UMBRIA TPL E MOBILITA’ GRAVE INCERTEZZA

Umbria-mobilità-6-1024x691(UJ.com3.0) PERUGIA – Le Segreterie Regionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Faisa-Cisal e Orsa, registrano il permanere di una situazione di grave incertezza rispetto alla situazione economico-finanziaria di Umbria Tpl e Mobilità Spa. Infatti, tale situazione ha determinato il ritardo nel pagamento delle retribuzioni, previsto (si spera) per la prossima settimana, con conseguenti evidenti difficoltà per il personale, e sta determinando il permanere di una situazione di grave ritardo nel pagamento delle forniture di beni e servizio, con conseguenti ricadute negative sia rispetto alla erogazione degli stessi, sia rispetto alla situazione reddituale dei dipendenti impiegati dalle ditte fornitrici, tra le quali spicca la posizione di SAVIT, azienda che effettua i servizi manutentivi dei mezzi, controllata dalla stessa Umbria Tpl e Mobilità.

Per quanto riguarda le prospettive, le Organizzazioni Sindacali giudicano favorevolmente lo sblocco dei crediti romani, con tutte le opportune cautele circa la tenuta dell’accordo sottoscritto con Roma Tpl, nonché l’anticipazione dei corrispettivi che la Regione Umbria ha deliberato per un massimo di 20 milioni di euro, e che l’azienda intende utilizzare, almeno per ora, per un massimo di 13 milioni di euro; tale anticipazione sconta, però, la criticità che le somme erogate in anticipo verranno scontate dai corrispettivi che l’azienda dovrà percepire entro la fine dell’anno corrente. Le Organizzazioni Sindacali giudicano negativamente la circostanza per cui tutti gli enti concedenti (provincie e comuni), che sono anche Enti Proprietari, non hanno onorato gli impegni finanziari, da tempo scaduti,  per servizi ricevuti  da Umbria Mobilità, aggravandone la già difficile situazione economico-finanziaria.

In questa situazione in cui i dipendenti sono “anestetizzati” dall’incertezza sul pagamento delle loro retribuzioni, il CDA, su mandato dei Soci, sta procedendo con la predisposizione del bando ad evidenza pubblica per l’individuazione di un partner industriale.

Rispetto a questa ipotesi, le Organizzazioni Sindacali ribadiscono le loro perplessità in quanto non la si ritiene ne una soluzione al problema ne, tantomeno, una scelta strategica. Peraltro, questa ipotesi appare in netta contraddizione con la scelta politica che ha condotto alla costituzione dell’azienda unica regionale. Infatti, le Organizzazioni Sindacali ritengono che le istituzioni, anziché ritenere indiscutibile e intangibile il piano di ristrutturazione degli advisors, dovrebbero valutare anche soluzioni alternative quali, per esempio, il ricorso alla Cassa Depositi e Prestiti; è paradossale che le istituzioni pubbliche umbre si debbano privare di un’azienda “strategica” in un settore fondamentale quale è il TPL, quando nella CDP giacciono imponenti risorse economiche, alimentate continuamente anche dai dividendi generati dalle aziende partecipate, ENI in testa. Tale ipotesi trova fondamento nel fatto che gli stessi advisors giudicano UTM un’azienda che può, dopo l’operazione di risanamento, tornare a generare utili. Inoltre, dal punto di vista strategico, cedere quote dell’azienda ora che si trova in regime di proroga dei servizi, anziché in regime di concessione derivante da gara, significa abbassarne il valore. In ogni caso, l’eventuale cessione delle quote non può prescindere da un confronto con le Organizzazioni Sindacali e dalla fornitura delle opportune garanzie in termini di: integrità dell’azienda (no allo scorporo di attività e/o delle diverse modalità di trasporto gestite, nonché allo spacchettamento dei dipendenti); –       salvaguardia dell’occupazione (si al blocco del turnover, no alla possibile uscita “forzosa” di personale dall’azienda); –          salvaguardia dei livelli retributivi e degli accordi integrativi esistenti; –  salvaguardia dei livelli di servizio garantiti all’utenza; -mantenimento di una significativa e duratura partecipazione pubblica nell’azionariato.

Inoltre, l’ipotesi che da giugno possano essere attuati dei tagli ai servizi, con conseguenti ricadute negative sia per i dipendenti, sia per gli utenti, non può che essere attuata previo confronto con le parti sociali interessate. Per quanto sopra, le Organizzazioni Sindacali proseguiranno la vertenza aziendale con le seguenti modalità:  l’effettuazione di un presidio lunedì 20 maggio 2013 alle ore 16 a Perugia presso la sede di Umbria TPL e Mobilità. Altre manifestazioni verranno effettuate in concomitanza dei Consigli Provinciali e Comunali di Perugia e Terni.

l’effettuazione di una richiesta di convocazione urgente agli Enti proprietari ed al CDA dell’azienda per valutare l’ineludibilità della cessione di quote e determinare, eventualmente, le opportune clausole di garanzia;

l’attivazione di un tavolo di confronto sul riassetto dei servizi;

il coinvolgimento di tutte le forze politiche presenti nelle istituzioni coinvolte nella vicenda, per risolvere, in tempi brevi e definitivamente, il problema di Umbria Tpl e Mobilità Spa;

il coinvolgimento di tutte le categorie dei consumatori e degli utenti stessi in una “battaglia” comune per garantire il diritto alla mobilità anche dei ceti più bisognosi, e per conseguire la omogeneizzazione delle tariffe su base territoriale, anche tramite il superamento delle logiche di “campanile” esistenti.

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