VISITA DI MONS. PAGLIA IN CONGO: "NUOVE PROSPETTIVE DI COOPERAZIONE MISSIONARIA E SOCIALE"

<p>post <b>M. Zingales</b> UJcom2.0 <a target="_blank" title="Scrivi a Morena Zingales" href="mailto:morenazingales@gmail.com"><b>@</b></a> (UJ.com) PERUGIA - Si è conclusa la visita del vescovo Vincenzo Paglia e della delegazione della diocesi di Terni Narni Amelia a Kananga e nella missone di St.Bernard a Ntambue nella Repubblica Democratica del Congo, che da 22 anni è il segno concreto di una cooperazione <b>missionaria </b>tra diocesi sorelle che ha visto impegnati missionari e laici ternani nell’evangelizzazione e nella promozione umana. Una visita che ha rappresentato un importante occasione per il consolidamento delle relazioni di cooperazione allo sviluppo tra la diocesi di Terni Narni Amelia e l'arcidiocesi di Kananga, che si aprono a nuove prospettive non solo a livello di cooperazione missionaria ma anche sociale e formativa.</p>
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<p>Calorosa l’accoglienza riservata al vescovo Vincenzo Paglia, che nei giorni trascorsi a Kananga ha visitato, accompagnato dall’arcivescovo Marcel Madila, numerose opere sociali dell'archidiocesi di Kananga: la clinica ospedaliera Saint George, Mpandilu Center che gestisce la formazione dei sordomuti, il centro operativo della Caritas diocesana, i monasteri delle suore carmelitane e <b>benedettine</b>, e l’università cattolica Notre Dame du Kasai fondata 14 anni fa per volere del vescovo mons. Bakole e che oggi conta oltre 2000 studenti suddivisi nelle tre facoltà di Medicina, Informatica e Diritto. Inoltre il vescovo ha incontrato il governatore della provincia del Kasai occidentale, il sindaco della città di Kananga, i politici e rappresentanti delle istituzioni regionali e gli universitari.</p>
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<p>Particolarmente festoso è stato l’incontro con la comunità cattolica di Kananga nella parrocchia di Notre Dame, e la celebrazione animata da canti e balli nella chiesa della missione di Ntambue con la presenza di oltre mille persone provenienti dalla città e dai villaggi vicini ai quali il vescovo ha portato il suo messaggio di solidarietà, di pace e di fraternità. Incontri segnati dall’impegno comune per un rinnovato rapporto di cooperazione nell'epoca della globalizzazione, che investe <b>progetti </b>per l’università, per i sacerdoti, per la formazione in generale allo scopo di favorire la crescita di un nuovo umanesimo non condizionato dagli aspetti materiali ma basato sulla fraternità, l'amore e l'unione e dialogo tra popoli. «L’impressione di questa terra, il Congo, è stata quella di una realtà veramente straordinaria – è stato il commento di mons. Vincenzo Paglia -.</p>
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<p>Devo dire che l’opera iniziata e portata avanti da mons. Gualdrini nella missione di Ntambue, con la partecipazione dell’intera diocesi, ha dato frutti davvero eccezionali. Una realtà importante all’interno della diocesi di Kananga, una missione che ha molte strutture ed è ben organizzata. Ho assistito nella concelebrazione domenicale all’invio di alcuni catechisti (balami) che avranno la cura pastorale dei numerosi villaggi che dipendono dalla missione. Erano oltre quaranta e sono un bel segno dell’opera di amore straordinaria che fa onore alla diocesi di Terni Narni Amelia e a tutti coloro che vi hanno collaborato in maniera attiva, ma soprattutto è una bella <b>testimonianza </b>di quell’amore universale della chiesa». Una cooperazione che ha già dato frutti per i cristiani delle due diocesi, soprattutto nella formazione dei sacerdoti, seminaristi e dei bambini con la costruzione di scuole, la fornitura materiale scolastico e la pubblicazione dei testi di catechismo in ciluba, oltre a tutte le costruzioni di chiese, centri sanitari, mulini, infrastrutture e scuole nella zona della missione.</p>
