UMBRIA, LUDOPATIA, GIRO AFFARI SUPERA I 500 MILIONI DI EURO

Ludopatia

ludopatia(umbriajourna.com) PERUGIA – La Commissione d’inchiesta su criminalità organizzata e tossicodipendenze del Consiglio regionale si è riunita questa mattina a Palazzo Cesaroni per l’audizione con gli operatori delle Asl, la Guardia di finanza e Agenzia dei Monopoli sul problema della ludopatia, il gioco d’azzardo patologico. Dall’incontro è emerso che il giro d’affari complessivo del settore, in Umbria, supererebbe i 500 milioni di euro, con circa 5500 apparecchiature elettroniche da gioco installate nei locali pubblici. I dipartimenti sanitari che si occupano di dipendenze hanno registrato negli ultimi anni un incremento notevole dei giocatori compulsivi che si sono rivolti alle strutture, in molti casi in conseguenza a situazioni di dissesto economico delle famiglie legato al gioco.

Il presidente della Commissione, Paolo Brutti, ha aperto i lavori sottolineando che “questa nuova dipendenza si sta diffondendo anche in Umbria e, da diversi studi, risulta alla base di comportamenti compulsivi e problematici a livello sociale ed economico. È necessario porre molta attenzione sui collegamenti tra il gioco patologico, l’usura e le eventuali attività criminali che puntano a sfruttarlo per operazioni di riciclaggio. Ci sono due proposte di legge regionale (a firma Dottorini e Monacelli – http://goo.gl/yXtDqR [1]), la cui discussione è stata unificata, sulle quali stiamo valutando quali sono gli ambiti in cui la Regione può intervenire. I mezzi di contrasto alla diffusione della ludopatia – ha detto Brutti al termine dei lavori – risultano evidentemente inadeguati: quelli dei dipartimenti sanitari, che dispongono di un numero esiguo di operatori, e quelli dei Monopoli, che non possono intervenire in modo efficace per l’elevato numero di sale gioco ed esercizi presenti”.

GLI INTERVENTI.

CLAUDIA COVINO (Dipartimento dipendenze Asl 1): “La ludopatia rientra tra le dipendenze non legate all’uso di sostanze. Il gioco d’azzardo è una nuova dipendenza per la quale abbiamo ricevuto molte richieste di aiuto. I servizi di sostegno per il gioco d azzardo non sono diffusi su tutto il territorio e quindi riceviamo richieste da varie zone. Anche i privati ora iniziano ad occuparsi del recupero dei soggetti affetti da ludopatia. Al momento c’è l’indicazione di seguire questo filone sociale ma senza alcuno stanziamento aggiuntivo, ed abbiamo già un organico troppo ridotto. Dobbiamo dunque privilegiare le richieste provenienti dalla regione a danno di quelle che arrivano da fuori”.

CINZIA BORGONOVO (Dipartimento dipendenze Asl 1): “Abbiamo iniziato nel 2004 a pensare di iniziare a seguire questo problema. Allora seguimmo un corso di formazione sul problema del gioco d azzardo, organizzato da ‘Arci ora d’aria’. Il progetto si chiamava ‘m’azzardo’, durò due anni e prevedeva il corso, e l’istituzione di un numero verde dedicato. La Regione allora non puntò molto su questo tipo di problema. I medici di base sono delle sentinelle sociali che ci inviano segnalazioni su casi di ludopatia. Negli ultimi 2 anni c’è stato un grosso aumento di richieste di aiuto e consulenze. Il carico medio è di 40 persone (per ogni referente) e ne arrivano di continuo. L’attenzione dei media al gioco e alle ipotetiche vincite crea un meccanismo che avvicina una massa di persone al rischio gioco compulsivo. Sono molto spesso i familiari a chiedere il nostro intervento. Il giocatore molto difficilmente viene da noi consapevole del problema e, anzi, lo nega fino all’ultimo. Nei piccoli paesi il medico di base ha un contatto più diretto e spesso ci aiuta ad entrare in contatto con i giocatori a rischio”.

