato a parlare con il Magnifico Rettore Oliviero condividendo l’interesse comune a operare in questa direzione.

Sul nostro territorio insistono altre importanti realtà formative mi riferisco all’Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci, al Conservatorio di Musica“Francesco Morlacchi”, all’Istituto Superiore di Studi Musicali Giulio Briccialdi di Terni, alla Scuola Superiore per Mediatori Linguistici, con la quale abbiamo già un’importante collaborazione che continueremo seppure con modalità diverse. Ognuna di queste Istituzioni vanta competenze specifiche e di alto livello che, laddove messe in sinergia, unitamente al contributo dell’Agenzia per il Diritto allo Studio (ADISU), potrebbero rafforzare l’offerta formativa regionale garantendo un ben maggiore impatto a livello nazionale e internazionale.

Concludo ricordando le Celebrazioni per il Centenario dei primi Corsi di Alta Cultura dell’Università per Stranieri, che si terranno nel 2021 e che mi auguro possano vedere insieme Istituzioni cittadine e regionali,  associazioni, enti,  soggetti privati. Il Centenario non riguarda solo la storia e il prestigio dell’Università per Stranieri, ma di tutto il territorio umbro e del patrimonio culturale del nostro Paese che il nostro Ateneo ha saputo ben rappresentare in questi suoi cento anni di storia. Siamo grati per quella scelta lungimirante che ormai 100 anni fa diede l’avvio all’Università per Stranieri di Perugia.

Con questi sentimenti, dove si incontrano emozione, ragione e determinazione, dichiaro aperto l’anno Accademico 2019/2020 dell’Università per Stranieri di Perugia.

Viva l’Italia che, con la sua cultura e la sua lingua, rappresenta, nel presente e nel futuro,la ragione fondante di questo nostro Ateneo.

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