Incontro tra i rappresentanti dell’Associazione “Perugia non è la capitale della droga” e il sindaco Boccali

Wladimiro Boccali

Wladimiro-Boccali-600-px(umbriajournal.com) PERUGIA – Dopo l’assemblea cittadina “Perugia Muore” dello scorso due settembre, organizzata da noi e dal Comitato “Piazza Grimana e dintorni”, ci eravamo prefissati di riascoltare tutti gli interventi e di stilare una lista con dieci punti principali da presentare al
Primo Cittadino Wladimiro Boccali, durante l’incontro che si sarebbe svolto in seguito. Oggi, 13 settembre, siamo stati accolti
dal Sindaco, che si è reso disponibile ad avviare un sereno dibattito con noi amministratori di “Perugia non è la capitale della
droga”. A seguire, come avevamo già dichiarato in precedenza, Vi inviamo l’allegato con le proposte che abbiamo avanzato.
– 1 –
Controlli incrociati su affitti, permessi di soggiorno e contratti di lavoro.

Da più parti è emerso che i numerosi pusher che infestano Perugia sono – per la
maggior parte – extracomunitari, spesso clandestini, ma altrettanto spesso, “regolari” con
permesso di soggiorno, grazie a “datori di lavoro” compiacenti.
Tali soggetti, inoltre, grazie alla disponibilità di denaro contante in gran quantità, non
solo riescono ad ottenere un contratto di lavoro fasullo “a pagamento”, ma vengono
alloggiati “in nero”.
Per questo chiediamo alle forze di Polizia ed alle Amministrazioni competenti, ad
iniziare dalla Polizia Municipale, un immediato controllo “a tappeto” di tutti gli immobili,
soprattutto del Centro Storico, per sapere chi realmente vi alloggia.
Il controllo deve iniziare reperendo negli appositi Uffici Comunali tutte le pratiche di
almeno gli ultimi 10 anni che hanno cambiato destinazione d’uso a garage, fondi, soffitte,
etc. facendoli diventare abitabili (abbiamo notizia che tali pratiche non riguardino solo
il Centro Storico), iniziando proprio da quelli, per poi proseguire con tutti gli altri, in
quanto anche fondi che non hanno ottenuto l’abitabilità, vengono affittati come alloggi.
Ogni via del Centro Storico (ad iniziare da Corso Garibaldi, Via Pinturicchio, Porta
Pesa, Corso Bersaglieri e tutte le vie limitrofe a questi), e, di seguito, il resto della città,
deve essere “battuta” a tappeto dalla Polizia Municipale per individuare gli alloggi in
cui vivono i pusher.
Una volta individuati, colpire duramente con sanzioni e/o denunce penali
(favoreggiamento ovvero concorso nel reato) e/o provvedimenti di altro tipo
(sequestro/confisca) i proprietari degli alloggi ed i datori di lavoro compiacenti, con
segnalazioni alle competenti Autorità per gli opportuni provvedimenti.
Riteniamo che la strategia della “terra bruciata” sia uno dei mezzi più efficaci per
contrastare il fenomeno dello spaccio.
Non riusciamo a capire perché il modello che si sta tentando di applicare per la lotta
contro la prostituzione nelle strade, non possa essere utilizzato per la ben più importante
lotta allo spaccio.
È chiaro che questa azione non debba essere saltuaria ed “a campione”, ma costante e
ripetuta nel tempo e dovrà prevedere il coordinamento delle varie Forze di Polizia e delle
Autorità preposte (U.S.L., Ispettorato del Lavoro, ecc.).
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– 2 –
Rivedere orari Z.T.L e MiniMetro.

