PERUGIA, STUDENTE SPACCIA DAVANTI SCUOLA E MINACCIA COETANEO, ARRESTATO

Spaccio giovani
Spaccio a scuola
Spaccio a scuola

(umbriajournal.com) PERUGIA – Si intensificano i servizi preventivi/repressivi dei Carabinieri di Perugia nei pressi degli istituti scolastici del territorio, in corrispondenza dell’orario di ingresso e di uscita degli studenti, per contrastare eventuali iniziative criminali che possano avere vittime minori, quali per esempio fenomeni di spaccio di sostanze stupefacenti e di bullismo.

Brillanti i risultati conseguiti che se da un lato esaltano l’attività dell’Arma da sempre impegnata nella lotta alla droga e a qualsivoglia fattispecie delittuosa, dall’altro testimoniano che non bisogna mai abbassare la guardia per arginare il problema droga in città, non solo negli ambienti e nei quartieri cittadini più sensibili e maggiormente esposti, ma anche nei pressi delle scuole dove i nostri ragazzi, specie se minori, sono ipoteticamente più a rischio essendo soggetti più vulnerabili.

I militari della Stazione di Perugia, nelle ultime ore, al termine di prolungato servizio di osservazione, controllo e pedinamento attivato a seguito della denuncia di un 17enne studente del capoluogo che, stanco delle angherie del suo aguzzino ha trovato il coraggio di dire “basta” confidandosi dapprima con la famiglia e poi raccontando tutto ai carabinieri, hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un 18enne, toscano di nascita, residente a Perugia, anch’egli studente, con una fedina penale pulita (almeno fino ad allora), responsabile di estorsione e detenzione, ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Infatti, il 18enne è stato sorpreso e bloccato nella periferia perugina mentre si faceva consegnare dalla vittima, dopo averla nel tempo ripetutamente minacciata tanto da indurla in uno stato di terrore continuo, la somma di 900,00 euro, quale corrispettivo dovuto per il pagamento di hashish e marijuana acquistata nel mese di settembre 2013.

A seguito della conseguente perquisizione personale, veicolare e domiciliare eseguita a carico del 18enne,sono stati inoltre rinvenuti 10 grammi di marijuana, 10 grammi di hashish, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento dello stupefacente, nonché il telefono cellulare che, sotto minaccia, nei giorni precedenti, si era fatto consegnare dalla vittima come pegno del pagamento. All’esito delle prime indagini condotte per delineare i contorni della vicenda, i militari hanno appurato che nel mese di settembre, in concomitanza con l’apertura delle scuole, amici comuni, ignari di come poi si sarebbero sviluppati gli eventi, presentano la vittima al suo quasi coetaneo aguzzino al termine delle lezioni.

Dopo le prime uscite, lo studente 17enne inizia a fare uso di marijuana che acquista dal giovane spacciatore che, per invogliarlo al consumo, gli dice di stare tranquillo perché tanto non c’è fretta per pagare, anzi gli dice di provare anche dell’hashish. Il consumo aumenta e parallelamente cresce il credito vantato dallo spacciatore che, all’improvviso, gli chiede di pagare subito, con la minaccia di rivelare alla famiglia il suo uso di droga. La vittima cerca di temporeggiare, non ha soldi, tenta di rinviare il pagamento nella speranza di trovare una soluzione che purtroppo non arriva.

La richiesta di denaro da parte dello spacciatore è sempre più stringente al punto tale che lo studente 17enne, sotto minaccia, gli cede il suo telefono cellulare come pegno del pagamento. Lo spacciatore non si accontenta però, vuole di più, addirittura nel conteggio del suo credito riserva una quota anche per gli interessi che nel tempo sono maturati, giungendo alla determinazione che il 17enne studente deve dargli 900/00, a fronte dei 200/00 euro del debito reale, per sistemare le cose.

Tutto diventa terribilmente complicato, ingestibile e solo allora la vittima si fa coraggio e decide di confessare dapprima alla famiglia e poi, con il supporto dei genitori, anche ai carabinieri quello che gli stava succedendo. Iniziano le investigazioni dei militari che, ponendo la parola fine alla dolorosa vicenda, si mettono alle calcagna dello spacciatore e lo arrestano cogliendolo sul fatto proprio nel mentre riscuote il denaro dalla vittima. Assolte le formalità di rito, l’arrestato è stato tradotto presso il carcere di Capanne, per essere ivi tenuto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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