VITTORIA AGANOOR E GUIDO POMPILJ, IN MIGLIAIA AL TRASIMENO PER LE INIZIATIVE IN RICORDO DELLA POETESSA E DEL DEPUTATO

<p>post <b>M. Zingales</b> UJcom2.0 <a target="_blank" title="Scrivi a Morena Zingales" href="mailto:morenazingales@gmail.com"><b><span style="color: #c00000;">@</span></b></a> (UJ.com) Oltre 9mila presenze alle sedi espositive allestite per celebrare il centenario della morte della poetessa armena Vittoria Aganoor e del marito, il deputato Guido Pompilj. Le due figure, scomparse in maniera tragica cent'anni fa mentre erano all'apice della notorietà in campo letterario e politico, sono state al centro di un articolato cartellone di iniziative culturali promosse durante l'estate dal Comune di Magione assieme a diversi partner istituzionali: Soprintendenza ai beni archivistici dell'Umbria, Comune di Perugia, Comune di Castiglione del Lago ed Istituto per la storia dell'Umbria contemporanea. Le cinque sedi espositive sulla vita dei due coniugi – dislocate a Magione a Villa Aganoor di <b>Monte del Lago</b>, al Museo della Pesca di San Feliciano e alla biblioteca comunale; a Perugia alla biblioteca Augusta e a Castiglione del Lago a palazzo della Corgna – sono state tra le mete preferite di turisti ed appassionati di storia e letteratura. Notevoli anche i dati di vendita del catalogo della mostra documentaria “Un romantico e tragico amore di primo Novecento sul lago Trasimeno”, che racconta attraverso una serie di saggi storici e una ricca appendice di immagini dell'epoca la vita della coppia, fino al drammatico epilogo segnato dal suicidio di Guido poche ore dopo la morte di Vittoria.</p>
<p>Un bilancio quello relativo alle celebrazioni del centenario che gli organizzatori – in una conferenza stampa oggi a Palazzo Donini alla presenza di Massimo Alunni Proietti, sindaco di Magione; Mario Squadroni, Soprintendente ai beni archivistici dell'Umbria; Andrea Cernicchi, assessore alla cultura di Perugia; Giacomo Chiodini, assessore alla cultura di Magione e Ivana Bricca, assessore alla cultura di Castiglione del Lago –, hanno definito “oltremodo positivo, non solo per i dati di affluenza alle mostre, ma per l'operazione culturale di valorizzazione di due figure chiave della cultura e della politica a cavallo tra Ottocento e Novecento”. “L'attenzione e la partecipazione rispetto alle iniziative collegate al centenario – hanno spiegato – dimostrano quanto la vita e l'opera di Vittoria Aganoor e Guido Pompilj siano ancora oggi attuali, in particolare al Trasimeno. Il lago e le sue bellezze furono infatti al centro delle liriche della poetessa, ma anche dell'impegno politico del deputato originario di <b>Magione</b>, che si impegnò con determinazione per una bonifica del bacino lacustre che non ne compromettesse l’esistenza. La conclusione del centenario – hanno aggiunto – non significa la fine delle iniziative di valorizzazione delle due figure. Istituzioni ed associazioni culturali, a partire dai proprietari di Villa Aganoor, sono impegnate per continuare a valorizzare il borgo di Monte del Lago e le sue dimore storiche, anche attraverso l'istituzione di un parco letterario dedicato alla poetessa”. Altri impegni futuri riguarderanno inoltre la sistemazione della tomba di famiglia dei coniugi al cimitero monumentale di Perugia; mentre c'è la massima attenzione e soddisfazione per la volontà dei proprietari del Castello di Zocco di sistemare la storica rocca sulle rive del Trasimeno: un progetto preliminare steso dalla proprietà sarà presentato sabato 16 ottobre alle 17,30 alla Torre dei Lambardi di Magione.</p>
