UDC TERNI: GRAVISSIMO L’ATTACCO AI LAVORATORI E AL SINDACO

uvs130605-003(umbriajournal.com) TERNI – Non siamo fra coloro che applaudono a piè sospinto quanto questa Giunta sta facendo. Tutt’altro. Siamo sempre più convinti che sia inadeguata rispetto alla situazione drammatica che sta vivendo la città. Ma fare un’opposizione seria, ferma e propositiva significa avere ben chiari i problemi che stanno minando il futuro della nostra comunità per difenderla con coerenza e determinazione. E’ per questo che su quanto accaduto stamane non ci iscriviamo al partito degli uni o degli altri che, a prescindere, difendono chi lancia sassi o bottigliette o i Dirigenti della Questura assenti che, dopo aver chiamato rinforzi antisommossa da Firenze, si sono ben guardati dall’assumersi la responsabilità di gestire in prima persona quella situazione, facendola scioccamente trascendere.

Siamo convinti che in questa Repubblica sia ancora un diritto manifestare pacificamente il proprio disagio e richiamare l’attenzione del Governo sul problema delle acciaierie, perché i mesi trascorrono inutilmente mentre la potenzialità del sito di Terni sta perdendo mercato e prospettive.
Se una critica va fatta è viceversa sull’arrendevolezza che c’è stata nei casi Università e Sanità, con i risultati che vediamo. Occorre quindi accanto ad un altissimo senso di responsabilità un’azione forte e decisa nel difendere Terni ed il suo futuro, coordinando sempre fra Questura e Palazzo Spada qualsiasi situazione che possa degenerare.

E’ per questo che chiunque ha dato ordine di caricare i lavoratori e manganellare il sindaco non ha dimostrato professionalità e deve risponderne, perché giudicare Di Girolamo un pericoloso rivoluzionario è una contraddizione in termini. Attendiamo quindi risposte serie dal Governo e non i soliti scaricabarile. Il Questore non può dire che non conoscesse il sindaco, né coloro che hanno dato ordine di caricare.
La situazione dell’AST è difficilissima e tutti sono chiamati a dare il proprio contributo con professionalità e sensibilità. Se fin d’ora ci si lascia prendere dalla leggerezza, cosa accadrà mai quando, Dio non voglia, saremo tutti costretti a manifestare in modo ancor più forte e deciso?

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