CASARTIGIANI UMBRIA CHIEDE ALLE BANCHE POLITICHE CREDITIZIE PER PMI

Casartigiani Umbria chiede alle banche politiche creditizie per pmi
Casartigiani Umbria chiede alle banche politiche creditizie per pmi

(umbriajournal.com) by Avi News PERUGIA – “I consistenti cali dei prestiti bancari in Umbria, per le imprese del 5 per cento e per gli artigiani del 6 per cento, superando ampiamente la media nazionale, evidenziano come nel nostro territorio vi sia una reale presenza di ‘credit crunch’, certamente non tollerabile, seppure in presenza di una situazione di crisi che ha incrementato la sofferenza e la minor richiesta”. È questo il grido di allarme e preoccupazione che Casartigiani Umbria, attraverso la voce dei presidenti di Perugia, Ivo Scacciatelli, e di Terni, Ivano Emili, lancia al mondo della politica.

“È verosimile – dicono Scacciatelli ed Emili – che stiamo assistendo passivamente a una miope strategia del mondo bancario volta a una radicale chiusura del credito a prescindere, preferendo destinare risorse verso impieghi più remunerativi seppure più speculativi. Le grandi concentrazioni bancarie, come le semplici banche di credito cooperativo, sono in questo momento di difficoltà delle imprese fortemente orientate al drastico contenimento dei prestiti, producendo un danno irreparabile alla già debole economia locale”.

Casartigiani Umbria ritiene, dunque, necessaria una politica europea capace di spingere e orientare gli stati membri a un grande sforzo per sostenere lo sviluppo anche e soprattutto attraverso politiche creditizie maggiormente volte a sostenere imprese e famiglie. “Al mondo bancario non chiediamo di regalare i soldi – aggiungono Scacciateli ed Emili – , ma di assumere un attegiamento di analisi e controllo più rispettoso della realtà delle nostre imprese. Il reting aziendale non può essere solo una sommatoria di dati economici o calcoli accademici di bilancio. Deve essere fatto uno sforzo ulteriore per capire l’impresa attraverso una diversa e più dettagliata conoscenza che i semplici dati economici e patrimoniali non sempre descrivono compiutamente”.

“Chiediamo al mondo bancario – spiegano Scacciatelli ed Emili – se il sistema valutativo attraverso l’odioso reting fosse stato utilizzato molti anni addietro, le imprese che sono eccellenze nel mondo avrebbero avuto il credito sufficiente per raggiungere i livelli standard di oggi? Pensiamo di no. Riteniamo che il sistema bancario va in crisi quando il management si avventura in speculazioni finanziarie quantomeno inopportune e che non sono certo le sofferenze del credito alle piccole e medie imprese che producono i deficit di bilancio”. Ivo Scacciatelli e Ivano Emili ritengono, quindi, che gli sforzi che si stanno producendo per uscire dalla crisi non possano non tenere conto del ruolo fondamentale della finanza. “La ‘finanziarizzazione speculativa dell’economia’ è ripresa più di prima – concludono i due presidenti – mentre il credito delle banche verso l’economia vera dei servizi e del manifatturiero se lo può aggiudicare solo un’élite. Ci ribelliamo a questo stato di cose e invitiamo la politica a farsi carico del problema, invertendo una tendenza che sta lentamente consumando una cultura economica, fatta di tante piccole imprese vittime di un sistema non più sostenibile. Vogliamo sensibilizzare la politica, impegnata nelle tornate elettorali europee e amministrative, a non sottovalutare e a non emarginare le problematiche del credito per il sistema delle pmi. Senza credito, non c’è impresa, sviluppo e occupazione”.

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