<p><b>Vittoria Aganoor Pompilj</b> (Padova, 26 maggio 1855 – Roma, 9 aprile 1910) è stata una poetessa italiana. Di nobile famiglia armena naturalizzata italiana, settima figlia del conte Edoardo Aganoor e di Giuseppina Pacini, a Padova trascorse l'infanzia, spostandosi presto a Venezia con la sua famiglia. Andrea Maffei e Antonio Fogazzaro, tra gli altri, frequentavano la sua casa. Ebbe Giacomo Zanella come maestro per circa quindici anni: egli fu anche testimone dei suoi primi passi di poeta. Nonostante il trasferimento della sua famiglia a Venezia, Vittoria continuò a tornare a Padova e a vivere per lunghi periodi nella casa dei nonni per studiare con Zanella. Nel 1876 il suo maestro le fece pubblicare un saggio poetico che conteneva anche alcune liriche della sorella Elena Aganoor. Nello stesso anno, la sua famiglia si trasferì a Napoli. La conoscenza di Enrico Nencioni la fece approdare alla lettura di autori stranieri e l'aiutò a mettere a fuoco le sue qualità. Era particolarmente legata al padre, la cui <b>morte</b> mentre Vittoria era ancora giovane le lasciò per sempre un vuoto incolmabile. Dopo questo lutto, Vittoria si trasferì nuovamente a Venezia, nel 1890 circa. Mantenne per lunghi anni rapporti epistolari con i padri mechitaristi dell'Isola di San Lazzaro (o Isola degli Armeni, a Venezia) con cui suo padre, profondamente religioso, aveva stretto relazioni di amicizia. A questo periodo risale gran parte del suo carteggio epistolare, che testimonia della sua vivace attività intellettuale, insieme alle liriche pubblicate su varie riviste letterarie. Fu suo amico anche il poeta Domenico Gnoli, con il quale scambiò una fitta corrispondenza fin dal 1898, quando Vittoria gli inviò una propria lirica da pubblicare sulla rivista da lui diretta.</p>
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<p>Si incontrarono di persona a Venezia poco dopo, nell'agosto 1898, e la loro amicizia proseguì fino all'anno in cui Vittoria si sposò. Estremamente garbata e piacevole all'esterno, nascose sempre il suo carattere tormentato e depressivo, che trovava sfogo, invece, in alcune sue liriche in cui si parla di <b>incomunicabilità</b>, desiderio di morte e di potenza, desiderio di libertà dalle regole e costrizioni del vivere civile. Si occupò per lunghi anni della madre, cui era legata da un forte legame affettivo, e solo dopo la sua morte, nel 1899, cominciò a pensare ad un proprio percorso di vita autonomo. Precocissima nello scrivere, la sua natura perfezionista e ambiziosa la indusse a mostrare le sue poesie solo nella cerchia di conoscenti e amici, sollecitando il parere di insigni letterati dell'epoca, con i quali manteneva corrispondenza.</p>
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<p>Di tanto in tanto sue liriche erano pubblicate su riviste letterarie, riscuotendo ammirazione e dandole una fama di poetessa aristocratica e riservata cui Vittoria teneva molto. Pubblicò soltanto a quarantacinque anni il suo primo libro, Leggenda eterna (1900), su sollecitazione dei suoi amici. Considerata da Benedetto Croce una scrittrice spontanea e fresca ( La letteratura della nuova Italia), fu per lunghi anni reputata tale dalla critica letteraria, fino agli anni '70, quando la sua opera venne rivalutata anche alla luce di un'edizione parziale delle sue lettere: Vittoria aveva sempre rifiutato l'immagine di poetessa immediata e spontanea e <b>dichiarava</b> di scrivere "di testa" e non con il cuore. Infatti, le sue liriche sono pienamente inserite nelle correnti letterarie del suo tempo, e mostrano richiami a Gabriele D'Annunzio, ai Crepuscolari, all'amato Giacomo Leopardi, e agli amici Nencioni e Gnoli. Nonostante tenesse molto alla propria fama di poetessa, l'ambizione primaria di Aganoor, come indicano sue lettere ad amici di famiglia, era quella di operare nella società sfruttando il ruolo di primo piano che le davano le sue origini prestigiose: sentì quindi la necessità di cercare un matrimonio che le desse l'opportunità di sfruttare al meglio le sue doti di intelligenza e capacità relazionali, che aveva sempre dimostrato nei salotti della sua cerchia di amici e conoscenti.</p>
