Le siringhe abbandonate nei parchi, e non solo, droga in crescita, denuncia di Social City

In un anno, a Perugia, raccolti 300 chili di siringhe usate

Le siringhe abbandonate nei parchi, e non solo, droga in crescita, denuncia di Social City

Le siringhe abbandonate nei parchi, e non solo, droga in crescita, denuncia di Social City

di Giampiero Tamburi (Perugia: Social City)
È di questi giorni la richiesta della commissione comunale alla Cultura, allo stesso Comune di Perugia, di un intervento sul problema concretizzando lo stesso attraverso una stipula con l’Agenzia raccolta rifiuti che la impegni ad apporre, nei medesimi parchi, cartelli con l’indicazione di un numero telefonico a cui rivolgersi perché intervengano per la rimozione delle medesime. Sicuramente il provvedimento non è sbagliato ma c’è da considerare che l’abbandono di questi rifiuti non è il reale problema ma solamente gli effetti di una causa che va oltre chi si droga, chi spaccia e chi si prostituisce, i quali effetti sono la responsabilità diretta della errata politica cittadina!

Se ci decidessimo di aprire gli occhi e vedere le cose veramente come stanno, togliendo un poco di crosta dalla superficie di quello che ci racconta la stampa e che i politici vorrebbero farci crederete, riguardo a questi tipi di problemi, potremmo essere in grado di scoprire la verità del perché siamo potuti arrivare a questo punto e le sue vere, recondite cause.

Ma questo, anche con tutte le buone intenzioni e la buona volontà da parte nostra, ci risulterebbe alquanto difficile arrivare a vederci del tutto chiaro in quanto i giochi non li gestiamo noi e (questo è chiaro da sempre a tutti) la politica ci spiega e ci racconta solo quello e come gli fa comodo dirci!
  • Nei fatti concreti che purtroppo riguardano la nostra città, possiamo solo stare dietro alla politica ed al come, secondo il proprio punto di vista vogliono portare avanti le soluzioni da adottare.

Ed i tempi non sono molto belli rispetto a chi gestisce queste questioni pubbliche e di come intenderebbero adottare (e di fatto li stanno già adottando) dei provvedimenti che, a nostro avviso, sono solamente blandi, dove non repressivi, i quali servono a ben poco per portare chi commette questi abusi a comprendere ciò che sta facendo e quindi non educandoli per un futuro migliore che “Perugia: Social City” vede sempre più problematico e socialmente pericoloso!

dal Corriere dell’Umbria – Perugia dal 2013 ad oggi ha visto crescere in modo esponenziale il fenomeno della droga. Difficile avere un dato certo su assuntori e consumi. Ma a fare un quadro sono stati gli operatori sul campo ascoltati in prima commissione consiliare. L’Unità di Strada, Il servizio che da oltre 20 anni si confronta con le tossicodipendenze, è passata da 218 contatti registrati nel 2013 a 2.347 nel 2019. Dieci volte tanto. nel 2016 sono stati raccolti 190 chili di siringhe, nel 2019 sono arrivati a 300 chili, dati che fanno pensare un utilizzo crescente di droghe da iniezione

Per quanto poi riguarda il problema delle “ malamovide” Palazzo dei Priori, come si apprende dai quotidiani, si sta “attrezzando” a tale scopo, chiudendo al traffico via Bartolo ed intensificare i controlli in vie come via Mattioli (zona Porta Sole), piazza Alfani, via Baldeschi, via Ulisse Rocchi, via della Nespola, via pozzo Campana, via Bartolo (zona Arco Etrusco). Tutto ciò senza domandarsi minimamente ciò che ci sta dietro ai ragazzi che hanno necessità di ubriacarsi fino a perdere la cognizione di loro stessi!

O coltivare solo il proprio orticello, dove i cittadini di Fontivegge scrivono alle autorità chiedendo il ripristino dell’ordinanza anti prostituzione per contrastare il degrado urbano, denunciando, tra l’altro, in modo politicamente “furbesco”, la presenza solo di prostitute di etnia Rom, come se solo loro si dedicassero alla professione più antica (dopo naturalmente quelle della politica) praticata al mondo.

  • Il tono della motivazione di tale richiesta, per la loro zona e solamente per essa, nella lettera alle autorità comunali? Eccola!

Come si diceva in precedenza, vedendo solo ad un palmo dal proprio naso, hanno scritto che: “…ha causato forti disagi ai residenti delle vie interessate, con specifico riferimento a via Canali e via Campo di Marte, nonostante le ripetute sollecitazioni e gli incontri avvenuti anche di recente con esponenti dell’amministrazione comunale, ad oggi la situazione della zona permane in una seria e preoccupante fase di stallo, negando di fatto ai residente la possibilità di fruire degli spazi del quartiere in condizioni di decoro e assoluta tranquillità e sicurezza…”.

E il resto di Perugia? Nell’oblio!

 
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