Tentò di bruciare la ex, chiesti 16 anni per aggressore, in aula a dicembre

 
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Tentò di bruciare la ex, chiesti 16 anni per aggressore, in aula a dicembre

Il pubblico ministero Michela Petrini ha chiesto 16 anni per Haran Varoshi per il tentato omicidio premeditato della ex fidanzata e dell’incendio dell’abitazione di lei. Il fatto avvenne il 30 gennaio 2017 a Nocera Umbra.

La procura di Spoleto non ha mai avuto dubbi neanche sulla premeditazione e ieri, nelle oltre due ore di requisitoria, il pubblico ministero ha ricostruito l’accaduto, ricordando che Varoshi staccò anche la corrente prima di entrare nell’appartamento, in modo da disattivare la videosorveglianza.

L’uomo sarebbe entrato in casa come una furia, impugnando una tanica di benzina e urlando «ti ammazzo». E, dopo aver cosparso di liquido infiammabile almeno tre stanze, ne avrebbe gettato altro addosso alla donna, come hanno rilevato le consulenze tecniche disposte dalla procura.

La donna, nell’esplosione e nel rogo, ha riportato ustioni di secondo e terzo grado sul 20 per cento del corpo, anche lui restò ferito. Ad innescare l’esplosione e il successivo rogo – secondo la ricostruzione del pm -,  sarebbe stata una «scintilla generata dal telefono cellulare della vittima, colpito e piegato dall’imputato».

La donna, assistita dall’avvocato Tiziana Fusaro, si è costituita parte civile e ha raccontato anche al collegio (presidente Luciano Padula, a latere Sdogati e Cercola) le sequenze terribili di quegli istanti di violenza.

L’uomo è tuttora  ai domiciliari e difeso dall’avvocato Massimo Zaganelli. In aula per l’arringa e le eventuali repliche si tornerà a dicembre.

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