Il GNL sbarca a Perugia grazie ad Automigliorgas

Perugia guarda al futuro grazie al GNL. Il gas naturale liquefatto (GNL) sta acquisendo un ruolo sempre più rilevante come fonte di energia a basso impatto ambientale in grado di alimentare la crescita economica per i prossimi decenni, nel rispetto dell’ambiente. Un prodotto considerato strategico sotto il profilo delle politiche di approvvigionamento energetico. Il il GNL sta prendendo piede nel trasporto su gomma, con particolare riferimento ai tir. Per questo, l’azienda perugina Automigliorgas, tra le prime nel territorio ad investire con un servizio h24 su gas e metano, ha deciso di aprire il primo impianto di GNL nella stazione di servizio di Balanzano (zona industriale). Un punto strategico sul piano delle viabilità, visto che la struttura si trova a circa un chilometro dall’uscita Balanzano della E45 e a circa due chilometri dall’imbocco del raccordo autostradale Perugia-Bettolle.

La struttura è stata inaugurata nella tarda mattinata di venerdì 12 ottobre, alla presenza della famiglia Paoletti, titolare dell’azienda Automigliorgas, dell’assessore comunale Cristina Bertinelli, del Comandante dei Vigili del Fuoco di Perugia, Michele Zappia, del titolare dell’azienda Luigi Bacchi Iveco, Camillo Bacchi, di numerosi tecnici del settore e imprenditori legati al mondo dei grandi trasporti.

“Purtroppo in Italia siamo ancora indietro – spiega Giosuè Paoletti – visto che il GNL che noi vendiamo proviene da Marsiglia con una ricaduta sul prezzo unitario, dati gli ingenti costi di trasporto. Questo carburante è destinato principalmente ai mezzi pesanti, tir su tutti, che hanno in dotazione un serbatoio criogenico”.

Il GNL viene venduto ai mezzi pesanti tramite una colonnina dedicata, che viene azionata da una pompa sommersa in modo da travasare il GNL dal nostro serbatoio criogenico al serbatoio criogenico del mezzo pesante. Lo stesso metano liquido, tuttavia, può essere rivenduto anche alle auto, mediane una pompa criogenica che comprime il gas liquido a circa 250 bar, per poi inviarlo in un rigassificatore dove il gas torna in forma gassosa, venendo stoccato all’interno di pacchi bombola sempre a 250 bar e essere poi venduto alle autovetture alla pressione massima di 220 bar. Il metano gassoso così prodotto è purissimo, pertanto il veicolo è molto più performante, con l’ulteriore vantaggio che, essendo più freddo, la quantità di metano inserito all’interno del serbatoio è maggiore e di conseguenza aumenta la percorrenza. Perché a Balanzano? Abbiamo ritenuto strategica la posizione in quanto oltre alla vicinanza ad arterie di interesse nazionale, l’impianto è dotato di ampi spazi per la manovra e la sosta dei tir. Con il vantaggio, non trascurabile, di rimanere aperto 24h con personale addetto tutto l’anno”.

Il GNL ha stimolato l’ingegneria motoristica verso la creazione di mezzi in grado di poter garantire una lunga percorrenza e un sostanziale abbassamento dell’inquinamento sia ambientale che acustico. In Europa la leadership è in mano ad Iveco, che da tempo sta promuovendo presso le aziende di trasporto pesante il rinnovo degli automezzi con altri funzionanti a GNL.

“Questa nuova tecnologia – ammette l’Ing. Camillo Bacchi – ha due principali obiettivi. Il primo è chiaramente quello della sostenibilità ambientale, argomento che sta a cuore a tutti i cittadini. Iveco sta mettendo sul mercato mezzi in grado, grazie al GNL, di ridurre del quindici percento le emissioni di anidride carbonica, del settanta percento gli ossidi di azoto, il vero problema del diesel e del novantacinque percento il particolato (polveri sottili), che rappresenta uno dei problemi più importanti nelle aree metropolitane. Altro tema da non trascurare è quello dell’inquinamento acustico. Mezzi a GNL sono in grado di abbassare il rumore di cinque decibel, che influiscono nelle percezioni uditive dell’uomo per circa il settantacinque percento in meno. Incentivi statali? Fanno comodo, ma non rappresentano uno stimolo così importante per indurre le aziende al cambiamento. Il delta tra il GNL e il diesel rende profittevoli nuovi investimenti senza tenere conto di sussidi esterni”.

Una rivoluzione economica e ambientale che trova favorevoli anche le istituzioni locali.

“Il Comune di Perugia – dichiara l’assessore Bertinelli – non può che rendere omaggio, con soddisfazione e gratitudine, a questo tipo di investimenti. La famiglia Paoletti, poi, ha sempre dimostrato grande attaccamento alla città, sostenendo diversi interventi sia in ambito urbanistico che culturale”.

