Dad bocciata dagli italiani: la approvano solo 3 su 10

 
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Dad bocciata dagli italiani: la approvano solo 3 su 10

ROMA – Ad un anno dall’esordio della Didattica a distanza, solo 3 italiani su 10 approvano il nuovo metodo di scuola, mentre il 54% ne dà un giudizio totalmente negativo. Un quadro ancora più critico se si considera solo il campione di genitori con figli tra i 5 e i 17 anni (il 60% boccia la Dad), mentre sale la percentuale di gradimenti tra gli insegnanti (la ritiene negativa solo il 42% degli intervistati). È quanto emerge da un sondaggio che ha coinvolto duemila intervistati, realizzato dall’Istituto Demopolis e promosso dall’impresa sociale ‘Con i Bambini’ e presentato questa mattina in streaming sulla pagina Facebook dell’associazione.

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Anche se genitori e insegnanti riconoscono i passi avanti fatti in questi mesi (per il 67% la Didattica a distanza si è strutturata meglio dopo la fase emergenziale), resta il problema dell’orario (il 48% del campione pensa che sia ridotto) e quello, ancor più grave, delle disuguaglianze: per il 51% degli italiani la Dad non garantisce lo stesso accesso a tutti gli studenti. Per i genitori l’elemento più critico della scuola a distanza è la distrazione degli studenti nel corso delle lezioni (73%), mentre subito dopo emerge la condizione emotiva di ragazzi e ragazze (63%) e la scarsa dotazione tecnologica delle famiglie (51%). Non dissimile l’opinione degli insegnanti, preoccupati dalla poca concentrazione degli alunni (77%), dai problemi di rete (68%) e dalle disuguaglianze nelle possibilità di accesso alla Dad (62%).

Ma oltre al problema formativo e tecnologico, per i genitori resta soprattutto la difficoltà nella gestione del carico di lavoro che ricade su di loro: il 61% di chi ha figli alle elementari lo ritiene eccessivo. Per quanto riguarda gli strumenti, invece, se il 75% utilizza tablet e pc, c’è ancora un 16% di studenti che segue le lezioni tramite smartphone.

L’aspetto maggiormente negativo per bambini e ragazzi, secondo i genitori intervistati è stata l’assenza di relazione con i compagni (83%), seguita dal livello di attenzione basso (65%) e la tendenza all’isolamento (61%). Promosso però il lavoro di dirigenti scolastici e docenti: il 61% dei genitori ha ritenuto adeguato il comportamento degli insegnanti.

Al di fuori dell’emergenza, però, la Dad non sembra trovare molti sostenitori: il 65% dei genitori la vorrebbe solo per casi di distanziamento forzato. Accolta con favore, invece, la proposta del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi di tenere aperte le scuole anche d’estate (gradita dal 70% degli intervistati), organizzando attività educative gratuite (teatro, sport, musica, lingue straniere).

“In quest’ultimo anno la didattica a distanza ha tenuto in piedi un’idea di scuola seppur con molte difficoltà per famiglie, ragazzi e insegnanti- ha commentato Marco Rossi Doria, vicepresidente di ‘Con i Bambini’- la Dad non è il demonio, ci ha permesso di mantenere un legame con la scuola ed è stata necessaria in tutto il mondo. Ma ora non è più sufficiente. Dobbiamo recuperare la dimensione affettiva e di socialità perché l’esperienza vissuta con grande responsabilità da bambini e ragazzi è pari solo a quella dei loro bisnonni. Non può essere però solo un compito della scuola, in generale l’educazione dei minori è una responsabilità di tutta la comunità. Ed è una consapevolezza che, come conferma il sondaggio, cresce rapidamente nel Paese. Occorre implementare e consolidare patti educativi, alleanze nel tempo tra scuola, famiglie, civismo educativo e istituzioni locali, per uscire da questa crisi ma soprattutto per costruire una società più equa, matura e responsabile”.

“L’indagine- ha spiegato il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento– conferma il costo sociale ed evolutivo imposto dall’emergenza e dalla chiusura prolungata delle scuole su bambini e ragazzi, con effetti consistenti sull’incremento delle disuguaglianze e della povertà educativa tra i minori nel nostro Paese. Nell’anno del Covid, un vastissimo orizzonte di normalità relazionale, di dinamiche sociali, di occasioni di apprendimento è stato precluso ai minori. L’83% dei genitori testimonia come l’aspetto maggiormente negativo nella didattica a distanza, per bambini e ragazzi, sia stata l’assenza di relazioni con i compagni”.

Fonte: «Agenzia DiRE»

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