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<p>Il 28 novembre 1901 sposò a Napoli il nobile deputato Guido Pompilj, cui la legava un fortissimo legame di affetto, nato anche dalla sua ammirazione per questo brillante uomo politico. Con lui si trasferì a Perugia.Gli impegni in società, legati alla sua vita perugina, sono intervallati da lunghi periodi a Magione nella villa di proprietà del marito a Monte del Lago. Del 1908 le Nuove liriche: pacate, descrittive, chiare e armoniose come le prime, ma senza la "tensione" di quelle, la <b>"teatralità" </b>dolorosa che le aveva contraddistinte nel loro esprimere incomunicabilità e rivolta. Il 9 aprile del 1910, all'età di cinquantacinque anni, fu ricoverata in una clinica a Roma, per sottoporsi ad un'operazione, legata probabilmente all'insorgenza di un cancro, ma morì improvvisamente, lasciando nello sconcerto tutti i suoi cari. Il dolore provocato dalla sua scomparsa portò il marito a togliersi la vita; dopo aver sistemato velocemente gli affari di famiglia più urgenti, egli si sparò quel giorno stesso. Il gesto di Guido Pompilj conferì un'aura romantica al loro matrimonio e pose le poesie di Vittoria in ottica del tutto nuova, favorendone la divulgazione.</p>
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<p>Tutt'ora restano inedite molte delle lettere di Vittoria, e nel Convegno tenutosi a Padova per i 150 dalla sua nascita è stata manifestata la preoccupazione per l'attuale mancanza di un archivio che preservi i suoi scritti: alcuni potrebbero risultare già irrecuperabili, in particolare parte delle lettere e delle bozze di elaborazione delle sue liriche. Per quanto riguarda le sue opere, esiste un'edizione <b>completa</b> ma ormai molto datata, contenente tutta la sua produzione, comprese delle rime sparse. L'edizione contiene anche un'introduzione che parla per accenni della sua vita e delle sue poesie. Quanto alla critica, ultimamente ci sono stati alcuni articoli di Arslan e Zambon che evidenziano le influenze letterarie delle opere di Vittoria. Dal 1998 il Comune di Magione organizza un premio letterario dedicato a Vittoria Aganoor sulle corrispondenze.</p>
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<p><b>Guido Pompilj </b>(Magione, 18 marzo 1854 – Roma, 9 aprile 1910) è stato un deputato italiano e sottosegretario di Stato al Ministero delle Finanze e al Ministero degli Affari Esteri. Guido Pompilj (1854-1910), fu deputato del I collegio di Perugia (1886-1910 dalla XVI alla XVIII Legislatura); sottosegretario di Stato al Ministero delle Finanze (Governo di Giuseppe Saracco 1900-1901) e al Ministero degli Affari Esteri (Governo di Giovanni Giolitti 1906-1909). Fu eletto per due volte plenipotenziario all'AJA per il Congresso della pace, nel 1899 e nel 1907. Si occupò della <b>complessa </b>bonifica dell'area circostante al lago Trasimeno (vedi la lirica di Vittoria Aganoor Lago Trasimeno). Sposò nel 1901 la poetessa italiana Vittoria Aganoor, si sparò poco dopo la morte della donna, nel 1910, per il dolore provato. Il suo gesto estremo, emblema dell'amore indissolubile, contribuì a costruire un alone romantico intorno alle poesie della Aganoor giovando alla loro diffusione.</p>

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