Sanità, difensore Susanna Esposito: «La prof rea soltanto di di avere fatto il suo dovere»

Sanità, difensore Susanna Esposito: «La prof rea soltanto di di avere fatto il suo dovere»

Sanità, difensore Susanna Esposito: «La prof rea soltanto di di avere fatto il suo dovere»

“In qualità di difensore della Prof.ssa Susanna Esposito nella fase cautelare, durante la quale abbiamo chiesto in via d’urgenza l’annullamento delle sanzioni disciplinari, e preso atto degli sconcertanti esiti sia dei provvedimenti penali emessi dalla Magistratura che anche delle intercettazioni ambientali, confermiamo quanto scritto nel ricorso d’urgenza: siamo in presenza di una vera e propria volontà ritorsiva posta in atto dai vertici dell’Azienda Ospedaliera di Perugia nei confronti della Prof.ssa Esposito. È stato dunque integralmente confermato il quadro fattuale che era stato già prospettato. Alla luce delle schiaccianti risultanze istruttorie, presenteremo nei prossimi giorni il ricorso di merito avanti il Giudice del Lavoro per far valere la natura ritorsiva delle sanzioni intimate alla Prof.ssa Esposito. Inoltre, lo scorso 15 aprile abbiamo chiesto formalmente, in via di autotutela e preso atto della situazione conclamata, che l’Azienda Ospedaliera di Perugia revochi la sanzione della sospensione disciplinare prima della naturale scadenza prevista per il prossimo 10 maggio. Confidiamo che i nuovi vertici appena nominati vogliano porre fine alle gravi e ingiuste vessazioni inflitte alla dott.ssa Esposito, rea soltanto di avere fatto il suo dovere e di avere denunziato comportamenti illegittimi.

Dal punto di vista di una sanzione ritorsiva questo è veramente un caso di scuola. È rarissimo vedere così clamorosamente documentato un intento ritorsivo e punitivo come in questa occasione.

Espressioni come pezzo di m della Esposito…” ovvero, “non ha capito che gli fo male, … gli ho promesso:… fai attenzione che io ti faccio male”, ovvero “ma non possiamo dargli una bastonata di quelle forti che si fa male? … cominciamo a contestare … a contestare l’assenza dal servizio” che le registrazioni acquisite hanno dimostrato essere state pronunciate in veri e propri conciliaboli dei vertici aziendali ormai decapitati, non possono più ripetersi nell’ambito di Aziende pubbliche chiamate a curare i pazienti (qui addirittura bambini) nel rispetto dei lavoratori e dei più basilari principi di trasparenza, efficienza e imparzialità della pubblica amministrazione.”

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