È emerso da più parti, dall’Assemblea di Piazza Grimana, che gli attuali orari di
apertura della Zona a Traffico Limitato non sono per niente sufficienti per un rilancio del
Centro Storico.
È opportuno e necessario, quindi, rivedere tali orari innanzitutto in modo più organico, in
modo che siano di più facile comprensione e memorizzazione: abbiamo notato autovetture
di turisti fermi davanti ai varchi ad esaminare il cartello e, poi, non riuscendo a Associazione
Perugia

comprendere gli orari a “macchia di leopardo”, chiedere lumi se fosse aperto o chiuso a
qualche passante.
Riteniamo che la Z.T.L. debba rimanere aperta, minimo fino alle 1:30, e l’estate fino alle
2:00.
Oppure, in alternativa si debba allungare l’orario di apertura del MiniMetro agli stessi
orari (1:30/2:00), con, magari, meno cabine dopo le 20:00, tranne in caso di eventi
particolari (es. Umbria Jazz, Eurochocolate). Lo stesso con gli altri mezzi pubblici (vedere
punto n. 4).
Chiediamo, inoltre, che non siano mai attivati i varchi in uscita, per rilevare
infrazioni alla Z.T.L.
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– 3 –
Ridurre prezzi biglietto dei mezzi pubblici.

I mezzi pubblici nella nostra città hanno dei prezzi improponibili e troppo alti.
Se si è scelto di ridurre progressivamente negli anni l’accesso al Centro Storico, per
non far morire lo stesso deve esserne facilitato in ogni modo l’accesso.
La Z.T.L., quindi, non è più compatibile con i costi così alti dei mezzi pubblici e dei
parcheggi che servono il Centro (vedere punto n. 5).
In questa maniera si disincentiva il cittadino a recarsi in Centro, a favore delle periferie
e dei Centri Commerciali, i quali hanno la possibilità di parcheggio ampia e gratuita.
Così la libera concorrenza tra gli esercenti non è più libera, in quanto tutti gli
esercizi del Centro Storico sono gravemente penalizzati dall’oggettiva difficoltà e
costo di essere raggiunti.
È necessario, quindi, ridurre i prezzi dei mezzi pubblici, in generale, e soprattutto la
sera dopo le 20:00.
Proponiamo che dopo le 20:00 e nei giorni festivi, tutti i mezzi che girano per Perugia
(non solo il MiniMetro) il biglietto notturno sia “simbolico” di € 0,50.
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– 4 –
Riorganizzazione dei mezzi pubblici verso il Centro Storico.

La riduzione dei prezzi di cui al punto precedente è solo una parte della
necessaria riorganizzazione della mobilità pubblica di Perugia.
Gli attuali mezzi pubblici (“bestioni” di 12 mt.) sono assolutamente inadeguati alla
morfologia della nostra Acropoli: vediamo giornalmente il deterioramento delle strade e
piazze del nostro Centro, provocato dal peso micidiale dei bus urbani (Piazza Cavallotti e
Via Pinturicchio su tutte); vediamo tali mezzi che tante volte si “incastrano” tra loro (Via
Pinturicchio, Via Fabbretti, le curve di Viale Indipendenza), provocando veri e propri
ingorghi; vediamo, in alcune fasce orarie, tali mezzi girare semivuoti.

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È necessario, quindi, rivedere i mezzi pubblici su gomma verso il Centro Storico
(all’interno della cinta medievale); predisporre mezzi più piccoli, tipo quelli che girano nel
Centro di Firenze, meglio se elettrici; predisporre punti di raccolta tra i “piccoli” ed i
“grandi” al di fuori della cinta medievale (Piazza Partigiani, Elce, etc.).
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– 5 –
Riduzione del costo dei parcheggi.

