Altrascuola e Udu in piazza davanti alla Regione: “Zero risposte per il nostro futuro”

Altrascuola e Udu in piazza davanti alla Regione: “Zero risposte per il nostro futuro”

“Oggi in questa piazza prendiamo in mano le redini del nostro presente per costruire il nostro futuro. Vogliamo un investimento serio nel diritto allo studio e nei servizi studenteschi, per non essere costretti a pagare fino a 800 euro all’anno tra materiali didattici e trasporto pubblico. L’istruzione dovrebbe essere gratuita e universale”. A dirlo è aterina Bigini, coordinatrice di “Altrascuola – Rete degli Studenti Medi Umbria” durante la mobilitazione dei Rete degli Studenti Medi e Unione degli Universitari, in piazza davanti alla Regione Umbria per chiedere dei sostanziali cambiamenti nell’approccio alla stesura del PNRR locale e agli investimenti dedicati a giovani e studenti.


di Marcello Migliosi e
Morena Zingales


“Siamo in pizza per il diritto allo studio, affinché la didattica a distanza – ha aggiunto – sia dimenticata e questo periodo possa essere una partenza generale anche per il mondo dell’istruzione, della scuola e dell’università che vengano fatto investimenti in questo senso e che la scuola venga messo al centro dopo anni di tagli e anni di pandemia che hanno messo a dura prova questo comparto”.

Il Governo Regionale non ha, infatti, previsto alcun tipo di investimento sostanziale in materia di Diritto allo Studio, accesso alla formazione, servizi e inserimento nel mondo del lavoro per i giovani di una regione che è da anni ormai territorio di forte emigrazione giovanile. Con l’investimento di nuove risorse bloccato e il piano umbro per i fondi europei gravemente insufficiente, la Regione Umbria sembra aver perso l’ennesima occasione per investire sui giovani e sul futuro.

Altrascuola – Rete degli Studenti Medi Umbria e Sinistra Universitaria – Udu Perugia non ci sta: “Da tempo abbiamo presentato alle istituzioni le nostre proposte per un territorio a misura di studente, ma ma la Regione si sottrae al confronto.

“Anche per chi è iscritto all’università – aggiunge Aleph Bononi, vice coordinatore della ‘Sinistra Universitaria – Udu Perugia’ – la situazione non migliora: nel rapporto presentato pochi giorni fa in Senato dall’Udu, abbiamo denunciato come la spesa media annuale per una persona iscritta all’università supera i 5000 euro e può arrivare fino a 10.000 se si è fuorisede. L’impatto più grande lo hanno l’affitto (per circa il 27% del totale), i materiali didattici e il trasporto pubblico, che ha visto un aumento del prezzo di circa il 30% nel centro-Italia”.

E conclude: “Servono delle risposte immediate, anche per garantire una prospettiva occupazionale a migliaia di neolaureati a cui la nostra Regione, con una nuova legge sulle politiche attive per il mondo del lavoro del tutto insufficiente, non riesce a dare quasi niente”.

E Francesco Palmiotto, neoeletto presidente della Consulta Provinciale degli Studenti di Perugia aggiunge: “Dopo due anni di lockdown e Dad rientriamo in una scuola che non riconosce le nostre necessità: non esiste alcuna forma di supporto psicologico, non esiste alcuna forma di educazione sessuale se non quella controllata da frange confessionali e oscurantiste che a volte si rivela pura propaganda senza alcuna rispondenza con la realtà che studentesse e studenti vivono nelle relazioni interpersonali. Non è questa la scuola pubblica che vogliamo!”.


 

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