CITTA’ DI CASTELLO, INCONTRO SUL TABACCO, CECCHINI: “AL LAVORO PER LA NUOVA PROGRAMMAZIONE”

IMAG0321(umbriajournal.com) CITTA’ DI CASTELLO – Tutt’altro che un’occasione “rituale o celebrativa”, al contrario un incontro per una “lettura critica” di quanto (ed è un bilancio positivo) è stato fatto nel settore, e un “confronto serio” (al quale altri, sia per il tabacco che per gli altri comparti agricoli seguiranno, nella fase di elaborazione del  nuovo Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020) per mettere a punto orientamenti e scelte prossime venture, in un necessario “gioco di squadra” che deve veder impegnate le istituzioni (anche con l’importante contributo dei parlamentari umbri), associazioni del mondo agricolo e, soprattutto, le imprese.

Ha definito così, nelle sue conclusioni, l’assessore all’agricoltura della Regione Umbria Fernanda Cecchini l’incontro pubblico, dedicato al tabacco ed alla sua filiera, che, promosso dalla stessa Regione, si è tenuto ieri sera Città di Castello nel bel palazzo sede dell’“Accademia degli Illuminati”. Un incontro che, organizzato a marcare la piena ripresa dell’attività dopo la pausa estiva, è servito sia a presentare in Umbria lo studio di “Nomisma” (a cura del direttore dell’Area Agricoltura e Industria della società di ricerca Denis Pantini) sulla “Filiera del tabacco in Italia” (con pagine di rilievo anche sull’Umbria), sia a fare il punto su quanto è stato fatto in questo settennio dalla Regione, per il sostegno di un settore importante dell’economia regionale: “Siamo stati capaci – ha sintetizzato l’assessore Cecchini, di fronte ad una vasta platea di addetti ai lavori, associazioni professionali, imprese, e i parlamentari umbri Catia Polidori, Walter Verini e Giampiero Giulietti – di utilizzare tutte le risorse disponibili per una strategia, che vuole mantenere la competitività dei territori del tabacco, riconvertendo, ammodernando e continuando a procedere con il passo veloce, che ci pone ai primi posti in Italia per l’attuazione delle misure. E se questo è avvenuto – ha aggiunto l’assessore Cecchini -, ciò testimonia non soltanto della nostra capacità di gestire normative, strumenti e risorse, ma della presenza, in Umbria, di settori produttivi e imprese, che credono con entusiasmo in quello che fanno”.

Ristrutturazione e riconversione delle aziende tabacchicole, sviluppo di azioni per l’“attrattività dei territori”, per migliorare la competitività all’insegna dell’innovazione, nel quadro della sostenibilità ambientale, del miglioramento della qualità della vita, della diversificazione economica e della valorizzazione dei territori: questa, in sostanza, la strategia delineata per il settore tabacchicolo, in una continuità con quella fin qui perseguita, che ha comunque bisogno della “continuità del sostegno dell’Europa”. Il perseguimento di una efficace “strategia-tabacco” a livello regionale richiede infatti – ha sottolineato l’assessore Cecchini – “una continuità importante nella dotazione di risorse per l’Umbria” (che si avvalgono sia di misure esclusivamente rivolte alla strategia-tabacco, sia di misure del “Psr” per investimenti sull’Asse 1, misure a carattere ambientale sull’Asse 2 e misure per l’attrattività del territorio e diversificazione sull’Asse 3).

“La coltura del tabacco ha fatto la storia della nostra zona – ha detto il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta -, è nel suo ‘Dna’. Per questo – ha aggiunto – difendere il tabacco significa difendere il nostro territorio”.

Per la parlamentare umbra Catia Polidori, abolire il tabacco equivarrebbe all’“assassinio legalizzato” di un settore economico di grande importanza. “Compito del legislatore – ha spiegato – è invece quello di fornire ai consumatori informazioni corrette sui rischi per la salute, e assicurare le condizioni per un prodotto di qualità”. “La nostra battaglia per difendere due produzioni storiche per la regione, gli acciai speciali e il tabacco – ha affermato l’on. Walter Verini – non è di retroguardia, ma guarda al futuro: si tratta di due produzioni, che sono state e possono essere ancora poli di eccellenza e architravi per lo sviluppo”. L’on. Giampiero Giulietti ha sottolineato la necessità di un “raccordo istituzionale, per fare – ha detto -, attraverso l’innovazione e la ricerca, un prodotto migliore, che per qualità e quantità eserciti un ruolo di trazione dell’economia”.

Il rapporto di “Nomisma” mette l’accetto sul fenomeno di “sensibile e progressiva riduzione della tabacchicoltura in Italia”, aggravata dalla crisi economica. Per quanto riguarda le superfici investite, in Umbria (dati 2011) si sono contratte del 5,4 per cento sul 2010, interrompendo in “trend” positivo dei due anni precedenti. Il 2011 – rileva “Nomisma” è trascorso in un contesto economico di grave crisi per le regioni tabacchicole, che, oltre agli effetti della crisi, hanno risentito del mancato sostegno dovuto alla riforma dell’Organizzazione Comune di Mercato, con l’introduzione del cosiddetto “sostegno disaccoppiato”.

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