Terremoto in Valnerina, torna la paura, ma per gli esperti era prevedibile

Trema la terra, magnitudo 3,4, due scosse di terremoto epicentro a Costacciaro
Padre Martino Siciliani

Terremoto in Valnerina, torna la paura, ma per gli esperti era prevedibile

Due scosse e un boato ma per fortuna niente feriti e danni ad abitazioni o monumenti. Alle ore 8,03 di ieri mattina si è verificata una scossa sismica nella zona di Norcia, Cascia e Preci di magnitudo 2,6. A 2 chilometri ad Ovest da Norcia. L’evento si è ripetuto intorno alle ore 10 con una magnitudo di 3.3 (inizialmente era stata classificata come 3,6) e poi un’altra scossa di 2 e una di 3 nella tarda serata.

Si è avvertito un boato distintamente così come riferito dal personale dei vigili del fuoco in servizio presso il distaccamento Valnerina. La squadra dei vigili del fuoco è uscita per un sopralluogo sul territorio. Alle sala operativa non sono arrivate richieste di intervento.

“Ogni volta che c’è una scossa di terremoto la paura risale dallo stomaco, ma al tempo stesso nella cittadinanza e anche nei turisti è subentrata la consapevolezza che la città è in sicurezza”. Lo ha detto il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, commentando le due scosse. “La più forte è stata avvertita soprattutto da chi si trovava dentro i container che con il tremare della terra provocano dei rumori”, ha raccontato Alemanno. Aggiungendo che non si sono registrati danni e che con il terremoto “dobbiamo conviverci in queste zone”. “Da noi – ha detto il sindaco – non è un’eccezione, è importante che non succeda nulla a cose e persone”. “La messa in sicurezza, gli edifici recuperati e le casette Sae garantiscono la staticità delle strutture e sono di grande aiuto per affrontare questi eventi”, ha concluso.

L’ingegnere Massimo Mariani, uno dei massimi esperti del settore (fa parte del Consiglio nazionale degli ingegneri ed è delegato alla sismica), spiega che le scosse di ieri fanno parte del terremoto del 2016 e che stanno scemando.

Anche Padre Martino Siciliani, responsabile del “Bina“, e spiega che “è’ normale che ciò avvenga. Si tratta di una evoluzione che riguarda le scosse che colpirono l’Umbria cinque anni fa. Insomma più è forte il terremoto, più si allunga il periodo sismico. L’accelerometro, che è un ulteriore strumento per sondare il sisma, ha comunque rilevato parametri insignificanti, che non destano preoccupazione. Quello che notiamo è che l’attività è in quiescenza: gli eventi più consistenti sono sempre più rari e distanziati uno dall’altro”.

 
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