ANTONELLA LUCANTONI (Asl 1): “Seguiamo da anni questo problema. Nel 2012 e 2013 i numeri sono triplicati, con tantissime situazione di difficoltà che riguardano sia disoccupati che sperano nella vincita, sia professionisti che hanno un buon reddito. Sono molto aumentate le donne che fanno richiesta di aiuto e che ora si espongono chiedendo interventi. Quando è l’uomo a giocare la famiglia si divide, perché le mogli tentano di salvare i figli prima che crolli tutto. Quando invece è la donna che gioca, il marito può diventare anche violento ma è più restio ad avviare la separazione. Ai giocatori vengono concessi prestiti altissimi da banche, finanziarie e usurai, pur in assenza di garanzia. Abbiamo avuto testimonianze di offerte di offerte di prestiti da parte di gestori di bar e sale gioco. Ci sono persone che commettono reati per poter giocare, sottraendo soldi alle imprese o ai datori di lavoro, sperando poi di saldare il debito con le vincite. La situazione si sta aggravando, ci sono anche ragazzini che vanno a giocare nei bar invece di andare a scuola, spendendo anche i soldi destinati alla merenda. Anche i ‘gratta e vinci’ sono moto attrattivi per i giovani, così come alcuni meccanismi ora introdotti dal Lotto, con le ‘quasi vincite’ che incentivano ulteriormente il gioco innescando meccanismi molto negativi. Le richieste di intervento quotidiane e continue. C’è maggiore attenzione al problema ma anche una enorme crescita dell’offerta di giochi, ovunque: bar, tabacchi, supermarket. La dipendenza nasce a persone che inizialmente vincono e che quindi sono invogliate. I guadagni iniziali invogliano il giocatore a continuare, agevolando la nascita della dipendenza. Paradossalmente la vincita iniziale rende più facile la nascita della ludopatia”.

MARA GILIONI (Usl Umbria 2 – Terni): “Il ricorso ai servizi sociali è aumentato anche in relazione all’affissione obbligatoria dei cartelli che li segnalano nei luoghi di gioco. Sarebbe un efficiente dissuasore indicare le reali probabilità di vincita dei vari giochi, che renderebbe i clienti più consapevoli delle possibilità di vincere. Dal 2011 ci occupiamo in modo strutturato del gioco patologico passando dai 12 utenti iniziali ai 40 di quest’anno. L’età media è tra i 46 e i 49 anni e vengono indirizzati da noi da familiari e conoscenti. Si tratta soprattutto di occupati e pensionati. In genere la dipendenza è da slot machine e in parte da ‘gratta e vinci’. Il trattamento terapeutico viene chiesto in presenza di forte indebitamento e di rischio usura. Due nostri utenti sono stati anche vittime di comportamenti criminosi connessi al gioco. La facilità di ottenere prestiti e l’uso della carta di credito aiutano ad entrare nel gioco compulsivo. Sono nate società che rilevano i debiti e fanno intermediazione finanziaria con tassi di interesse molto alti. La ludopatia non viene vissuta come fenomeno illegale o come situazione di vero disagio, almeno finché non esplode. Tra i pazienti c’è una forte prevalenza di donne”.

LUCIANO BONDI (Asl 1): “L’aumento esponenziale di richieste di intervento è legato al decreto Balduzzi, che ha inserito questa dipendenza tra quelle di cui ufficialmente noi dobbiamo occuparci. Da parte degli esercizi in cui c’è attività di gioco si sta registrando una grande richiesta di materiale informativo sui rischi del gioco compulsivo. Solo a Perugia sono arrivate quasi 250 richieste in questo senso. Questa è poi soltanto l’offerta legale di gioco a cui dobbiamo rispondere con forze molto esigue, a fronte di forti messaggi pubblicitari e mediatici che invece inducono le persone a giocare”.

SONIA BISCONTINI (Usl 2 – Foligno): “Ci troviamo ad affrontare moltissime dipendenze da sostanze legali o senza alcuna sostanza. La ludopatia è una di queste e instaura una forma di dipendenza molto forte da parte del giocatore, che non riesce a sottrarsi ai meccanismi del gioco. Spesso i i giocatori dimostrano profili ‘gravi’: consumo di alcol, a volte cocaina, sbalzi di umore. L’approccio è dunque molto complesso e spesso richiede l’intervento dello psichiatra. La formazione sul gioco d azzardo è stata avviata 12 anni fa, ma questi parametri oggi sono del tutto superati. Allora ci venne spiegato che tutte le macchinette dei bar erano truccate, ora immagino che la situazione sia cambiata. Va tenuta in considerazione l’enorme questione dei giochi online, con persone che guadagnano facendo da intermediari per le puntate. Anche i giochi di ruolo possono causare dipendenza: noi abbiamo avuto una paziente che ha giocato 10 giorni di seguito ed è stata sottoposta a trattamento sanitario obbligatorio. Nel 2012 c’è stata una forte crescita del fenomeno. La presa in carico degli utenti viene fatta con almeno un familiare, altrimenti è molto difficile intervenire. All’inizio del 2013 abbiamo coinvolto i medici di base sulla ludopatia e questo ha fatto crescere le segnalazioni. Ci siamo attivati con progetti di cura molto articolati che richiedono l’intervento di molti operatori. I pazienti arrivano con problemi finanziari enormi legati a debiti ed anche usura:un ambito di intervento su cui noi non possiamo intervenire. Gli utenti tendono a rivolgersi a servizi di altri territori perché nella propria città sarebbero riconosciuti; noi abbiamo sempre puntato molto sull’anonimato”.

