Coronavirus, Università impiega menti migliori per creare nuove armi

 
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Coronavirus, Università impiega menti migliori per creare nuove armi

“La situazione di emergenza dovuta alla pandemia mondiale da Covid-19 ci pone di fronte a una difficile scelta: limitarci a gestire la crisi o tentare di cogliere le possibilità generate dai rapidi cambiamenti, con determinazione e buon senso”. E’ quanto ha detto il magnifico rettore, Maurizio Oliviero, durante la video conferenza stampa avvenuta a distanza a causa del coronavirus.

“L’Ateneo, con un grande sforzo collettivo – ha detto -, sta coraggiosamente tentando questa seconda strada. Il rapido susseguirsi di disposizioni emanate delle autorità ha fatto emergere la capacità e la voglia della comunità accademica dell’Università degli Studi di Perugia di continuare a crescere insieme. L’encomiabile abnegazione del personale, il prezioso entusiasmo degli studenti e il supporto reciproco sul quale abbiamo potuto sempre contare, ha consentito un’immediata ripresa delle attività didattiche e amministrative ma, al contempo, ci ha fatto riscoprire più umani, più uniti, più orgogliosi di appartenere a questa antichissima e prestigiosa istituzione. Questo straordinario momento, nella sua drammaticità, ci ha posto di fronte ai nostri limiti ma anche alla nostra capacità di superarli”.

Il magnifico rettore ha risposto anche alle nostre domande tra queste anche quella relativa al dramma planetario e se c’è necessità di tutta la potenza di fuoco della scienza medica: “Questo è uno di quei momenti in cui si esce da questo problema se si ha una visione di insieme. Credo che i migliori risultati si ottengono se le nostre piattaforme di ricerca sono inserite in un coordinamento in contesto nazionale e internazionale” e riferendosi alla ricerca del professor Roberto Gerli [LEGGI ANCHE] ha garantito “che ne esistono altre, alcune un po più sotto traccia per ragioni evidenti anche di riservatezza, per non creare aspettative, altre più avanzate e altre in circuiti internazionali”.

L’università è una risorsa unica ed irripetibile messa a disposizione del territorio. L’università è sempre un luogo neutro, questa università sta, dà e potrà dare un contributo anche come supporto e stimolo una visione della partenza.  Alla domanda di poter fare le conferenze stampa in modalità virtuale ha detto: “Io non mi abituerò mai al distanziamento sociale e questa esperienza ci sta facendo crescere tutti. E’ una buona soluzione che permette di lavorare meglio e anche rapidamente, ma nessuna piattaforma telematica dovrà mai sostituire i rapporti umani. Tutti stiamo imparando a lavorare meglio, forse questa modalità in qualche caso potrà essere sicuramente utilizzata”.

A rispondere alle nostre domande è stato anche il professor Gabriele Cruciani, delegato per il settore di terza missione. Per quanto riguarda alla ricerca che l’Ateneo perugino sta facendo, il professore Cruciani ha detto che “si stanno utilizzando farmaci vecchi, utilizzate per altre malattie, per cercare di alleviare gli effetti che questo virus sta facendo nell’organismo: come l’utilizzo della Colchicina che è una delle tante strategie. Esistono altri protocolli avviati dall’Ateneo – ha evidenziato Cruciani – per creare nuove armi che cercano di combattere il virus. Lo stiamo facendo con dei metodi particolari e innovativi, abbiamo già un certo numero di composti in attesa di avere i primi test. Da qui partirà una seconda fase. Lo stiamo facendo in maniera completamente aperta con l’aiuto delle menti migliori che abbiamo nella nostra università. Sarà un bene per tutti, – ha concluso – vogliamo contribuire nel miglior modo possibile, senza nessuno scopo di lucro, per risolvere il problema che sta attanagliando il mondo.

 

 

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