VIAGGIO NELL'UMBRIA DELLA CERAMICA

<p>post <b>M. Zingales</b> <a target="_blank" title="Scrivi a Morena Zingales" href="mailto:morenazingales@gmail.com"><b>@</b></a> (UJ.com) UMBRIA - L'Umbria offre al turista tanti itinerari, fra questi c'è anche quello della ceramica che con i paesaggi ed i tesori artistici lo porterà a scoprire i i segreti di una delle produzioni più antiche e caratteristiche della regione. La lavorazione della ceramica è una attività che risale dal XIII secolo ed è continuata fino ai giorni nostri. Per il suo valore culturale e storico-artistico, per il numero degli addetti e per l'ampiezza della sua diffusione è ancora uno dei settori più importanti per l'economia della regione. La qualità della produzione umbra oggi sta nella capacità di coniugare tradizione e contemporaneità. Di tutto questo il turista avrà testimonianze dirette visitando botteghe, laboratori e musei. Il viaggio nel mondo della ceramica può cominciare a Deruta (www.comune.deruta.pg.it), situata in collina a circa 15 chilometri da Perugia, che oggi rappresenta il più importante distretto di produzione dell'Umbria e nota in tutto il mondo per le sue maioliche.</p>
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<p>Numerose sono, infatti, le aziende, più o meno grandi, che producono oggetti in ceramica, dalle stoviglie ai tavoli, riproducendo sia disegni classici che elementi innovativi. Al visitatore prima di iniziare lo shopping fra i numerosi spacci aziendali della parte bassa che costeggia la superstrada E45 si può suggerire di salire nel borgo medioevale, antica roccaforte perugina, per visitare il Museo regionale della ceramica (www.museoceramicaderuta.it). Si potrà così avere una idea della evoluzione della manifattura derutese nelle diverse epoche. Il museo è ospitato all'interno di un complesso architettonico di grande valore storico-artistico, l'ex convento di San Francesco. A pochi chilometri sorge l'interessante Santuario della Madonna dei Bagni. Si tratta di una piccola chiesa, eretta alla metà del Seicento, con una straordinaria collezione di ex voto popolari di ringraziamento alla Madonna dipinti negli ultimi quattro secoli su mattonelle di ceramica.</p>
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<p>Le scene riprodotte sono semplici e popolari, ma suscitano nei visitatori un grande interesse perché raffigurano, con molto realismo, gli eventi per cui vennero offerte, diventando cosi documenti fondamentali per una storia degli usi e costumi locali. Da Deruta ci si può trasferire a Gualdo Tadino, un'altra delle città della ceramica, passando magari per Torgiano (con una breve deviazione dalla superstrada E45) dove si può fare una visita all'interessante Museo del vino della <b>Fondazione</b> Lungarotti (www.lungarotti.it) aperto al pubblico dal 1974. Si trova nel Palazzo Graziani Baglioni e tra gli oltre 2.800 manufatti sulla civiltà del vino contiene anche una vasta collezione di ceramiche (coppe, boccali, piatti istoriati) dall'età medievale ai giornui nostri. Gualdo Tadino (www.comunegualdotadino.it) è situata nella parte Nord-orientale dell'Umbria, ai confini con le Marche. In un contesto ambientale di notevole interesse paesaggistico, la città è un attivo centro manifatturiero con una specializzazione nella produzione di ceramica aristica a lustro in oro e rubino.</p>
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<p>Fa risalire la sua tradizione ceramica al XIII secolo ed oggi spazia dalla produzione artistica tradizionale a quella industriale di oggetti d'uso e da arredamento. Si possono fare compere nelle numerose botteghe e laboratori che si incontrano nella cittadina. Ma per chi volesse saperne di più prima di fare acquisti si consiglia di visitare il Museo Civico presso la Rocca Flea (www.roccaflea.com). Oltre ad importanti e interessanti opere di pittori umbri, come Matteo da Gualdo e Nicolo di <b>Liberatore</b> detto l'Alunno, sono esposte ceramiche del XIX e XX secolo. Tra gli edifici religiosi meritano una visita la cattedrale di San Benedetto (XIII secolo), con una splendida facciata romanico-gotica adornata da un bellissimo rosone, e la chiesa di San Francesco, costruzione gotica decorata da Matteo da Gualdo, pittore illustre di questa antica città che durante le invasioni barbariche fu uno dei pochi centri che riuscì a resistere a Totila, re dei Goti, che proprio qui fu sconfitto e ucciso da Narsete generale bizantino. Prima di lasciare Gualdo Tadino merita un avisita anche il Museo regionale dell' emigrazione.</p>