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<p>E' in questo contesto di reciproca collaborazione che il vescovo Vincenzo Paglia e l’arcivescovo Marcel Madila si sono incontrati per proseguire l’opera di solidarietà e di fratellanza tra i popoli come ha ricordato lo stesso mons. Paglia nella conferenza stampa conclusiva a Kananga: «per rompere le barriere che ci dividono, perché siamo tutti fratelli che condividono l’impegno di costruire un mondo nuovo basato sulla pace e la solidarietà». Incontri importanti segnati da un nuovo rapporto di cooperazione nell'epoca della globalizzazione tra Europa e Africa, che investe progetti per la formazione quale strumento per favorire la crescita di un nuovo <b>umanesimo</b>, non condizionato dagli aspetti materiali ma basato sulla fraternità, l'amore e l'unione e dialogo tra popoli. “Visitando non solo Ntambue ma varie parti dell’archidiocesi di Kananga, si apre una nuova prospettiva proprio perché è giunto come a maturazione quanto già avvenuto nella missione – aggiunge il vescovo -. E’davvero straordinaria l’istituzione di una università cattolica nell’arcidiocesi di Kananga. Una iniziativa come questa non può non interessare la nostra diocesi. Al tempo stesso mi è parsa particolarmente drammatica la situazione della povertà. La guerra ha portato il paese ad una condizione incredibilmente povera.</p>
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<p>Il Congo è tra i paesi più ricchi dell’Africa, eppure manca l’acqua, manca l’elettricità, mancano le strade, e questo vuol dire che mancano le condizioni per lo sviluppo. Il Concilio Vaticano II ci ha insegnato che le speranze e i problemi della società sono anche le speranze e i problemi della chiesa. Ecco perché questa missione richiede oggi una maturità nuova. Nuove prospettive si stanno aprendo come quella che di aiutare la crescita di sacerdoti dell’arcidiocesi che vengono formati e fanno esperienza nella diocesi di Terni per poi tornare. E’ uno scambio di aiuto pastorale e questo mi sembra particolarmente significativo». Un paese vivo con una chiesa giovane ed entusiasta, nella quale sempre in maggior numero, crescono vocazioni <b>religiose</b> femminili, seminaristi e sacerdoti impegnati nella loro terra a diffondere il Vangelo, a dare speranza ai più bisognosi. «Abbiamo intuito in questi pochi giorni a Kananga, quanto sia importante che le due chiese continuino o intraprendano in maniera ancora più robusta il loro rapporto con le società nelle quali vivono – conclude il vescovo Paglia -.  Mi auguro che anche attraverso il rapporto di fraternità delle chiese si costruiscano fraternità tra società e tra popoli. Questa in fondo è la vocazione della Chiesa per aiutare la fraternità tra tutti i popoli».</p>
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<p>Al termine della visita il vescovo Vincenzo Paglia e l’arcivescovo Marcel Madila hanno sottoscritto un protocollo di cooperazione tra le due diocesi. In particolare i due vescovi si propongono di rafforzare la comunione fraterna che esiste già da 22 anni nella missione di St.Bernard a Ntambue, di sviluppare la cooperazione tra le diocesi in modo da estenderla non solo al clero o ai missionari ma ai collaboratori delle istituzioni ecclesiali attraverso le quali si sviluppa la pastorale diocesana. Una <b>comunione</b> che troverà concreta applicazione nella vita parrocchiale attraverso la presenza di sacerdoti della diocesi di Kananga nelle parrocchie di Terni Narni Amelia; nell’apostolato sociale con un gemellaggio tra i centri per sordomuti di Terni e Kananga; nell’apostolato del mondo universitario per una reciproca cooperazione tra l’università ternana, in particolare la facoltà di medicina, e l’università cattolica Notre Dame du Kasayi.</p>

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