Fiorucci (PD): “Contro il femminicidio possiamo e dobbiamo fare di più”

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(umbriajournal.com) PERUGIA – Maria, Clara, Barbara, Marianna, Anna Maria, Giuseppina. Oggi Sandita. Tutte donne vittime di femminicidio, che fanno, anche in Umbria, un lungo, tragico, elenco. Adesso basta”. Così Stefania Fiorucci, portavoce delle Democratiche della provincia di Perugia, dopo l’assassinio, per mano del convivente, di una giovane donna a Foligno. “Possiamo e dobbiamo fare di più – sostiene Fiorucci -. Prima di tutto riconoscendo che non si tratta di un’emergenza ma di un fenomeno esteso e radicato, che ha a che fare con la coscienza civica del Paese, con un clima culturale complicato, che ha bisogno di essere letto e considerato come tale e che necessita di azioni all’altezza. Quindi smettendo di catalogare queste morti in modo indistinto nella cronaca nera, perché queste donne vengono uccise proprio perché donne, troppo spesso oggetto di discriminazioni, ingiurie, offese e violenze. La ratifica della convenzione di Istanbul rappresenta un primo passo, ma ora servono misure legislative e politiche concrete che recepiscano i contenuti della convenzione.

E’ indispensabile disporre di risorse adeguate per sostenere concretamente i centri antiviolenza e le forme di prevenzione, perché è inaccettabile che ancora troppe donne, forse per paura o forse per sfiducia, non denuncino le violenze subite o non vengano adeguatamente protette. Abbiamo, poi, bisogno di una diversa rappresentazione della donna e di formare, anche valorizzando il ruolo delle donne nella vita pubblica, una nuova coscienza civile che riconosca il valore della libertà e della dignità femminile”. “Come Democratiche continueremo a rimarcare il nostro impegno e a moltiplicare i nostro sforzi – concludono le donne Pd – perché l’Italia sia sempre di più un Paese per donne, perché un Paese che sta a guardare mentre le donne sono vittime silenziose di discriminazioni e violenze non è un Paese giusto”.

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