I parcheggi nella nostra città hanno dei prezzi improponibili e troppo alti.
L’opera di facilitare l’accesso del Centro Storico, oltre che per una riorganizzazione
della mobilità, come esposto nei punti precedenti, deve coinvolgere anche i parcheggi.
Non è, quindi, più compatibile la Z.T.L. con i costi così alti dei mezzi pubblici (vedere
punto n. 3) ed anche dei parcheggi che servono il Centro.
Né è accoglibile la tesi dell’Amministratore Delegato della S.I.P.A. (la cui vendita viene
duramente stigmatizzata dalla ns. Associazione), che vorrebbe giustificare l’attuale
altissimo prezzo dei parcheggi con la riduzione delle presenze: a parte il fatto che
riteniamo tale riduzione delle presenze essere diretta conseguenza dei prezzi alti, ma
non si ritiene giusto far pagare il “gap” a quei poveretti che sono costretti ad utilizzare i
parcheggi, nonostante i prezzi alti.
In altre città storiche e d’arte i prezzi dei parcheggi sono considerevolmente più bassi
che a Perugia
È, quindi, urgente e necessario la riduzione dei prezzi di TUTTI i parcheggi (anche del
Mercato Coperto) e delle striscie blu – in generale – e soprattutto la sera e nei giorni
festivi.
Riteniamo che la sera dalle 20:00 alle 2:00 il costo dei parcheggi debba essere
“simbolico” di € 2,00, qualsiasi sia il tempo trascorso nel parcheggio (all’interno della fascia
oraria), mentre le striscie blu debbano essere (come in gran parte sono) totalmente
gratuite.
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– 6 –
Maggiore controllo del territorio e degli esercizi commerciali.

È innegabile che, nella situazione corrente, occorre un maggiore controllo del
territorio, da parte della Polizia Municipale.
Innanzitutto delle aree verdi di Perugia (vedere punto n. 9), ma anche di tutto il
territorio.
Anche se nel Regolamento della Polizia Municipale cittadina, v’è – tra le altre cose – il
mantenimento dell’Ordine Pubblico, siamo ben consapevoli che alla Polizia Municipale,
manca la necessaria specializzazione ed addestramento, ma siamo altrettanto
consapevoli che la presenza costante sul territorio (non solo Piazza Matteotti ed il Corso)
di divise, ancorché della Polizia Municipale, possa far sentire i cittadini più tutelati.

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Pretendere, inoltre, che le Forze di Polizia statali presidino costantemente le zone
calde (Piazza Grimana e Corso Garibaldi, Porta Pesa e Corso Bersaglieri, Corso Cavour e
Borgo XX Giugno, Via dei Priori e S. Francesco al Prato, etc.) e non solo per immagine,
come hanno fatto in imminenza dell’Assemblea cittadina, e poi sono sparite.

In questa ottica del controllo del territorio, rientra anche il controllo sull’anomala
proliferazione di rosticcerie che vendono Kebab.
In città esistono solo due o tre posti dove si può mangiare la tradizionale torta al testo,
ma sono decine i “Kebab”, ne stanno aprendo di nuovi, ed i clienti di tali rosticcerie sono in
gran parte pusher.
Abbiamo avuto notizia che in alcuni casi questi locali sono delle vere e proprie “basi” da
cui sono partiti anche raid punitivi.
Attivarsi per un più pressante, periodico e ripetuto controllo sul rilascio delle licenze,
sugli affitti, sulla “condotta” generale di tali “Kebab” (ad altri esercizi sono state elevate
multe salate e periodi di chiusura “solo” per la musica alta), ma soprattutto, tramite le
Autorità competenti (U.S.L.) sull’igiene di tali locali.
Non è possibile che in una città d’arte come Perugia vi sia un Kebab ad ogni
angolo, ma pochissimi negozi che vendono prodotti alimentari tipici.
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– 7 –
Mercati alimentari ed eventi culturali nel Centro Storico.

