Elezioni Unipg, Elena Stanghellini, un Ateneo “oltre i confini”, riconosciuto e riconoscibile

 
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Elezioni Unipg, Stanghellini, Ateneo oltre confini, riconosciuto, riconoscibile

Elezioni Unipg, Elena Stanghellini, un Ateneo “oltre i confini”, riconosciuto e riconoscibile 

Fare dell’Università degli Studi di Perugia un polo di eccellenza riconosciuto per didattica e ricerca; un Ateneo presente e attivo nelle dinamiche nazionali e internazionali. Quello presentato, martedì 5 marzo, presso il Dipartimento di Economia di Perugia, da Elena Stanghellini, Professoressa Ordinaria di Statistica, candidata a Rettore dell’Università degli Studi di Perugia è un vero e proprio progetto di sviluppo dell’Ateneo perugino, volto a dare all’Università un’identità forte e riconoscibile. Una strategia che, con il coinvolgimento delle molte competenze esistenti, renda l’Ateneo un’istituzione accogliente per studenti, ricercatori, personale tecnico-amministrativo e docenti, capace di attrarre finanziamenti pubblici e privati. Come spiega la professoressa Stanghellini: “Molto di buono è stato fatto in questi anni, ora però bisogna sintonizzarsi in maniera più convinta sulle nuove esigenze formative e di ricerca, accelerando l’approccio multidisciplinare finalizzato all’acquisizione di competenze trasversali, continuando nel percorso di internazionalizzazione intrapreso e incrementando l’attività didattica in inglese”.

LE PRIME AZIONI DA RETTORE: procedere da subito con l’ammodernamento di ambienti e strumenti per adeguarci agli standard internazionali. Aumentare la riconoscibilità dell’Università in città, inaugurando nuove aule studio. Riqualificare gli spazi esterni e creare spazi di condivisione e di aggregazione deve essere una priorità. Punto fondamentale: analisi strutturale per abbattere le barriere architettoniche e rendere accessibili i luoghi principali di didattica e convivialità. Altro aspetto importante sul quale intervenire è quello della comunicazione: quella interna deve incrementare il senso di appartenenza, agevolando lo scambio di informazioni, semplificando i processi e veicolando la cultura della trasparenza. Quella esterna, d’altro canto, deve incrementare la capacità di attrarre nuovi studenti e finanziamenti. Inoltre, dal momento che il raggio di influenza dell’Ateneo dovrà sempre di più estendersi oltre i confini nazionali, occorre predisporre prodotti comunicativi anche in lingue diverse dall’italiano e usufruire di opportuni canali di informazione. “Con questa mia candidatura voglio contribuire a riaffermare l’orgoglio di appartenere all’Università degli Studi di Perugia, sviluppando un metodo di gestione collegiale, basato su obiettivi condivisi e definiti ex ante. Sono convinta che si possano fare molte cose, pur in un contesto di risorse limitate per quanto riguarda il finanziamento stataleSono fermamente convinta che l’Università degli Studi di Perugia abbia grandi potenzialità che le permettono di mantenere fede alla propria vocazione: la prima nasce dalle persone, la seconda nasce del suo territorio. È proprio attraverso la valorizzazione di questi due elementi che è possibile disegnare il percorso di crescita che porterà l’Università all’altezza delle sfide del prossimo futuro”.

Dal 2014 Elena Stanghellini è Delegata del Rettore alle Relazioni Internazionali. In questi anni, grazie alla collaborazione quotidiana con i colleghi e il personale, tutti i Dottorati di Ricerca sono diventati internazionali, ovvero con convenzioni con Atenei esteri, e il numero di accordi per il rilascio dei doppi titoli è passato da 6 a 16 ed altri sono in definizione. La mobilità internazionale degli studenti in uscita coinvolge oggi oltre 800 studenti all’anno (con un aumento di oltre il 70 per cento dall’a.a. 2013/14), mentre quella in entrata si aggira intorno ai 630 studenti all’anno (con un aumento del 15 per cento dall’ a.a. 2013/14). Sono state potenziate le attività didattiche in lingua inglese ed è stata istituita la figura del Visiting Professor, ovvero un docente straniero che svolge didattica ufficiale all’interno dell’offerta formativa. È stato dato inizio alla mobilità di studenti e docenti verso sedi extra-europee e pubblicato il primo bando per la cooperazione allo sviluppo.

