CASTIGLIONE DEL LAGO, CONFCOMMERCIO, TASSE STANNO UCCIDENDO IMPRESE

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(umbriajournal.com) CASTIGLIONE DEL LAGO – Altro che atmosfera di festa pre-natalizia! A Castiglione del Lago – denuncia la Confcommercio locale – si respira un’aria tesa e pesante, perché pesante è la situazione delle imprese e delle famiglie, oppresse da un carico fiscale che sta annullando ogni possibilità di rilancio dei consumi proprio nel periodo dell’anno più importante per i bilanci delle attività commerciali e per soddisfare le esigenze di acquisto dei cittadini.

Poca gente in giro e imprenditori che registrano un crollo dei fatturati: tutti presupposti per un malessere diffuso che rischia di sfociare anche in manifestazioni incontrollate. “L’arrivo della Tares – sottolinea il presidente di Confcommercio Trasimeno Mariano Pallini – anche se in assoluto nel nostro Comune le aliquote applicate non sono tra le più alte, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, perché si è aggiunta all’Imu, che per gli immobili commerciali è a livello quasi massimo (10,2 per mille) e a tutti gli altri adempimenti fiscali.

Le imprese, di tutti i settori, sono stremate: facciamo appello alle istituzioni, e a questo appello siamo certi si uniscono anche le altre associazioni, perché si rendano conto che questa situazione non può durare, perché capiscano che le imprese sono spremute al punto che molte stanno chiudendo. Da un nostro calcolo, risulta che ogni famiglia di Castiglione si trova a pagare a dicembre, per tasse e tariffe, un importo superiore all’anno precedente. Rimane ben poco, o addirittura niente, per fare regali di Natale, per ridare slancio ai consumi.

Ma questo significa far chiudere le imprese, impoverire il territorio, far perdere posti di lavoro, uccidere la gallina per prendere l’uovo. Ci rendiamo conto che la problematica dell’oppressione fiscale e della attivazione di politiche serie e concrete di rilancio dell’economia ha livelli di responsabilità nazionali ed internazionali, ma anche gli enti locali sono chiamati a fare la loro parte, a raccogliere il grido di allarme che viene da tutte le attività economiche e a mettere in atto da un lato tutte le possibili azioni di spending review, oggi non più rinviabili, dall’altro politiche coraggiose, controcorrente, che considerino le imprese come una risorsa per far crescere l’economia locale, per attivare progetti di sviluppo, non come un limone da spremere. L’accumulo di scadenze e di pagamenti che si sta verificando è una scelta scellerata, che ha ridotto le imprese alla esasperazione. E l’esasperazione può portare conseguenze che nessuno vuole”.

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