La Fontana Maggiore perde un doccio in bronzo, gelo o atto vandalico?

 
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La Fontana Maggiore perde un doccio in bronzo, gelo o atto vandalico?

La neve e il gelo dei giorni scorsi, molto probabilmente, ha fatto staccare il doccio dalla Fontana Maggione di Piazza IV Novembre. Il doccio è quell’elemento che permette all’acqua di scendere dalla vasca superiore a quella inferiore. E’ quello che si trova sotto la statua di san Benedetto che consegna al seguace Mauro la regola benedettina che due angeli gli stanno dettando. Quel bronzetto da qualche giorno non c’è più.

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Non si escludono atti vandalici. Proprio per questo sono stati subito disposti dal Comune controlli delle immagini di videosorveglianza della piazza. “Chi si troverà a passare a Perugia in Piazza IV Novembre potrà vedere la Fontana di Piazza priva di una delle bronzee protome di animali, probabili opera del fonditore Rubeus, attraverso le quali l’acqua scende dalla vasca superiore a quella inferiore” – dicono due cittadini Cesare Barbanera e Vanni Capoccia.

“Quello che è avvenuto – spiegano – pone il solito irrisolto problema: la Fontana di Piazza è del 1278. E’ di un valore culturale, storico e artistico tale che la si trova in ogni manuale sulla scultura del Due/Trecento ed è tra i pochi manufatti, certamente l’unico tra quelli del suo valore, rimasti con tutto quello che comporta all’aperto nel luogo per il quale era stato pensato. In poche parole la Fontana di fra’ Bevignate è una vegliarda ed ha bisogno di badanti che la proteggano dal tempo che passa, dalle intemperie, dai possibili danni che potrebbero arrecargli persone e anche dai droni, per quanto leggeri siano, che hanno consentito le volassero sopra. Chi sono i badanti? Sindaco e soprintendente. Sono loro che devono dire se sono in grado di assistere – con tutto quello che comporta – la “nostra Fontana”, in particolare i marmi dei Pisano e i bronzi di Rubeus. E’ il loro dovere. E a questo dovere dovrebbero sentire il dovere di richiamarli gli storici, dell’arte e non, delle nostre università e dell’Accademia, gli uomini e le donne di cultura, le associazioni che hanno nella loro finalità la protezione del Patrimonio Storico artistico, gli organi di stampa e i media, i cittadini tutti. E’ dall’impegno di tutte e tutti questi – concludono – che si capirà se la Fontana di Piazza potrà rimanere al suo posto a mostrare a chi passa la sua “gioconda vita”.

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