Un plauso è arrivato anche dal Comandante dei Vigili del Fuoco di Perugia, Michele Zappia.

“Siamo di fronte ad un evento a tutti gli effetti. Si apre una nuova frontiera energetica per la città di Perugia. Spero che a breve possano svilupparsi anche le relative politiche commerciali, che diano un ampio risalto al cambiamento e rendano merito a chi, come la famiglia Paoletti, ha avuto la forza ed il coraggio di investire”.

Durante la mattinata si è tenuto anche un momento religioso con la benedizione di Don Marco Briziarelli.

QUALCHE INFORMAZIONE IN PIU’ SUL GNL

Il GNL non è altro che Gas Naturale Liquefatto , un liquido trasparente, incolore e non tossico che si forma quando il Gas Naturale viene portato a -162°, inoltre durante il processo di liquefazione vengono eliminati la maggior parte degli elementi inquinanti, quali Anidride Carbonica, Etano, Butano, ecc., infatti la combustione del GNL produce emissioni di Anidride Carbonica inferiori alla maggior parte dei carburanti/combustibili e soprattutto nessuna polvere sottile, mentre le problematiche di sicurezza sono le stesse del Gas Naturale. Il GNL è rispettoso dell’ambiente anche in caso di un ipotetico sversamento accidentale durante il trasporto o lo stoccaggio, in quanto avendo una densità inferiore a quella dell’acqua, galleggia e man mano che si riscalda evapora lasciando l’acqua o il terreno incontaminato. Le scorte di Gas Naturale a livello mondiale sono molto superiori a quelle di Petrolio e la liquefazione è necessaria più che altro per il trasporto, infatti il gas liquefatto viene trasportato via nave, scaricato in un deposito costiero e poi portato a destinazione da un’autocisterna criogenica; il nostro Paese è purtroppo indietro in questa tecnologia ed in Italia non esistono ancora depositi costieri di GNL funzionanti e pertanto il punto di carico più vicino attualmente è Marsiglia in Francia. L’impiego iniziale del GNL è stato quello di alimentare gli impianti di rigassificazione, per poi immettere il metano gassoso nella rete Snam, per fare un esempio, una delle ultime navi di GNL proveniente dagli Stati Uniti d’America scaricata nel rigassificatore di Livorno trasportava circa 104.000 mc. di gas liquido, che dopo la rigassificazione sono diventati circa 62.400.000 metri cubi immessi in rete Snam, infatti il rapporto di conversione è 1:600, una unità di liquido diventa 600 unità di gassoso; ora il GNL viene usato anche dalle industrie per svariati usi, ma soprattutto quale carburante per le navi di nuova costruzione, per il trasporto pesante in forma liquida e per il trasporto leggero in forma gassosa.

QUALCHE INFORMAZIONE IN PIU’ SULL’IMPIANTO DI PERUGIA

E’ formato da un serbatoio criogenico da mc 80 a doppia parete, tra le due pareti c’è il vuoto assoluto per conservare a lungo la temperatura di -162°, inoltre tutte le tubazioni dove passa il liquido sono coibentate. Il GNL viene venduto ai mezzi pesanti tramite una colonnina dedicata che viene azionata da una pompa sommersa in modo da travasare il GNL dal nostro serbatoio criogenico al serbatoio criogenico del mezzo pesante. Il GNL può essere venduto anche in forma gassosa, tramite una pompa criogenica che pompa il liquido a 250 bar, per poi inviarlo nel rigassificatore dove il liquido ritorna in forma gassosa, però sempre a 250 bar, per poi essere stoccato nei pacchi bombola a 250 bar ed essere travasato nei serbatoi delle autovetture a massimo 220 bar. Il Metano gassoso così prodotto è purissimo, a differenza di quello proveniente dalla rete locale o nazionale, pertanto il veicolo è molto più performante e altro pregio e quello di avere più autonomia, perché essendo più freddo entra nel serbatoio del veicolo una quantità maggiore di Metano. Dal punto di vista della sicurezza, il serbatoio è montato all’interno di una cassa di contenimento, pertanto qualsiasi sversamento accidentale rimarrebbe confinato all’interno della suddetta cassa in attesa dell’evaporazione, è munito di n. 12 sensori che rilevano anche la più piccola perdita di gas ed eventualmente bloccano automaticamente l’impianto, che è comandato da un computer in cui si può operare anche da remoto sia per vedere i parametri del momento, ma anche con possibilità di intervenire su valvole, allarmi, ecc. Inoltre è presente un impianto antincendio con un serbatoio di acqua da lt. 100.000 che alimenta n. 2 idranti UNI 70 , oltre agli estintori a polvere stabiliti dal Certificato Prevenzione Incendi.

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