PERUGIA, ARRESTATA MARIA RITA LORENZETTI

Maria Rita Lorenzetti

lorenzetti (umbriajournal.com) PERUGIA – La notizia è “piombata” nelle redazioni come un bomba: Maria Rita Lorenzetti, attuale presidente di Italferr ed ex presidente dell’Umbria, è stata arrestata questa mattina nell’ambito di una indagine della Procura della Repubblica di Firenze e relativa ai lavori dei Treni ad alta velocità in Toscana. L’indagine aveva portato ad indagare 31 persone, compresa l’ex presidente della regione Umbria e a gennaio i carabinieri del Ros avevano eseguito perquisizioni in tutta Italia.

L’ordinanza prevede, da quanto si sa, gli arresti domiciliari. L’ex presidente della Regione Umbria aveva gia’ ricevuto un avviso di garanzia, nella sua veste di presidente dell’Italferr, con le ipotesi di corruzione, associazione a delinquere e abuso di ufficio. Maria Rita Lorenzetti ha, pero’ da sempre, sostenuto anche pubblicamente la correttezza del suo operato. Sgomento da parte dell’avvocato Luciano Ghirga, che conferma la notizia.

La misura degli arresti domiciliari nei confronti di Maria Rita Lorenzetti e’ stata disposta per il pericolo di reiterazione del reato. Lo precisa il suo legale. Secondo quanto riportato nell’ordinanza, di oltre 400 pagine, la sola incensuratezza non escluderebbe il pericolo di reiterazione del
reato. Il legale sottolinea inoltre come il materiale probatorio riportato nell’ordinanza, che e’ stata notificata alla sua assistita nell’abitazione di Foligno, e’ il medesimo dell’avviso di garanzia di gennaio. La misura degli arresti domiciliari e’ stata applicata a sei persone, tra cui Lorenzetti, mentre ad altre sei sono state applicate altre misure interdittive.

E’ di 450 pagine l’ordinanza applicativa di misure cautelari con cui il gip di Firenze, Angelo Antonio Pezzuti, ordina l’applicazione degli arresti domiciliari nei confronti della presidente di Italferr ed ex presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti e ad altre 5 persone. L’atto ricalca in gran parte il provvedimento di garanzia del gennaio scorso. A carico di tutti gli indagati, secondo il gip sussiste l’esigenza cautelare “apparendo grave ed attuale il pericolo che i medesimi, se non limitati nella loro liberta’, possano commettere altri delitti che violino la stessa disposizione di legge o che, pur essendo preveduti da disposizioni diverse, nondimeno, per la natura dei fatti che li costituiscano o dei motivi che li possano determinare, presentino caratteri fondamentali comuni”.

Nei confronti della Lorenzetti, in particolare, per i capi di imputazione che riguardano l’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e abuso di ufficio per l’appalto per il sotto attraversamento ferroviario di Firenze e per concorso in corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio riferito alla lettera firmata dall’architetto Giuseppe Mele, dirigente del ministero delle Infrastrutture, ma – secondo l’accusa – predisposta dall’ufficio legale dell’Italferr, in cui si attestava che i lavori dell’appalto erano iniziati entro i cinque anni dal rilascio dell’autorizzazione paesaggistica.

“L’appartenenza alla ‘squadra’ piu’ volte richiamata da Maria Rita Lorenzetti riporta ad un articolato sistema corruttivo per cui, ognuno nel ruolo al momento ricoperto, provvede all’occorrenza a fornire il proprio apporto per conseguimento del risultato di comune interesse, acquisendo meriti da far contare al momento opportuno per aspirare a piu’ prestigiosi incarichi”.

E’ questo uno dei passaggi con cui il gip di Firenze, Angelo Antonio Pezzuti, motiva la sussistenza di una associazione per delinquere nell’ordinanza con cui ha disposto gli arresti domiciliari per sei persone tra cui proprio l’ex governatrice dell’Umbria e presidente di italfer, Maria Rita Lorenzetti, nell’ambito dell’inchiesta sulla Tav a Firenze.

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