Ti chiamano per un sondaggio, ti danno una vacanza premio e invece ti vendono

Accade anche in Umbria, l’ultima manifestazione commerciale è stata domenica 18 febbraio all’hotel della Torre di Trevi

Ti chiamano per un sondaggio, ti danno una vacanza premio e invece ti vendono

Ti chiamano per un sondaggio, ti danno una vacanza premio e invece ti vendono

di Stella Carnevali
Ti chiamano per un sondaggio, ti danno una vacanza premio, invece ti vendono uno stock di pentole a 12mila euro a rate. Accade anche in Umbria, l’ultima manifestazione commerciale è stata domenica 18 febbraio all’hotel della Torre di Trevi.

Ma già erano state battute a tappeto le regioni di Veneto, Toscana e Sardegna. Come riportano i quotidiani locali a seguito di denunce e diritto di recesso esercitato nei 15 giorni successivi al contratto fin dal 2015. Chiamano per un sondaggio al cellulare privato (chissà come avranno avuto il numero). Una gentile signora chiede di fare tre domande tre, generiche, sulla pubblicità. Al termine conclude che tra quelli che hanno risposto con tanta gentilezza, saranno estratti vacanze premio per 4/6 persone in tutte le località, anche estere.

Sembra che in realtà proprio tutti quelli che hanno risposto alla prima chiamata abbiano vinto la vacanza premio.

E si ritrovano a fare la fila nella hall dell’albergo, i cui titolari dichiarano d’aver semplicemente affittato una sala e nulla hanno a che fare con l’iniziativa. Infatti fanno dirigere i fortunati vincitori della vacanza verso una signora seduta ad un tavolino che funge da reception.

A quella signora bisogna consegnare il messaggio che ha raggiunto il cellulare del vincitore e che recita:

Buongiorno signor***, di seguito le indico l’indirizzo presso il quale ritirare l’omaggio: Domenica 18 febbraio 2018 (dopodomani) tra le ore 11.30 e le ore 13: Hotel Della Torre, via della Torre,1 06039 Trevi (PG).

Indicazioni: località Matigge presso centro commerciale Piazza Umbra.

Il nominativo da dare al responsabile quando arriverete è Garda Tiziana.

Si raccomanda, dopo aver ritirato l’omaggio a Voi riservato (ricordo che l’omaggio non è vincolato a nessun tipo di acquisto) di fermarvi una mezz’ora per la visione della vetrina espositiva. Grazie e buona giornata” ricevuto dal numero 327 156 98 52.

Dopo aver dato le referenze si viene fatti sedere in attesa di essere chiamati dopo circa 10-20 minuti, ma non viene consegnato nessun omaggio.

Puntuali chiamano per nome di battesimo e introducono, in genere sono famiglie con figli anche piccoli, “i vincitori in una sala immensa” con decibel assordanti sommati ad una voce microfonata che incita agli applausi.

In fondo ai tavolini rotondi affollati di persone, di intravedono sopra quello che deve essere un tavolo per congressi, una infinità quantità di pentole, materassi terapeutici, poltrone massaggianti e, a lato, un altro lungo tavolo imbandito di oggetti tecnologici di tutti i tipi.

Non si tratta più di “visitare una vetrina” ma di assistere ad una vera e propria promozione commerciale. Durante la quale si viene assediati da una fino a tre persone che, a turno, prendono la parola, cambiando il discorso precedente. Insomma difficile capire.

Adesso ti consegnano il premio/vacanza, ma non ti permettono di leggerlo.  Cominciano a fare discorsi con cifre su un blocco intestato a Vitasana, scrivono cifre del tipo 12mila, poi le cancellano.

Ti portano a vedere come funzionano le pentole con il sistema a induzione. Soltanto quando è tardi scopri che le pentole senza quelle piastre non funzionano. Invece insistono nel dire che il sistema ad induzione da sostituire ai tuoi vecchi fornelli a gas, te lo regalano perché tutto quello che è esposto sul tavolo tecnologico, è omaggio di sponsor che sostiene la ditta delle pentole.

Qui arriva un altro, che chiede la professione, che lui ripete al microfono incitando all’applauso i presenti perché, guarda caso, quella professione gode di ulteriori privilegi.

E tira fuori i bollettini postali che spediranno al compratore in bianco in modo che sia lui a decidere se vuole pagare 49 euro al mese o quanto vuole.

Alla domanda se si avvalgono di una finanziaria, rispondono di no. Hanno sì una finanziaria di riferimento, ma solo per verificare se il compratore è un buon pagatore o è iscritto nella blacklist.

Ormai intontiti firmano tutto anche il foglio che chiamano Bolla d’accompagnamento. Ma non era stata sostituita dal documento di trasporto in duplice copia, di cui una al compratore prima della consegna della merce. Niente di tutto questo. Le rate sono 48 da 130 euro l’una.

La consegna? Subito Voi dove abitate? A 40 chilometri? Arriviamo insieme a voi. Intanto s’è fatta l’ora del pranzo, ma loro non sentono noie. Vengono all’indirizzo scaricano una decina di scatoloni, appena li depositano a terra, dentro casa, iniziano ad aprile le scatole, nel notebook omaggio si affrettano a scrivere il nome del padrone di casa.

Ai mille interrogativi rispondono che devono essere sicuri che tutta la merce consegnata, funzioni.

Chiedono della cucina, accendono una piastra a induzione e dimostrano come cuoce in 8 minuti un risotto mantecato con una delle magiche pentole.

Si passa alle firme. Ed è qui che si scopre d’aver acquistato roba per 12mila euro che una finanziaria concede per 58 mesi a 193 euro mensili. E con insistenza chiedono di firmare un altro foglio nel quale il compratore si impegna a corrispondere la cifra chiedendola alla propria banca, risparmiando così sulla finanziaria.

E’ domenica, diluvia, i bambini hanno fame, la casa è invasa da tutto. Le scatole però le portano via come se facessero un favore.

Con un panino di fortuna si resta più storditi che mai in mezzo al caos.

Al risveglio tutti all’associazione consumatori per chi si è sentito asfaltato per esercitare il diritto di recesso (15 giorni per la merce venduta in sede non commerciale).

E la vacanza premio? Sono solo pernottamenti, non è vero che c’è la prima colazione, bisogna iscriversi a Internet, non vale per i mesi di luglio e agosto. Bisogna versare una certa somma anticipata, nel caso in cui si facciano danni. Tutti sono obbligati a consumare il vitto nell’albergo scelto. E per ogni cosa normale in più c’è un’eccedenza da pagare non quantificata.

Questa dea bendata!

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