Per un rilancio dell’Acropoli cittadina, riteniamo che l’organizzazione di mercati
“popolari” sia d’importanza strategica.
Non solo, quindi, i “soliti” mercatini “di nicchia” (antiquari, prodotti tipici, biologico,
artigianato, etc.) per tasche ben fornite, ma veri e propri mercati alimentari, come in gran
parte delle città italiane ed europee.
Attualmente mercati di questo tipo sono solo decentralizzati (es. Parcheggio Bove, Pian
di Massiano, nelle Frazioni): creare dei mercati di quartiere, esclusivamente alimentari
(ortofrutta, carne, pesce, latticini, panetteria e pasticceria etc.), senza abbigliamento ed
altri generi, in cui i cittadini possono comprare a prezzi concorrenziali prodotti freschi di
giornata.
Mercati alimentari, quindi, in Centro (Es. Piazza Grimana o Piazza Cavallotti/Morlacchi,
S. Ercolano, Via Cartolari/Viola), dalle 8:00 alle 13:00 in giorni prefissati, in modo che,
anche chi non abita in Centro, sia incentivato a recarvisi per la qualità e la convenienza di
quanto venduto.
In questa maniera si potrebbe favorire la cd. “filiera corta” e/o i prodotti “a km zero”.

Perugia è una città di grande tradizione culturale ed è anche la “Città del Jazz”, grazie
alla magnifica manifestazione Umbria Jazz che da 40 anni, ogni luglio, rende Perugia
magnifica.
Ci domandiamo: è mai possibile che questa splendida manifestazione debba essere
una “monade” isolata per tutto il resto dell’anno? È mai possibile che non si riesca a
trovare il modo di “capitalizzare” UJ, cercando di spalmarne i benefici effetti per tutto
l’anno, tra una manifestazione e l’altra?

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È mai possibile che Perugia sia la “Città del Jazz”, ma, dopo 40 anni, non ha ancora
una “Casa del Jazz”? Un luogo, nel Centro Storico, in cui trovi posto un museo di UJ
(dopo tanti anni, penso che il materiale non manchi), uno spazio multimediale, un piccolo
auditorium per “piccoli” concerti di artisti emergenti, una scuola di Jazz, la sede dello
storico JazzClub…insomma, un luogo di ritrovo in cui, per tutto l’anno, i perugini e,
soprattutto, i turisti possano respirare l’atmosfera di UJ.
Lo stesso discorso vale per eventi culturali di tutte le specie: promuoverli, favorirli e,
soprattutto, mettere a disposizione le strutture del Centro Storico, i cinema chiusi (anche
quelli piccoli come S. Cecilia o S. Girolamo): ogni settimana deve essere organizzato
un evento culturale, spalmato in tutti i luoghi, anche i più nascosti, del Centro Storico.

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– 8 –
Maggiore cura degli arredi urbani e cartellonistica.

Una città dignitosa, pulita, ordinata e tenuta bene è diritto di ogni cittadino, ma
ancor più nella situazione attuale l’arredamento urbano dovrebbe essere curato ed a
posto.
Anche a livello meramente psicologico è più facile delinquere in un ambiente trascurato
e lasciato a sé stesso, piuttosto che in una città pulita ed ordinata.
Si comincia dalle strade cittadine, piene di buche, alcune riasfaltate più e più volte
(male, perché si rovinano dopo poco tempo) tanto che alcuni marciapiedi sono allo stesso
livello della carreggiata stradale, incentivando il “parcheggio selvaggio” e non offrendo
protezione alcuna ai pedoni; alle facciate di tanti edifici storici del Centro, scrostati, con i
calcinacci che minacciano di cadere da un momento all’altro; al groviglio di fili (elettricità,
telefonia, etc.) che si intersecano sulle facciate ed attraversano i nostri vicoli, a volte
(come in Corso Garibaldi) mezzi staccati e penzolanti; alle cassette dei contatori, messe
lì come capita, mezze aperte che spesso vengono utilizzate come deposito per la droga;
alla crescita incontrollata di alberi che da anni non vengono potati, come nel campo da
basket di Piazza Grimana; ad alcune zone del Centro Storico in cui appendono ancora
fuori i panni ad asciugare, con i turisti che camminano in mezzo a calzini e mutande
gocciolanti, quando in alcune città del Sud (es. Taranto) è severamente proibito farlo; alle
erbacce che infestano le ns. strade, le facciate di tanti palazzi antichi e, soprattutto, le
mura Etrusche e Medievali; a tante grondaie bucate o proprio assenti, che, nei giorni di
pioggia, rovesciano sulla strada e sui malcapitati passanti veri e propri torrenti di acqua
(es. Via Pinturicchio).
È necessario, quindi, un urgente controllo “a tappeto” dell’Acropoli ed interventi
solleciti, anche normativi (Ordinanze), mirati a ripristinare gli arredi urbani, per far
ritornare Perugia quel bel salotto che era.

