Baby prostitute, arrestata a Terni “Ape Regina”

Foto U24
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Nel corso delle prime ore della mattinata odierna in Terni i Carabinieri del Nucleo Investigativo, hanno dato esecuzione ad un’ulteriore misura cautelare in carcere emessa dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Perugia su richiesta del P.M. G. Petrazzini, nei confronti di M.A., romena 27 enne residente a Terni, ritenuta responsabile di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile di cui all’art. 600 bis del Codice Penale, nonché di sfruttamento della prostituzione in violazione della legge 20 febbraio 1958, nr. 75.

“Il brillante risultato conseguito” – come riferito dal Col. Felli, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Terni che ha coordinato l’operazione – “ha permesso di assicurare alla giustizia una donna senza scrupoli che non ha esitato ad indurre alla prostituzione anche ragazze minorenni, pur di ottenere elevati profitti economici”.   L’arresto della romena rappresenta l’ulteriore sviluppo dell’indagine culminata il 30 aprile u.s. con l’emissione di una misura cautelare nei confronti di 7 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di induzione e favoreggiamento della prostituzione in danno di alcune studentesse minorenni residenti nel capoluogo ternano.

Le indagini, particolarmente complesse, hanno permesso di acclarare che la donna, anch’essa dedita al meretricio, era stata colei che, previo pagamento di parte del compenso pattuito, aveva presentato le ragazze minorenni ai due soggetti di Spoleto – poi tratti in arresto lo scorso 30 aprile – inducendole ad avere rapporti sessuali a pagamento con loro. Nel corso delle indagini si è appurato inoltre che la giovane donna, molto avvenente ed esperta, aveva un giro di affari talmente vasto (che interessava anche Perugia Rieti e l’hinterland Romano) da non riuscire a soddisfare tutte le richieste da parte della clientela. Aveva quindi escogitato il sistema di proporre ai suoi clienti altre ragazze più giovani ed altrettanto attraenti.

Ovviamente per ogni nuova ragazza che veniva inserita nel suo “giro di clientela” percepiva una parte del compenso aumentando così esponenzialmente i suoi guadagni. In sostanza un po’ come un’Ape regina gestiva il suo alveare di ragazze maggiorenni e minorenni per le quali era divenuta il loro punto di riferimento; infatti in alcuni casi le accompagnava personalmente dai clienti, in altre circostanze le ospitava nella propria abitazione ove le stesse avevano la possibilità di ricevere i clenti, oppure costituiva il collegamento tra il cliente e le ragazze che gestiva. La donna dopo le formalità di rito, così come disposto dal GIP del Tribunale di Perugia (Dr. A. Claudiani), è stata associata presso la locale casa circondariale.

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