Questo complesso sistema di azioni ha portato all’Università importanti riconoscimenti nazionali ed internazionali. L’agenzia nazionale Erasmus+ INDIRE ha valutato “eccellenti” le modalità operative dell’Ateneo e nella classifica del Censis l’Università degli Studi di Perugia risulta, negli ultimi due anni, la prima a livello nazionale per l’indicatore “Internazionalizzazione”.

ALTRI PUNTI FONDAMENTALI DEL PROGRAMMA

Potenziare le strutture amministrative di supporto alle attività strategiche ed effettuare una programmazione chiara delle progressioni di carriera e del reclutamento dei ricercatoriRafforzare il ruolo della Scuola interdipartimentale di Medicina e Chirurgia, ed in particolare del Consiglio, per dare attuazione al protocollo di intesa fra la Regione e l’Università. Occorre continuare con la politica di accoglienza agli studenti, specialmente se fuori sede e stranieri, e creare spazi di aggregazione interni ai Dipartimenti. Il personale tecnico e amministrativo deve essere valorizzato, e la struttura deve essere orientata al dialogo e al benessere della persona.

Istituire gruppi di studio multidisciplinari, riconosciuti dagli organi accademici, su grandi temi di interesse trasversale (ad esempio: invecchiamento della popolazione, ambiente, digitalizzazione).

È, inoltre, fondamentale la costituzione di centri di ricerca interdisciplinari, dotati di uno spazio fisico e di una autonomia finanziaria, come evoluzione naturale dei gruppi di studio di maggiore successo. È necessario potenziare la capacità di attrarre finanziamenti nazionali e internazionali creando uffici di supporto nelle diverse aree tematiche, in modo da garantire possibilità di accedere ai finanziamenti su base competitiva a tutti di Dipartimenti.

Dovranno assolutamente essere potenziati i dottorati industriali, le azioni di tutela e valorizzazione della proprietà intellettuale e la costituzione di spin-off.

Bisogna proseguire nelle politiche intraprese dalla attuale governance di riduzione dei contributi per le famiglie nelle fasce economiche più basse e proseguire nelle agevolazioni per quelle che hanno più di un figlio iscritto presso l’Ateneo. Incrementare gli interventi economici a favore degli studenti con situazioni di disabilità.

Allo stesso tempo, continuare la politica volta a premiare gli studenti che svolgono con profitto e regolarità il proprio percorso formativo. Per agevolare il percorso degli studenti che necessitano di lavorare per mantenersi agli studi, intendo incentivare anche lo strumento delle iscrizioni part-time.

La proiezione dell’Ateneo all’esterno è già un dato di fatto. In questo, lo sforzo dei singoli e dei Dipartimenti è encomiabile, ma spesso non è riconosciuto. È mia intenzione valorizzare ogni singola azione e predisporre un database per monitorare quanto viene realizzato, le cui informazioni possano servire, ad esempio, ad attribuire risorse.

Forte assunzione di responsabilità verso le vicende sociali, economiche ed ambientali dei Paesi in via di sviluppo. In questo panorama l’Università degli Studi di Perugia deve assumere un ruolo di leader.

Nel Piano Integrato 2018-2020 dell’Ateneo già figura un’articolata lista di azioni e obiettivi, con interventi materiali ed immateriali, per migliorare tutte le performance dei settori analizzati e ridurre gli sprechi.

È necessaria la collaborazione dell’A.Di.S.U. per aumentare nelle mense i prodotti a km0, biologici e di Fair Trade. Particolare attenzione va data alla riduzione dello spreco alimentare, dell’uso della plastica e dei prodotti non riciclabili. Occorre lavorare con la Regione per tutto ciò che riguarda i trasporti pubblici, del personale come degli studenti e incentivare il telelavoro, previsto con un Regolamento del 2015, ma ancora poco diffuso. Da poco è disponibile anche un’applicazione per incentivare il car-sharing.

Uno dei miei principali obiettivi è lo snellimento delle procedure burocratiche interne e la riduzione degli adempimenti burocratici. Inoltre, mi impegnerò nel perseguimento della attenzione alla persona e nella rimozione degli ostacoli che impediscono la piena realizzazione di ciascuno nel proprio ambiente lavorativo”.

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