UNIVERSITA' - PRENDE IL VIA IL PROGETTO "NANOPOWER", NUOVE ENERGIE PER NUOVI DISPOSITIVI

<p>post <b>C.Pappone</b> <a target="_blank" title="scrivi a Cristina Pappone" href="mailto: papponecristina@gmail.com">@</a> (UJ.com) PERUGIA - Il 1 agosto prende l’avvio Nanopower, un importante progetto di ricerca di dimensione europea coordinato dal Laboratorio NiPS del Dipartimento di Fisica dell’Università di Perugia e dedicato allo studio delle energie rinnovabili in gioco nei processi su scala microscopica. L’obiettivo del progetto è duplice: da un lato sviluppare una nuova scienza, la Microenergetica, che descriva in modo sempre più dettagliato le trasformazioni di energia che avvengono nel cuore della materia, dall’altro sfruttare queste conoscenze e ideare<b> nuove tecnologie</b> per alimentare dispositivi elettronici di dimensioni minuscole, piccoli fino al milionesimo di millimetro. Il progetto, che vede la partecipazione di sei partner dell’Unione Europea, è finanziato con un budget di 3.5 milioni di euro, avrà la durata di tre anni, e s’inserisce nelle azioni di punta che la Commissione Europea sta attuando con il settimo programma quadro per stimolare la ricerca nel campo delle energie rinnovabili per il mondo dell’ICT (Information e Communication technology).</p>
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<p>La combinazione fra una ricerca di frontiera e le strategie per sviluppare applicazioni pratiche rende Nanopower uno dei progetti che la Commissione definisce fra i più visionari e promettenti in termini di ricadute scientifiche e tecnologiche. La nuova scienza che Nanopower svilupperà riguarda l’efficienza energetica nel mondo infinitamente piccolo. Le leggi della termodinamica che hanno descritto i processi alla base della rivoluzione industriale non sono adatte a descrivere i processi su scale piccolissime. Come nel mondo macroscopico, così nel nano mondo esistono fenomeni di dissipazione di energia, di inefficienza, e se i problemi per <b>ridurre l’inefficienza</b> su scale macroscopiche sono grandi, ancor di più lo sono su scala microscopica dove anche le leggi fisiche che descrivono i fenomeni non sono ancora ben note. C’è un’enorme riserva di microenergia che non si sa come trasformare a proprio vantaggio, ma che costituirebbe una notevole risorsa. Ci sono micro vibrazioni meccaniche di atomi e molecole, ci sono i processi quantistici che regolano il movimento degli elettroni o le oscillazioni dei reticoli cristallini e i flussi di calore, tutti fenomeni ancora lontani dall’essere governati a proprio piacimento perché ancora lungi dall’essere compresi con chiarezza.</p>
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<p>Territori inesplorati che una nuova generazione di scienziati può scoprire e dai quali estrarre nuove risorse energetiche. Una volta imparato a descrivere e gestire questi processi le future applicazioni e i risvolti più tangibili della ricerca di Nanopower riguarderanno le batterie per alimentare minuscoli dispositivi elettronici. Lo scopo è di miniaturizzare le batterie e sostituirle con “trasformatori” di energia che hanno lo scopo di trasformare l’energia presente nell’ambiente in varie forme (ad esempio energia cinetica, ovvero di movimento, energia luminosa, ovvero solare) in energia elettrica necessaria al funzionamento dei sensori quasi <b>invisibili ad occhio </b>nudo, capaci di misurare ed inviare segnali, i cosiddetti “wireless sensors”. Reti di migliaia di questi sensori popoleranno le nostre abitazioni e modificheranno in modo sostanziale il nostro modo di vivere e di comunicare. È questa una rivoluzione annunciata che per realizzarsi ha bisogno di batterie che possano fornire ai sensori l’energia necessaria al loro funzionamento. Le batterie tradizionali non possono essere impiegate per una serie di ragioni: si esauriscono con il tempo e sarebbe difficile sostituirle, non è facile realizzare batterie piccole ed efficienti, inoltre se disperse nell’ambiente sarebbero altamente inquinanti.</p>
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<p>Le energie e le potenze di cui si parla sono molto piccole su scala umana, un miliardo di volte più piccole di quelle necessaria a far muovere un’automobile, ma la loro disponibilità sarà così diffusa da renderle altrettanto importanti rispetto alle energie di cui abbiamo bisogno per far funzionare gli strumenti che già usiamo ogni giorno. Insieme al gruppo di Perugia lavoreranno al progetto l’università tedesca Julius Maximilians di Würzburg, la finlandese VTT  Valtion Teknillinen Tutkimuskeskus, l’Institute of Nanotechnology, di Bellaterra a Barcellona, la svizzera<b> Université de Genève</b> e l’Università degli Studi di Camerino. FPVII EC FET PROACTIVE Project Accanto all’impegno nella ricerca di base, il team di Nanopower lavora per far crescere una comunità di giovani scienziati intorno alla nuova scienza della Microenergetica e per farlo avvia la prima scuola dedicata a questi temi. La scuola si svolgerà nel cuore dell’Umbria dal 2 all’8 agosto e vi prenderanno parte circa 45 scienziati tra relatori e studenti.</p>
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<p>Questi ultimi sono dottorandi e postdoc che hanno intrapreso un percorso di formazione sui temi della scuola. Docenti e studenti costituiscono una comunità scientifica proveniente da numerosi paesi europei ed extraeuropei: oltre a 15 partecipanti italiani saranno presenti, 9 spagnoli e 4 statunitensi, 2 tedeschi e 2 svedesi, 2 rappresentanti dal’India, 2 dalla Russia e 2 dalla Svizzera: Infine Giappone,<b> Argentina, Libano,</b> Finlandia, Inghilterra, Irlanda, Ungheria avranno ciascuno con un rappresentante presente nel meeting umbro. Una comunità di pionieri nel mondo delle risorse energetiche; piccola ma estesa in tutto il mondo e sicuramente destinata a crescere nel prossimo futuro.</p>

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