Parte integrante e sostanziale degli arredi urbani è la cartellonistica.
Nel corso degli anni sono stati apposti cartelli su cartelli, sia commerciali, che turistici,
che stradali, lasciando molte volte i vecchi, al punto che in tante zone della città
(emblematica è Piazza Grimana) vi sono delle incomprensibili, quanto inutili accozzaglie.

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Passeggiando per il Centro, soprattutto in estate, ognuno di noi è stato fermato
innumerevoli volte da turisti che cercano indicazioni su monumenti che non è facile
raggiungere: non è per niente facile spiegare ad un turista che proviene da S. Pietro come
può raggiungere l’affresco di Raffaello a S. Severo…
È necessario implementare e razionalizzare la cartellonistica, soprattutto quella
turistica: creare dei veri e propri percorsi turistici, corredati di cartelli messi in
modo che anche il turista più distratto non possa perdere la strada e sia portato
“per mano” a visitare tanti luoghi bellissimi della città, anche se non indicati e/o
consigliati dalle guide.
Luoghi bellissimi di Perugia (il Cassero di Porta S. Angelo, il Museo delle mura, il
Tempietto, Porta Sole, S. Francesco al Prato e la Torre degli Sciri, il Pozzo Etrusco etc.)
sono segnalati malissimo o per niente!!
“Sfruttare” i monumenti più noti (es. Fontana Maggiore, Arco Etrusco, S. Pietro, etc.)
che vengono indicati in tutte le guide e che ogni turista cerca, per far partire percorsi
turistici pedonali debitamente segnalati, indicando altri monumenti, parimenti importanti,
ma più difficilmente raggiungibili, se non si conosce la città.
Implementare anche il pulmann rosso per i turisti, magari prevedendone un secondo e,
nei periodi “di punta”, anche un terzo, in modo che i turisti non siano portati
semplicemente in giro per la città, senza poter scendere, se non alla fine del giro, ma
possano scendere alle varie fermate per visitare musei e monumenti e, con lo stesso
biglietto, risalire e continuare il giro, come in tutte le città d’Europa.

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– 9 –
Parchi cittadini.

Parimenti importanti sono i parchi cittadini (Cuparella, Verbanella, Pincetto, S. Anna, S.
Margherita, Frontone, etc.).
È necessario che tali parchi, quantomeno durante il giorno e nelle sere d’estate, siano
presidiati dalla Polizia Municipale, anche utilizzando gli ausiliari del traffico e/o volontari
all’uopo formati, affinché essi non siano il ritrovo di pusher, tossicodipendenti e balordi,
nonché luoghi di delinquenza, ma possano essere utilizzati dai bambini, dagli anziani,
dalle famiglie, come in tutta Europa.
Tali parchi devono essere anche sede di eventi (vedere punto n. 7).

In particolare nel Parco della Cupa (“Cuparella”) deve essere creato una struttura fissa
e permanente che sia bar/ristoro/ritrovo, per facilitarne l’utilizzo durante il periodo
autunnale ed invernale. Vanno completati i lavori di sistemazione della staccionata e
dell’illuminazione. Dare le chiavi del cancello anche a qualche residente e/o
organizzazione della zona.
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Biciclette elettriche e piste ciclabili.

