Covid, prima media, tornati in classe oltre settemila studenti umbri

 
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Covid, prima media, tornati in classe oltre settemila studenti umbri

7.643 studenti umbri, che frequentano le prime medie, sono tornati in classe. La campanella è suonata alle 8. Le classi della prima media (scuola secondaria di primo grado) sono 370 e che da oggi riprendono le lezioni in presenza così come consentito dall’ordinanza della presidente Donatella Tesei. Questi studenti si aggiungono a quelli che in aula ci sono sempre stati (infanzia e primaria) portando così il numero complessivo dei presenti a quasi 60mila. Rimane l’obbligo della didattica a distanza dal secondo anno delle scuole secondarie di primo grado e per tutte le secondarie di secondo grado, statali e paritarie. Un sospiro di sollievo per alcune famiglie, non quelle della seconda e terza media che vedono sempre più in difficoltà i propri figli con la didattica a distanza.

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E la Flc-Cgil Umbria continua la protesta secondo cui: “È dal 30 di ottobre, quando ancora era in zona gialla, che l’Umbria ha interrotto, a nostro giudizio illegittimamente, l’attività didattica in presenza per tutte le classi delle scuole medie. Una misura, è bene ricordare, ancora più restrittiva di quelle che la normativa nazionale prevede per le regioni in zona rossa e che l’ordinanza n. 75, di fatto conferma, benché l’Umbria non sia zona rossa. Riteniamo molto grave che il governo regionale possa prendere decisioni che fanno pagare agli studenti un prezzo elevato con l’imposizione della didattica digitale. Per questo torniamo a domandare che le attività didattiche riprendano in presenza e in sicurezza per tutte le classi delle scuole medie, perché in nessun modo la didattica digitale può sostituire quella in presenza. Ma la decisione del governo regionale di far riprendere l’attività didattica in presenza alle sole classi prime, mentre le seconde e le terze continuano l’attività didattica da remoto, oltre che discutibile nel merito risulta inadeguata anche per altre ragioni, che andiamo ripetendo da mesi. Innanzitutto, le scuole non hanno strumentazione e linee adeguate alla gestione dei fabbisogni indispensabili per garantire la didattica digitale contemporaneamente a tutte le classi. E’ il lavoro dei docenti dal proprio domicilio, con strumentazione e costi di connessione personali, che sta consentendo concretamente in questi mesi l‘erogazione della DAD. In corrispondenza della sottrazione di scuola in presenza e dell’imposizione della DAD, il governo regionale dovrebbe quanto meno annunciare interventi/investimenti a sostegno di un effettivo processo di digitalizzazione delle scuole umbre. Invece niente. In molte scuole, inoltre, la previsione dell’ordinanza con la presenza contemporanea a scuola delle classi prime, degli studenti con disabilità, degli studenti con bisogni educativi speciali, dei professori in servizio per le lezioni in presenza alle classi prime e a distanza per le restanti classi, nel rispetto delle norme previste dai Protocolli di sicurezza, rischia di essere impraticabile per la limitatezza di spazi scolastici idonei. Ancora, al netto del lavoro di riorganizzazione della didattica imposto alle scuole, com’è ormai consuetudine nel week-end, far rientrare in presenza solo le classi prime significa per le scuole proporre l’orario completo in DAD sincrona alle seconde e terze: cioè 6 ore davanti al computer, al tablet, allo smartphone”.

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