DONATO LECCI (agenzia locale Monopoli di stato): “In Italia esiste il monopolio statale sui giochi, riconosciuto anche dalla Corte europea, che mira a salvaguardare l’ordine pubblico e contrastare il gioco illegale. Il gioco legale è dettagliatamente regolamentato, anche quello online, per il quale è prevista una auto-limitazione preventiva degli importi che possono uscire dal suo conto. Questo crea un limite alle perdite di gioco. Le macchine da gioco come i videopoker esistevano già nel 2003, poi sono stai sostituiti da altri apparecchi con caratteristiche differenti, che garantiscono un controllo migliore e minori possibilità di interventi illeciti. È previsto un nuovo decreto che imponga dei ‘lettori di schede’ da applicare alle macchine da gioco, con possibilità di verifica dell’età del giocatore e dell’erogazione delle vincite. Fino al 2002 le macchine da gioco non erano regolamentate e alimentavano già un cospicuo giro di affari. Nel 2011 la commissione nazionale antimafia stimava che nel 2006 la raccolta delle apparecchiature da gioco in Italia ammontava a 43 miliardi di euro, mentre la raccolta ufficiale ferma a 15 miliardi. Nel 2012 la raccolta lecita è stimata in 50 miliardi di euro. In Umbria sono state installate 5463 macchinette da gioco. Le Vlt (video lottery terminal, che possono essere collocate solo in apposite sale da gioco e non dentro normali esercizi commerciali) installate sono 92, 60 a Perugia e 32 a Terni. Il 74 per cento della raccolta va in premi, il 12 per cento in tassazione e il restante va a esercenti, proprietari e concessionari. Il gioco online viene monitorato in continuazione. Va specificato che ci sono anche giocatori non compulsivi che decidono consapevolmente di destinare parte del proprio reddito e del proprio tempo al gioco. L’agenzia si occupa non di incrementare gli introiti dei Monopoli, ma di combattere ed eliminare le illegalità. Il gioco ai minori è un illecito molto grave che viene punito con sanzioni pesanti. Il decreto Balduzzi ha vietato l’accesso e la presenza di minori nelle sale scommesse, vlt e in altri luoghi dove sono presenti apparecchi per il gioco elettronico. Il giro d’affari del settore giochi e scommesse in Umbria è in linea con la media nazionale. Il gioco illegale si concentra soprattutto sulle scommesse, dove tutti i flussi di denaro e le puntate sono registrati. I giocatori possono essere spinti al gioco illegale e a quello online perché consentono di mantenere l’anonimato”.

LEANDRA DIARENA (Libera): “Stiamo facendo un progetto sulla ludopatia mirato agli studenti. L’abitudine al gioco nasce già a scuola e quindi va limitato. I ragazzi a scuola raccontano anche i problemi delle famiglie con il gioco. Ci sono molti meccanismi illegali che vengono attivati per evitare i controlli riconoscendo poi vincite più alte per fidelizzare i clienti. Quasi tutte le scuole di Perugia sono coinvolte nel programma, ma anche Gubbio, Foligno e Spoleto si stanno attivando. Vorremo predisporre un manifesto sui motivi per non giocare e preparare uno spot tv per le televisioni locali e uno spot radiofonico per le radio locali. Abbiamo iniziato un monitoraggio sui bar ‘no slot’ per fare una cartina, città per città, degli esercizi commerciali ‘no slot’. Rileviamo un eccessivo spazio dei media alle vincite, come pure troppe pubblicità di vincite sulle vetrine e posta pubblicitaria, cartacea e email, per il gioco d’azzardo”.

VINCENZO TUZI (colonnello Guardia di finanza Comando provinciale di Perugia): “Abbiamo riscontato situazioni limite di giocatori che abusano delle proprie capacità economiche. Le forze di polizia, insieme ai Monopoli, svolgono attività di contrasto delle attività illegali di gioco. In Umbria e a Perugia non esistono situazioni di allarme e non risulta un interessamento della criminalità organizzata per il gioco illegale. Nel 2013 abbiamo svolto 88 controlli riscontrando solo 6 irregolarità. Ministero dell’interno e polizia, nell’ambito del comitato per l’ordine e la sicurezza, curano i controlli contro le attività illegali. Gli illeciti più diffusi, a parte le violazioni formali e amministrative, riguardano le macchine, con apparecchi che non rispettano i requisiti di legge, con limitazioni del numero delle vincite o riduzione della tassazione spettante allo Stato. Le ipotesi di utilizzo delle apparecchiature elettriche da gioco per il riciclaggio di denaro sporco è un pericolo che però si presta meno di altre pratiche più remunerative. Contro la ludopatia serve una azione sinergica tra tutti gli appartanti dello Stato, sia per la repressione degli illeciti che per l’attività di cura svolta dalle Asl”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*