L’iniziativa delle biciclette a pedalata assistita, appare condivisibile, in linea di principio,
ma va migliorata, implementata e, soprattutto, comunicata più efficacemente alla
cittadinanza.
Innanzitutto riteniamo che la stazione sotto il Centro Commerciale di Centova, sia
assolutamente inutile e vada rimossa, mentre è assolutamente necessario creare
stazioni nel Centro Storico (quantomeno Piazza Italia e Piazza Cavallotti/Morlacchi ovvero
Piazza Danti/Piccinino), per fare in modo, soprattutto l’estate, di dare un’ulteriore
possibilità ai turisti di raggiungere il Centro Storico con un mezzo ecologico.
Ottima idea potrebbe essere anche quella di creare stazioni, presso i principali Hotel,
lontani dall’Acropoli, chiedendo anche la collaborazione economica degli albergatori.
Sicuramente andrebbero create stazioni ad ogni fermata del MiniMetro e tutte le
stazioni andrebbero coperte (possibilmente con pannelli solari) per proteggere le biciclette
dalle intemperie.
Dove possibile, inoltre, per le strade cittadine andrebbero create delle corsie dedicate
alle biciclette.
Andrebbe, inoltre migliorata la comunicazione, sia tramite web generico, sia tramite
Facebook, creando una pagina apposita, con informazioni esaustive sul servizio, pagina
che andrebbe promozionata costantemente, anche con annunci a pagamento.

Quanto alle piste ciclabili, al di là di alcune decine di metri di piste, non organiche e
sparse sul territorio (Pian della Genna, S. Sabina, l’anello di Pian di Massiano), a Perugia
non esiste una pista ciclabile degna di questo nome, che possa costituire un percorso
compiuto di alcuni chilometri.
È necessario crearne una, utilizzando le zone pianeggianti di Pian di Massiano,
Centova, fino a Ponte della Pietra e ritorno.
Per eliminare gli attraversamenti delle strade (quello di Via Cortonese, nonostante il
semaforo a richiesta è pericolosissimo), si potrebbe utilizzare, in parte, la massicciata della
ferrovia.
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– 11 –
Programmi mirati per gli studenti delle scuole dell’obbligo sulla
tossicodipendenza e le sostanze stupefacenti.

Come è emerso dall’Assemblea, le sostanze stupefacenti, pur essendo illegali, vanno
intese come un prodotto: il prodotto più forte che esista, molto più dei più forti “brand” al
mondo (es. Coca Cola, Nike, etc.).
La droga dicono che a Perugia sia di ottima qualità, abbia prezzi abbordabili ed è
facilissimo reperirla: ci sono momenti della giornata in cui non è facile trovare, ad esempio,
del pane appena sfornato, ma è facilissimo trovare della droga, ad ogni angolo della città,
24h su 24.
Un tempo il tossicodipendente era quello che aveva problemi o il più debole o il più
ribelle, perché era “difficile” procurasela, per qualcuno era anche “eccitante”.

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quest’offerta selvaggia e massiccia, assumere droga è diventato per in nostri ragazzi
quasi “normale”, un prodotto che trovano dappertutto, che costa poco che in molti usano.
È molto più difficile ora che un giovane comprenda appieno il disvalore dell’assunzione
di sostanze stupefacenti, non riuscendo a capire, se è vietato, perché si può trovare lo
stesso droga ad ogni angolo di strada ad ogni ora del giorno e della notte.
È, quindi, necessario, organizzare, tramite esperti di comprovato valore, dei
percorsi informativi e di supporto, nelle scuole, in piccoli gruppi, non solo con
incontri e “chiacchiere”, ma anche organizzando eventi in cui i giovani non siano
solo degli spettatori, ma anche degli attori protagonisti, affinché essi capiscano che
anche se è dappertutto, anche se “tutti” si fanno, la droga è morte.

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