Lo scorso 27 marzo erano stati chiesti 100 anni di carcere per i cinque imputati
Nel processo per l’esplosione del laboratorio di lavorazione della cannabis light a Sette Strade in località Canne Greche, avvenuta il 7 maggio 2021, le parti civili hanno chiesto una sentenza severa e risarcimenti per oltre quattro milioni di euro. L’incidente ha causato la morte di Samuel Cuffaro, 19 anni, e Elisabetta D’Innocenti, 52 anni, oltre a tre feriti, di cui due in gravi condizioni.
L’udienza in Corte d’Appello a Perugia, presieduta dal giudice Carla Maria Giangamboni, ha visto l’intervento delle parti civili, che si sono associate alla richiesta della Procura: vent’anni di reclusione per ciascuno dei cinque imputati. Il pubblico ministero Gemma Miliani aveva formulato questa richiesta il 27 marzo.
Per la famiglia Cuffaro e per i familiari di D’Innocenti sono stati richiesti oltre un milione di euro ciascuno. Per Alessio Cacciapuoti, rimasto ustionato sul 75% del corpo, con amputazione di un arto e lesioni permanenti, sono stati richiesti due milioni, oltre a 200.000 euro ciascuno per i genitori Biagio e Patrizia Manuali.
Durante l’udienza è stato ricostruito lo stato dei luoghi prima dell’esplosione e il contesto lavorativo in cui si trovavano le vittime. Il giovane Samuel Cuffaro, dopo mesi di inattività, avrebbe dovuto riprendere il lavoro nei terreni di Ferratelle, ma quel giorno si trovava nel laboratorio esploso. Alessio Cacciapuoti, all’epoca 17enne, ha riportato ustioni gravissime, ha subito otto operazioni e lunghi mesi di coma farmacologico.
Le difese degli imputati interverranno il 10 aprile, mentre il 29 maggio sono previste le repliche e la decisione della Corte. Oltre alle condanne, il tribunale dovrà stabilire se riconoscere il risarcimento o rimandare la quantificazione in sede civile.

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