Carceri al collasso, denuncia del garante sul sovraffollamento

Materassi a terra nelle celle, cresce la tensione negli istituti

Il sistema penitenziario italiano attraversa una fase di forte criticità, segnata da sovraffollamento, carenza di personale e condizioni detentive che, secondo il garante dei detenuti, rischiano di compromettere il rispetto dei diritti fondamentali delle persone ristrette.

Al centro della denuncia, scrive il garante dei detenuti l’avvocato Giuseppe Caforio, vi è una circolare dell’Amministrazione penitenziaria che, secondo il garante, consentirebbe la collocazione di detenuti su materassi e brande sistemati a terra all’interno delle celle, con l’obiettivo di far fronte all’elevato numero di presenze negli istituti di pena.

Per il garante si tratta di una scelta che finisce per legittimare una situazione ritenuta incompatibile con gli standard previsti dalla normativa e dalla giurisprudenza, aggravando ulteriormente le condizioni di vivibilità degli spazi detentivi.

Nel richiamare la sentenza Torreggiani e gli orientamenti della Corte di cassazione in materia di spazio minimo da garantire ai detenuti, il garante evidenzia come la sistemazione di persone su giacigli collocati a terra possa determinare una saturazione completa delle celle, già interessate da un marcato sovraffollamento.

Secondo il garante, la decisione rappresenta un ulteriore segnale della grave situazione che interessa il sistema carcerario italiano e testimonia l’assenza di soluzioni strutturali capaci di affrontare il problema dell’eccessiva popolazione detenuta e della carenza di organico.

La situazione, viene inoltre evidenziato, starebbe alimentando un clima di forte tensione all’interno degli istituti penitenziari, coinvolgendo l’Amministrazione penitenziaria decentrata, il personale della Polizia penitenziaria e gli stessi detenuti.

Per il garante, l’adozione di misure emergenziali di questo tipo non può rappresentare una risposta stabile alle criticità del sistema e rende ancora più urgente l’individuazione di interventi in grado di garantire condizioni detentive conformi ai principi di legalità e di tutela della dignità della persona.

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