Copagri, Nardoni eletto presidente regionale

AGRICOLTURA SOCIALENei giorni scorsi, presso l’Istituto tecnico agrario di Todi, si è svolto il Congresso della Copagri – Confederazione produttori agricoli alla presenza di Luciano Guglielmetti della Copagri nazionale e del vice presidente nazionale Ugc Pietro Minelli. Quest’ultimo ha spiegato l’importanza del processo di semplificazione e di riorganizzazione della struttura, che in questo modo assume connotati regionali in Umbria. Ha sottolineato, inoltre, che “la nuova struttura porterà ad un rafforzamento della confederazione, sia a livello di rappresentanza che di erogazione dei servizi”.

Ad essere stato eletto come presidente regionale Copagri – Confederazione produttori agricoli Claudio Nardoni, che sarà anche delegato al Congresso nazionale. Il presidente regionale ha manifestato la disponibilità della confederazione a partecipare attivamente alle scelte che restituiranno centralità all’agricoltura umbra in un’ottica di promozione del territorio anche in termini di turismo. “Per questo si rende necessario –ha aggiunto- individuare e superare le criticità tendendo allo sviluppo territoriale, sfruttando le opportunità e creando presupposti per la competitività”. Dal Congresso regionale è emerso il ruolo strategico della Pac come aiuto al reddito e del Psr come supporto all’attività delle imprese agricole e gestione delle criticità del territorio. Nardoni ha quindi fatto riferimento alla necessità di uno sviluppo equilibrato delle zone rurali soprattutto attraverso l’implementazione di infrastrutture (esempio la banda larga). In un’ottica di sviluppo del settore, la Copagri auspica la possibilità di dare continuità occupazione e di reddito alle imprese agricole.

“Il completamento e il rafforzamento delle filiere –ha puntualizzato- può rappresentare uno stimolo per la produzione, per il recupero di valore aggiunto e quindi occupazione. La filiera dell’ortofrutta necessita di tale intervento. Al comparto olivicolo e alla zootecnia deve essere rivolta particolare rilevanza negli obiettivi programmatici del nuovo Psr. La competitività, la sicurezza agro-alimentare, la sostenibilità ambientale e la promozione commerciale, nonché la tracciabilità e la qualità dei prodotti, sono fattori determinanti che potranno portare ad un vero e concreto sviluppo del settore. Questi elementi –ha concluso- accompagnati da una giusta distribuzione del reddito e della premialità per chi lavora, possono concorre al mantenimento dell’ambiente e favorire l’occupazione. E’, quindi, condizione essenziale che si proceda ad accogliere le richieste del mondo rurale per una snellezza e semplificazione delle procedure”.

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