Muore con un ago nei polmoni, quattro medici e due infermieri dell’ospedale di Perugia

Errore in sala operatoria e rimane zoppa dopo l’intervento, condannati due medici

Muore con un ago nei polmoni, quattro medici e due infermieri dell’ospedale di Perugia

Un problema respiratorio e un intervento mai eseguito. Vincenzo Bosco si sarebbe dovuto sottoporre a un intervento chirurgico a Otorinolaringoiatria il 22 aprile ma l’anestesista si è accorto delle difficoltà respiratorie e l’operazione è stata sospesa.

Dopo gli esami diagnostici (Rx e Tac) l’incredibile scoperta: la presenza di un ago, apparentemente da insulina, in uno dei bronchi. Corpo estraneo, lungo un paio di centimetri, è stato rimosso prima che le condizioni di Bosco precipitassero.

Il paziente è stato perciò trasferito nel reparto di Rianimazione dove nei giorni seguenti ci sono state complicazioni, probabilmente riconducibili ad un’embolia polmonare. Poi il paziente avrebbe avuto un peggioramento. È morto martedì 26 aprile, senza essere operato. Ancora presto per individuare con certezza le cause del decesso.

Il ricovero di Vincenzo a Perugia avrebbe dovuto durare poche ore (un’operazione programmata in day surgery per la correzione delle vie aeree superiori), si è invece trasformato in tragedia.

Sul fatto è stato aperto un fascicolo dalla Procura di Perugia. Quattro medici e due infermieri dell’ospedale di Perugia sono indagati per la sua morte.

Resta il mistero di come l’ago in questione possa essere finito nel corpo della vittima. Sembra che in passato Vincenzo Bosco fosse già stato sottoposto ad un altro intervento chirurgico, sempre nel campo dell’otorinolaringoiatria.

Fonti mediche riferiscono di un’operazione effettuata, più di un anno fa, in quel caso all’ospedale di Foligno. Giovedì l’autopsia. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Maria Bruna Pesci, Giancarlo Viti, Melissa Cogliandro, Ilario Taddei e Riccardo Fasi.

Vincenzo Bosco non era umbro ma viveva da diversi anni a Nocera Umbra con la compagna Shana e la loro figlioletta Emily di 3 anni.

Fonte: Quotidiani locali dell’Umbria

2 Commenti

  1. Morire per un ago nei polmoni è una di quelle notizie tanto incredibili quanto sconvolgenti. Spero che le indagini mettano in chiara luce le responsabilità perchè un ago di due centimetri nei polmoni non ci va sicuramente per caso. Sono sempre più convinto che la sanità umbra abbia bisogno di un adeguato programma di riqualificazione che incida in modo significativo sulla qualità e sull’efficienza.

  2. Gli operatori della sanità, non solo in Umbria, per come si sono comportati, deontologicamente parlando, in questi ultimi due anni e passa, dovrebbero essere rispediti in aula. La maggior parte, altissima percentuale, ha palesemente traditoil giuramento di Ippocrate. Per cosa?? Ognuno può dare la risposta che più gli aggrada.

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