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<p>Come terza tappa ci si può trasferire nella vicina Gubbio (www.comune.gubbio.pg.it) città medievale piena di fascino ma che per quanto riguarda la ceramica deve la sua fama a Giorgio Andreoli detto Mastro Giorgio. Vi giunse alla fine del Quattrocento proveniente da Intra, sul Lago Maggiore. Fu l'arte di applicare il lustro, di cui Mastro Giorgio fu maestro indiscusso, a render famosa la ceramica eugubina: oro, argento, verde, e soprattutto bei rosso rubino di tonalità più intensa di quello di <b>Deruta</b>. Piatti, albarelli, coppe, vasi sono le lavorazioni che escono dalla sua bottega. Fra le tortuose vie medioevali che si diramano dall'imponente Palazzo dei Consoli si trovano numerose botteghe e laboratori dove è possibile comprare vasi, piatti, albarelli e buccheri. Anche qui si consiglia una visita alla pinacoteca e al museo comunale, dove e'' possibile vedere una ricca collezione di ceramiche tra cui preziosi e rari piatti di Mastro Giorgio. Una delle principali attrazioni è costituita anche dalle Tavole eugubine, sette preziose tavole bronzee in lingua umbra.</p>
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<p>Altra meta alla scoperta della ceramica è sicuramente Orvieto (www.comune.orvieto.tr.it) con il suo celebre Duomo. Sono tanti altri i motivi per visitarla e tra questi c'è anche l'arte della ceramica che qui ha avuto origine dagli etruschi. Furono loro a fondare la città su una impontente rupe di tufo che domina la valle del fiume Paglia. Nel Medioevo la sua produzione di ceramica raggiunse un livello qualitativo tale da fare diventare la maiolica arcaica orvietana un ''modello'' per altri centri produttivi italiani. Il periodo di maggiore splendore è tra la fine del Duecento e la metà del <b>Trecento</b> quando si afferma la tipica maiolica in bruno e verde su smalto bianco arricchita da forme e combinazioni iconografiche, da raffinatezze stilistiche, in cui compaiono uccelli, pesci, animali, esseri umani e bestie dalle teste umane. La città dispone di un patrimonio artistico e culturale tra i più ricchi dell'Umbria. Il Duomo è tra le più maestose realizzazioni dell'architettura italiana, opera di Lorenzo Maitani (XIII secolo): la meravigliosa facciata gotica, con mosaici e bassorilievi, ha uno splendido rosone opera dell'Orcagna.</p>
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<p>All'interno, tra le molte opere custodite, un capolavoro della pittura italiana del '400-'500: il ciclo di affreschi di Beato Angelico e Luca Signorelli nella cappella di San Brizio. Aggirandosi per le suggestive vie medioevali della cittadina c'è la possibilità di acquistare nelle botteghe-laboratori le splendide ceramiche, tra cui le tipi che brocche con il largo beccuccio sporgente. Il Museo regionale della ceramica di Deruta (www.museoceramicaderuta.it) è il più antico museo italiano per la ceramica. Istituito nel 1898, conserva circa 7 mila opere ed è ospitato nel trecentesco <b>complesso</b> conventuale di San Francesco, interamente restaurato. Le sale d'ingresso sono libere e sede di sintetiche esposizioni temporanee; dalla stessa area si accede alla biblioteca specialistica, ricca di oltre mille e 500 volumi. Il percorso museale si sviluppa in 14 sale su tre piani. E' introdotto da una sala didattica che descrive, organizzata in periodi, l'evoluzione della maiolica derutese dalla produzione arcaica a quella del Novecento.</p>
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<p>Nelle varie sale si possono ammiarare ''piatti da pompa'' recanti stemmi nobiliari o ritratti di belle donne rinascimentali decorati con la tecnica del lustro, coppe amatorie, oggetti per la tavola, alzate, saliere boccali e brocche. La peculiarità che rende unico il museo è la presenza di una torre metallica di quattro piani <b>comunicante</b> su tutti i livelli con l'edificio dell'ex convento; si tratta di un'imponente struttura riservata ai depositi, accessibile al pubblico e debitamente attrezzata per attività di studio. La sezione contemporanea è costituita principalmente da opere provenienti dal ''Multiplo d'artista in maiolica'' e dal Premio Deruta; la sezione archeologica offre invece un significativo panorama dei principali tipi di vasellame prodotti in epoca antica e riunisce oggetti di ceramica greca, italiota, etrusca e romana.</p>

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